Marche

Nuburu ottiene il via libera per acquisire Tekne e sviluppare la difesa con tecnologie avanzate

L’azienda americana assume il controllo di Tekne con un investimento da 35 milioni, puntando a una crescita industriale e occupazionale significativa entro il 2030.

 Imagoeconomica

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Quindici mesi, un percorso che più volte è sembrato arenarsi, fino a ieri, quando è arrivata l’autorizzata dal governo italiano ai sensi della normativa in materia di golden power: Nuburu, società americana, attiva nei settori della difesa e della sicurezza dual-use, è stata autorizzata dal governo italiano ad acquisire il 70% di Tekne, un’operazione da poco meno di 35 milioni, basata su una valorizzazione pre-money dell’azienda pari a 52 milioni: 29,692 milioni sono stati destinati alla ricapitalizzazione, di cui 20,692 milioni già erogati e altri 9 milioni che arriveranno nei prossimi giorni; altri 5,2 milioni serviranno per l’acquisto di un ulteriore 10% dagli azionisti storici.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Oltre l’85% delle risorse dell’operazione è destinato direttamente a Tekne, al suo rafforzamento patrimoniale, al capitale circolante e al rilancio produttivo, e non ai soci venditori.

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Nuburu, in pratica, assume non soltanto il controllo della società, ma anche il rischio industriale e finanziario connesso al suo risanamento.

Il Centro tecnologico di Ortona, in Abruzzo, diventerà così il punto di convergenza tra capacità produttiva italiana, software, elettronica, mobilità speciale e tecnologie avanzate provenienti dall’ecosistema Nuburu.

L’azienda Usa, con management tutto italiano, non ha acquisito semplicemente un produttore di veicoli, ma punta a costruire in Italia una piattaforma sviluppata attorno a sei direttrici tecnologiche: 1) sistemi laser non cinetici e counter-UAS (sistemi anti-drone, ndr) 2) comunicazioni tattiche laser resistenti al jamming; 3) manifattura additiva sul campo; 4) power beaming; 5) comunicazioni laser subacquee; 6) comunicazioni ottiche satellitari.

«L’obiettivo è presentarsi sui mercati internazionali non come fornitore di un singolo prodotto, ma come piattaforma modulare capace di integrare più tecnologie in soluzioni complete» spiega Alessandro Zamboni, co-ceo ed executive chairman di Nuburu. Una strategia, all’interno di un piano industriale quinquennale molto ambizioso, che prevede che Tekne possa generare ricavi cumulati per il periodo 2026-2030 pari a circa 565 milioni (il 2025 si è chiuso con circa 37 milioni di ricavi), con una crescita occupazionale pari a circa 370 unità entro fine piano (oggi gli addetti sono 180).

Il closing per l’acquisizione del 70% è previsto nel mese di settembre. «Tekne non sarà semplicemente una società del gruppo - sottolinea Zamboni -, ma il fulcro della nostra piattaforma integrata per difesa e sicurezza in Italia. Vogliamo consolidarne l’impronta industriale e tecnologica e rafforzarne il ruolo nei programmi nazionali, europei e Nato».

Del resto, le prescrizioni del governo parlano chiaro a proposito di quello che dev’essere il mercato, anche se restano salvaguardati i rapporti commerciali già esistenti e le commesse pregresse di Tekne verso Paesi terzi, sempre nel rispetto delle autorizzazioni e dei controlli applicabili.

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