Muro antidrone, cos’è il sistema di difesa Ue contro gli sconfinamenti russi
Il progetto va sviluppato lungo il confine orientale dell’Unione europea, con capacità di rilevamento e intercettazione. Secondo il commissario europeo Kubilius è possibile costruirlo in un anno
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L’Unione Europea (e la Nato) accelerano sull’idea di un muro anti-drone che, proprio mentre si moltiplicano gli avvistamenti di velivoli senza pilota, sempre in Danimarca e Svezia, nei pressi di basi militari, diventa una priorità. Il 9 settembre, un’ondata coordinata di droni ha attraversato la Polonia penetrando in profondità fino a Varsavia, obbligando alla chiusura temporanea di diversi aeroporti. Pochi giorni dopo, velivoli non identificati sono stati intercettati sui cieli della Romania, quindi è stata la volta di Copenaghen e Oslo. Le segnalazioni di droni che volano negli spazi aerei dei paesi Nato si susseguono con regolarità.
Il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius, dalla Finlandia, ha presieduto una riunione in videoconferenza con 9 Paesi dell’Ue, più l’Ucraina, per passare alla fase attuativa del piano, proposto dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen durante il suo discorso programmatico a Strasburgo. Il “muro di droni” - il dossier sarà anche sul tavolo del Consiglio europeo informale che si terrà mercoledì 1 ottobre a Copenaghen (seguito il giorno dopo dall’incontro dei massimi responsabili politici dei paesi dell’intero continente, la European Political Community) - andrà “eretto” lungo il confine orientale dell’Unione europea, con capacità di tracciamento e intercettazione.
Kubilius: è possibile costruire il muro in un anno
Si tratta di un obiettivo molto complicato perché potrebbe richiedere una quantità di droni particolarmente ingente. Il costo,secondo le indicazioni fornite da Kubilius, potrebbe essere di «diversi miliardi di euro, non centinaia di miliardi». Le risorse potrebbero arrivare dal programma europeo Safe, che mette sul piatto prestiti ai 27 per 150 miliardi di euro, e dal Fondo europeo per la difesa, che sostiene attività collaborative e transfrontaliere di ricerca e sviluppo in questo settore.
«È una priorità, perché sui droni siamo scoperti e serve subito una rete di sensori di rilevamento, tracciamento e intercettazione», ha incalzato l’ex premier lituano. Kubilius ha poi detto che sarebbe possibile costruire il “muro” in un anno, così da rafforzare la sorveglianza sul “fianco est”, messa alla prova dalle recenti incursioni russe (negate da Mosca) nello spazio aereo europeo. Il commissario ha ricordato che «la Russia sta mettendo alla prova la Ue e la Nato, la nostra risposta deve essere ferma, unita e immediata, ora siamo d’accordo di passare dall’idea iniziale ad azioni concrete». Considerata l’esperienza che ha maturato nel settore, l’Ucraina sarà chiamata a collaborare con l’Unione europea nello sviluppo del progetto.
Il pressing dei Baltici
L’idea di una muraglia anti droni è nata nei Baltici, guardando all’esperienza ucraina per neutralizzare le minacce di domani (ma anche di oggi, come dimostrano le cronache). Von der Leyen, nel corso della sua visita al fianco orientale d’inizio settembre, ne ha appreso i dettagli e ha deciso di farne una battaglia europea.







