Il delitto di Chiara Poggi

Garlasco, ultimato lo svuotamento del canale alla ricerca dell’arma del delitto

Perquisizioni e sequestro di supporti informatici nelle case di Andrea Sempio e dei suoi genitori a Garlasco, nell’ambito dell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi.

[Aggiornato il 14 maggio 2025, ore 14:45]

Il sopralluogo degli investigatori nel corso d'acqua vicino a una casa, di interesse per le indagini del delitto di Garlasco del 2007, a Tormello, nel Pavese, 14 maggio 2025. ANSA/ FABRIZIO CASSINELLI

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Garlasco, iniziato a Tromello lo svuotamento del canale

E’ iniziato alle 13 da poco lo svuotamento del canale che scorre nel centro di Tromello, in provincia di Pavia, dove da questa mattina si concentrano le ricerche dell’arma utilizzata la mattina del 13 agosto 2007 per uccidere Chiara Poggi. I carabinieri sono aiutati nelle operazioni dai vigili del fuoco del Comando provinciale di Pavia. Difficile poter “operare efficacemente - spiega un tecnico del Comune di Tromello - senza uno svuotamento completo: metteranno delle paratie per isolare il tratto e poi lo svuoteranno con le idrovore”.

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Il canale di Tromello era già stato dragato

Era già stato dragato il canale Cavo Bozzani, a Tromello, su cui si concentrano le ricerche dell’arma del delitto di Chiara Poggi. “Ricordo che avevano tolto l’acqua e lavorato - dice la proprietaria di un bar della vicina via Roma - ma forse avevano solo tolto le erbacce dagli argini”.

L’ultima attività manutentiva, confermano in Comune, risale al 2017-2018, ben dieci anni dopo il delitto di Garlasco. E’ Per questo motivo che le probabilità di trovare qualcosa siano ridotte. Gli accertamenti dei carabinieri, in collaborazione con i vigili del fuoco, si concentrano anche in piazza IV novembre, in un altro punto del canale.

 In piazza IV novembre sono entrate in azione anche le squadre fluviali dei vigili del fuoco di Pavia. Alcuni operatori che indossano tute di gomma sono scesi lungo il percorso del canale, dove ormai ci sono solo pochi centimetri d’acqua, per ispezionarlo.

Tecnico comune Tromello; «Pulizia canale fu solo superficiale»

“Tecnicamente, visto il fondo melmoso”, se l’arma del delitto di Chiara Poggi è stato buttato nel canale che scorre tra le case di Tromello, “sicuramente” potrebbe trovarsi ancora lì. A dirlo è l’ingegnere Cesare Curti, responsabile dell’ufficio tecnico del Comune del Pavese.

La pulizia che l’amministrazione locale ha fatto otto anni fa era “superficiale, le barche tagliano l’erba, non toccano il fondo”, spiega l’ingegnere, mentre sono in corso le operazioni di dragaggio.

Garlasco, si cerca presunta arma in un canale vicino ad una casa

Le perquisizioni

Perquisizioni si sono svolte a casa di Andrea Sempio, a Voghera (Pavia) nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, e a casa dei suoi genitori, a Garlasco. Sul posto i Carabinieri del Nucleo investigativo di Milano coordinati dalla Procura della Repubblica di Pavia.

Le perquisizioni sono coordinate dal procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, dall’aggiunto Stefano Civardi e dalla pm Valentina De Stefano.

Andrea Sempio, di 37 anni, è indagato

Andrea Sempio, di 37 anni, è indagato nell’ambito di una nuova ricostruzione del delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco (Pavia) il 13 agosto 2007. Per l’omicidio è stato condannato in via definitiva, nel 2015 l’ex fidanzato della vittima, Alberto Stasi, attualmente in semilibertà.

Le perquisizioni in corso dall’alba di oggi da parte dei carabinieri nell’abitazione di Andrea Sempio, indagato dalla Procura di Pavia per

Delitto Garlasco, terminato interrogatorio madre Andrea Sempio

l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco (Pavia) sarebbero finalizzate, tra le altre cose, all’acquisizione di supporti informatici.

Da indiscrezioni infatti, sarebbero stati sequestrati telefonini e pc. Controlli sarebbero in corso oltre che a casa dei genitori di Andrea Sempio e anche di suoi due amici.

A Garlasco si cerca in canale possibile arma del delitto

Si estendono i rilievi in corso da stamani a Garlasco (Pavia) e Voghera (Pavia) sul caso dell’omicidio di Chiara Poggi.

Dopo le perquisizioni dei carabinieri in corso nelle abitazioni di Andrea Sempio, nuovo indagato per il caso di Garlasco, e dei suoi genitori ora l’attenzione degli inquirenti si sarebbe spostata a Tromello, piccolo comune della Lomellina, sempre in provincia di Pavia. Secondo indiscrezioni alla ricerca di una possibile arma del delitto che secondo un testimone sarebbe stata gettata in un canale.

Sarebbe un attizzatoio di casa Poggi.

Rita Poggi: «Abbiamo ancora attrezzi camino di allora»

“Tutti gli attrezzi del camino ci sono ancora”. L’attizzatoio “che avevamo allora c’è ancora adesso”. Così Rita Poggi sulla ricerca dell’arma utilizzata la mattina del 13 agosto 2007 per uccidere la figlia Chiara nella loro abitazione di Garlasco

Il legale: «Andrea Sempio è sereno come sempre»

“Stanno facendo indagini tradizionali, a tappeto, non so cosa stiano cercando davvero ma Andrea Sempio è sereno come sempre. Io di perquisizioni ne ho viste mille, ma se non sono mirate...vediamo cosa sequestrano e capiremo qualcosa in più”.

Lo afferma all’Adnkronos l’avvocato Massimo Lovati, difensore di Andrea Sempio.

Nuove indagini dopo che per il delitto è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere l’allora fidanzato Alberto Stasi.

Il difensore è a casa dei genitori di Sempio: “Qui la perquisizione è ancora in corso. Computer non ce ne sono, ci sono telefoni vecchi e nuovi ma vediamo un po’, non hanno ancora sequestrato nulla finora” aggiunge.

La collega Angela Taccia, invece, è a Voghera dove è in corso la perquisizione dei carabinieri a casa di Andrea Sempio.

Legale Poggi: «Non ho mai lavorato per padre gemelle Cappa»

L’avvocato della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni, smentisce di aver mai lavorato per il padre delle gemelle Cappa, Ermanno Cappa, come pubblicato da alcune testate (non Il SOle 24 Ore, ndr) in queste ore con riferimento alle ricerche dell’arma del delitto di Garlasco che sono in corso da parte dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e vigili del fuoco coordinati dalla Procura di Pavia a Tromello, nei pressi della vecchia casa di corte della famiglia delle gemelle di Chiara Poggi

“Non ho mai lavorato per Ermanno Cappa, che ovviamente conosco come conosco molte persone in quella zona, perché all’epoca non aveva nemmeno uno studio, era il legale interno ad una banca e io non ho mai lavorato in banca” afferma a LaPresse Tizzoni.

“Faccio l’avvocato autonomamente dal 1995” conclude smentendo categoricamente un rapporto di lavoro con la famiglia tornata al centro dell’inchiesta per l’omicidio perché per un super testimone sarebbe stata Stefania Cappa a disfarsi dell’arma la mattina del 13 agosto 2007.

«Tra Sempio e amici telefonate quella mattina»

Contatti telefonici tra Andrea Sempio, l’indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco nel 2007, e Mattia Capra e Roberto Freddi, anche loro amici di Marco Poggi, il fratello di Chiara, erano già emersi nelle vecchie indagini sul delitto ed erano riferibili proprio alla mattina dell’uccisione della 26enne.

Da quanto si è saputo, i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, coordinati dalla Procura di Pavia, hanno rianalizzato tutti quei vecchi dati e tabulati e celle telefoniche.

 Alle 9.58 del 13 agosto 2007 Sempio, come si legge negli atti che nel 2017 portarono all’archiviazione della sua posizione, chiamò Mattia Capra, agganciando la cella telefonica di Garlasco.

Una conversazione di un secondo, ovvero probabilmente l’amico non rispose. Poi, Sempio si sarebbe spostato con la macchina, stando alla sua versione, verso Vigevano per andare in una libreria.

Rientrato a Garlasco, scrivevano i magistrati, “fu contattato dagli amici”. E Capra, in particolare, gli mandò un messaggio alle 11.10.

Dalle Iene il racconto inedito del supertestimone

“Da nove anni Le Iene seguono il caso di Garlasco senza mai abbandonare l’ipotesi che ci possa essere stato un errore nel condannare come responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, Alberto Stasi, suo fidanzato all’epoca dei fatti.

Secondo fonti stampa, gli investigatori starebbero cercando una possibile arma del delitto, sulla base delle dichiarazioni rilasciate a Le Iene da un supertestimone, che avrebbe riferito di un oggetto gettato in un canale”.

Così la trasmissione di Mediaset in una nota. “L’uomo, che ha rotto il silenzio dopo 18 anni, ha deciso di raccontare la propria versione su quanto sarebbe accaduto il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi. La sua testimonianza integrale, finora inedita, e altri documenti esclusivi, saranno trasmessi nel prossimo servizio di Alessandro De Giuseppe e Riccardo Festinese, in onda martedì 20 maggio, in prima serata, su Italia1”, aggiunge il programma.

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