Consumi

Federvini e la «Italian way» al bere moderato e consapevole: l’80% dei consumi è a tavola

Il presidente di Federvini, Giacomo Ponti: la ricerca della Sapienza dimostra che esiste uno stile italiano del bere, fondato su moderazione, cultura e responsabilità

di Giorgio dell'Orefice

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Esiste un italian style nell’approccio alle bevande alcoliche fatto di consumo moderato, prevalentemente ai pasti, e di convivialità. A teorizzarlo è una ricerca affidata da Federvini (l’associazione dei produttori ed esportatori di vini, alcolici ed aceti) al Dipartimento di comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università La Sapienza di Roma.

Dallo studio presentato nel corso dell’evento “The Italian Way” è emerso infatti come il consumo di bevande alcoliche nel nostro Paese sia in larghissima prevalenza moderato, ritualizzato e profondamente legato al contesto sociale e alle abitudini alimentari, in coerenza con le consuetudini della Dieta mediterranea.

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Il consumo appare, infatti, strutturalmente correlato ai momenti del pasto e della convivialità, con oltre l’80% delle consumazioni di vino concentrate a pranzo e a cena e oltre il 70% dei cocktail legati agli aperitivi.

Con un consumo annuo di 8 litri alcol pro capite, l’Italia si colloca a un livello del 6% inferiore alla media dei Paesi Ocse e, in Europa, ben al di sotto dei Paesi dell’Europa centro-orientale e di quelli iberici, dove i consumi oscillano tra gli 11 e i 12 litri pro capite l’anno.

I dati si collocano, inoltre, in un quadro positivo di salute e aspettativa di vita: secondo Eurostat l’Italia registra l’aspettativa di vita più elevata in Europa raggiungendo 84,1 anni, valore superiore alla media UE che si attesta a 81,5 anni.

«Oggi abbiamo ulteriore evidenza di ciò che da sempre sosteniamo ha commentato il presidente di Federvini, Giacomo Ponti -: esiste uno stile italiano del bere, fondato su moderazione, cultura e responsabilità. Un modello in cui il consumo è diffuso ma consapevole, ritualizzato e legato ai pasti e alla convivialità. È proprio questo stile, basato su tradizione e cultura, a dimostrarsi più efficace rispetto a politiche restrittive e proibizioniste che riemergono periodicamente a livello internazionale. Un modello, quello italiano, intorno al quale si è sviluppata nei secoli una filiera di imprese profondamente radicate nei territori, che contribuiscono all’economia e che rappresentano nel mondo un simbolo di qualità»

Nell’indagine a cura dell’Università La Sapienza un’attenzione specifica è stata poi rivolta ai giovani tra i 18 e i 24 anni, il cui profilo di consumo mostra un’evoluzione graduale con segnali di riduzione sia nella frequenza che nei comportamenti potenzialmente a rischio.
Il 72% ha consumato almeno una bevanda alcolica negli ultimi 12 mesi con una prevalenza maschile (75%) sul consumo femminile (68%). Significativo è il dato sul consumo giornaliero, che in questa fascia d’età si attesta al 5,7%, a fronte del 31,3% degli over 75, confermando una minore propensione al consumo abituale tra le generazioni più giovani.

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