È boom dei birrifici artigianali, gli italiani tra i più premiati
di Donata Marrazzo
3' di lettura
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Sono artigianali, innovativi, indipendenti, sostenibili. Espressione delle tipicità locali e di marchi territoriali. Più o meno “micro”, a seconda dei volumi di produzione, fanno birra “viva”, non sottoposta a processi di pastorizzazione e microfiltrazione, secondo i criteri stabiliti per legge.
È boom di birrifici artigianali: 765 in Italia, oltre il 500% in più rispetto a dieci anni fa. Oltre mille se consideriamo le realtà più piccole e beer firm (aziende che realizzano per conto terzi una propria ricetta) e brew firm, birrai senza impianto.
Il Cr/Ak, a Campodarsego (Padova), sul palco di BeerAttraction a Rimini Fiera, è stato proclamato il migliore birrificio artigianale d’Italia. Nel mondo se ne contano circa 18mila, secondo un censimento condotto da Alltech e The Brewers Journal. Negli Stati Uniti sono 5mila.
La birra incalza il vino
Salgono i consumi: circa 32 litri a testa. E aumentano le coltivazioni locali di luppolo. Anche i campi di orzo e piccole malterie. Chiara, ambrata o scura è una star nell’alta cucina, come ingrediente o in abbinamento: una “Stout” (ad alta fermentazione) è magnifica con le ostriche. Lo chef stellato Domenico Stile, dell’enoteca La Torre di Roma, propone maialino di Cinta Senese marinato, spuma di birra, crema di fagioli di Controne e cimette di friarielli fermentati, accompagnato da Salinae, birra artigianale al sale di Cervia. Christian Meloni Delrio di Casa Baladin combina le birre d’avanguardia di Teo Musso con piatti di mare. Il suo risotto mantecato al limone e gambero di Mazara del Vallo è perfetto con una Saison ai 5 cereali (orzo, farro, frumento, segale e grano saraceno) e 9 spezie.
Acide e salate le nuove tendenze
Dal Belgio arrivano le birre acide, a fermentazione spontanea, e fanno tendenza: le “lambic” e le “geuze” hanno profumi e sapori aciduli ed erbacei, addolciti con sciroppi di frutta o di zucchero. Si fanno notare le scure, “stout” e “porter”. Trionfano nuovi stili e nuovi aromi: le “gose” recuperano un’antica tradizione tedesca. Gusto salato e note fresche di coriandolo.


