Ecco cosa c’è scritto nel Rogito per il Pio transito di Papa Francesco: la sua vita vicino agli ultimi
Il documento ne riporta la vita e le opere, è stato letto nella serata del 25 aprile durante il rito della chiusura della bara del Pontefice, nella Basilica di San Pietro
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«Francesco ha lasciato a tutti una testimonianza mirabile di umanità, di vita santa e di paternità universale». Sono le parole con le quali si conclude il “Rogito per il Pio transito” di Papa Francesco, il documento che ne riporta la vita e le opere, letto nella serata del 25 aprile durante il rito della chiusura, nella Basilica di San Pietro. Durante il rito, presieduto dal cardinale camerlengo, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche ha dato lettura del rogito, che è stato deposto nella bara al termine della celebrazione. Con un velo di seta bianca è stato coperto il volto del Papa. All’interno della bara sono state inserite una borsa con le monete e le medaglie coniate durante il suo pontificato e il rogito, inserito in un tubo di metallo, sigillato.
La vicinanza di Francesco ai poveri, ai detenuti, agli ultimi
Francesco, si legge nel rogito, «è passato da questo mondo al Padre». È stato il 266° Papa. Si parte dalla sua prima frase pronunciata da Papa: «Fratelli e sorelle, buonasera!». Poi la sua vicinanza ai poveri, ai detenuti, ai malati. «Fu un pastore semplice e molto amato nella sua Arcidiocesi, che girava in lungo e in largo, anche in metropolitana e con gli autobus. Abitava in un appartamento e si preparava la cena da solo, perché si sentiva uno della gente». Invitava i sacerdoti ad avere il coraggio di uscire dalle sacrestie per andare in cerca della pecorella smarrita e di tenere aperte le porte. Ecco il testo del rogito.
Il testo del rogito in italiano
ROGITO PER IL PIO TRANSITO DI SUA SANTITÀ FRANCESCO
MORTE, DEPOSIZIONE E TUMULAZIONE DI FRANCESCO DI SANTA MEMORIA
Con noi pellegrino di speranza, guida e compagno di cammino verso la grande meta alla quale siamo chiamati, il Cielo, il 21 aprile dell’Anno Santo 2025, alle ore 7,35 del mattino, mentre la luce della Pasqua illuminava il secondo giorno dell’Ottava, Lunedì dell’Angelo, l’amato Pastore della Chiesa Francesco è passato da questo mondo al Padre. Tutta la Comunità cristiana, specialmente i poveri, rendeva lode a Dio per il dono del suo servizio reso con coraggio e fedeltà al Vangelo e alla mistica Sposa di Cristo. Francesco è stato il 266° Papa. La sua memoria rimane nel cuore della Chiesa e dell’intera umanità.
Jorge Mario Bergoglio, eletto Papa il 13 marzo 2013, nacque a Buenos Aires il 17 dicembre 1936, da emigranti piemontesi: suo padre Mario era ragioniere, impiegato nelle ferrovie, mentre sua madre, Regina Sivori, si occupava della casa e dell’educazione dei cinque figli. Diplomatosi come tecnico chimico, scelse poi la strada del sacerdozio entrando inizialmente nel seminario diocesano e, l’11 marzo 1958, passando al noviziato della Compagnia di Gesù. Fece gli studi umanistici in Cile e, tornato nel 1963 in Argentina, si laureò in filosofia al collegio San Giuseppe a San Miguel.
Fu professore di letteratura e psicologia nei collegi dell’Immacolata di Santa Fé e in quello del Salvatore a Buenos Aires. Ricevette l’ordinazione sacerdotale il 13 dicembre 1969 dall’Arcivescovo Ramón José Castellano, mentre il 22 aprile 1973 emise la professione perpetua nei gesuiti. Dopo essere stato maestro di novizi a Villa Barilari a San Miguel, professore presso la facoltà di teologia, consultore della provincia della Compagnia di Gesù e rettore del Collegio, il 31 luglio 1973 fu nominato provinciale dei gesuiti dell’Argentina. Dopo il 1986 trascorse alcuni anni in Germania per ultimare la tesi dottorale e, una volta tornato in Argentina, il cardinale Antonio Quarracino lo volle suo stretto collaboratore. Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo nominò Vescovo titolare di Auca e ausiliare di Buenos Aires.


