Eredità Agnelli: sfuma messa alla prova per John Elkann, gli atti tornano ai pm
Gli atti ora tornano ai pm che dovranno disporre una nuova chiusura indagini in relazione alla posizione dell’a.d. della holding Exor e nipote dell’Avvocato
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Tornano indietro le lancette dell’orologio per l’inchiesta della procura di Torino in merito all’eredità di Marella Caracciolo. Il gip Giovanna Di Maria, infatti, in udienza questa mattina ha respinto l’istanza di messa alla prova per John Elkann, presentata dai suoi legali. Gli atti ora tornano ai pm che dovranno disporre una nuova chiusura indagini in relazione alla posizione dell’a.d. della holding Exor e nipote dell’Avvocato Agnelli.
Legali Elkann: rigetto era atteso, dimostreremo che John Elkan non ha fatto nulla
Il rigetto della messa alla prova «per noi era atteso e, d’altra parte, noi avevamo perso interesse a questa istanza, vista la frammentazione che si era creata del quadro processuale. È una decisione che per noi non cambia niente, perché adesso gli atti saranno restituiti al pubblico ministero». Così i legali di John Elkann, Paolo Siniscalchi e Federico Cecconi, lasciando l’aula del tribunale a Torino. Ora il pm dovrà di nuovo notificare l’avviso di chiusura delle indagini in relazione all’indagine sull’eredità di Marella Caracciolo e poi «noi andremo avanti sul merito e dimostreremo che John Elkan non ha fatto nulla». Quanto al rischio prescrizione, «noi non facciamo calcoli, difendiamo una persona che non ha fatto niente». Quello che per i due avvocati è «importante segnalare è la volontà di dimostrare la totale estraneità dei fatti in relazione alla posizione» di Elkann.








