È legge

Ddl Pmi, ok definitivo del Senato: c’è la stretta contro le false recensioni online

Soddisfazione dai ministri delle Imprese e del Turismo, Adolfo Urso e Daniela Santanchè

di Redazione Roma

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Moda, artigianato e industria alberghiera. Sono i tre settori su cui interviene principalmente il disegno di legge per le Piccole e medie imprese, approvato in via definitiva al Senato e quindi diventato legge.

Urso: «Risultato atteso da dieci anni»

«Un risultato atteso da ben più di dieci anni che oggi diventa finalmente realtà - ha commentato il ministro dell’Industria Adolfo Urso - diamo attuazione all’art.18 della legge 180 del 2011, rafforzando in modo concreto il sostegno alle micro, piccole e medie imprese e all’artigianato, cuore del nostro Made in Italy, con misure per la crescita, l’innovazione e il credito. È un intervento organico che rimette al centro le Pmi e ne rafforza competitività e crescita.

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La riforma dell’artigianato dopo 40 anni

Il primo punto delega il governo alla razionalizzazione, al riordino e all’aggiornamento della legge sull’artigianato. La normativa di riferimento del settore risale al 1985. In attesa della delega, però, viene approvata una norma che rafforza le tutele, aumentando anche le sanzioni, per i casi di utilizzo improprio del riferimento all’artigianato nella pubblicità. L’obiettivo della misura è eliminare gli abusi di coloro che, in modo improprio, promuovono e commercializzano prodotti facendo riferimento all’artigianato quando non sono iscritti allo specifico albo e non realizzano direttamente i prodotti posti in vendita.

Le regole per le recensioni online

C’è poi la disciplina relativa alla lotta alle false recensioni. Saranno lecite solo quelle rilasciate non oltre trenta giorni dalla data di utilizzo del prodotto o di fruizione del servizio da chi ha effettivamente e personalmente utilizzato i servizi o le prestazioni; risponde alla tipologia del prodotto utilizzato o alle caratteristiche della struttura che lo offre. Non è il frutto della dazione o della promessa di sconti, benefici o altra utilità da parte del fornitore o dei suoi intermediari. Invece, la recensione e’ illecita quando non proveniente da persona fisica che abbia effettivamente utilizzato il prodotto.

Inoltre, la recensione si presume autentica se corredata dall’apposita documentazione fiscale. Mentre non e’ piu’ lecita decorsi due anni dalla sua pubblicazione. Il legale rappresentante della struttura recensita puo’ segnalare le recensioni che non rispettano questi requisiti di liceità. Il testo normativo prevede il divieto di acquisto e cessione, a qualsiasi titolo, anche tra imprenditori e intermediari, di recensioni online, apprezzamenti o interazioni. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, in raccordo tra gli altri col Ministero del Turismo, adotta apposite linee guida che orientino le imprese nell’adozione di accorgimenti idonei ad assicurare il rispetto dei requisiti di liceità delle recensioni online, anche svolgendo un monitoraggio annuale e riferendo alle Camere. Infine, le Associazioni rappresentative delle imprese turistiche possono richiedere il riconoscimento della qualifica di segnalatore attendibile.

Santanchè: «Significativa presa di posizione contro le pratiche scorrette»

«L’approvazione della normativa sulle false recensioni - ha detto Daniela Santanchè, ministro del Turismo - segna il raggiungimento di uno storico traguardo a tutela di imprese e consumatori. La nuova legge, fortemente voluta dal Ministero del Turismo, è una significativa presa di posizione contro quelle pratiche scorrette che danneggiano il tessuto imprenditoriale ed economico, intaccando la reputazione delle aziende e ingannando i turisti. Siamo orgogliosi di essere i pionieri, in Europa, su una tematica di stretta attualita’ sulla quale era necessario e doveroso intervenire per garantire trasparenza, correttezza e legalità nel mercato».

Dalla moda ai marchi storici: le altre misure

Ci sono altre misure. Al fine di sostenere il settore moda sono previsti fino a 100 milioni di euro per il finanziamento di “mini contratti di sviluppo”. Per favorire il ricambio generazionale nelle micro e piccole imprese con una forza lavoro inferiore ai 50 dipendenti, il provvedimento introduce una sperimentazione biennale che consente di assumere a tempo indeterminato lavoratori under 35 per sostituire personale in procinto di andare in pensione, con un esonero contributivo fino a 3.000 euro per il part-time incentivato. Prevista l’estensione del Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali anche alle acquisizioni, da parte delle imprese titolari di marchi storici, di altre imprese della filiera in stato di difficoltà.

Si prosegue con le misure per i centri urbani di medie dimensioni, con l’intervento sulla norma che garantisce un’imposizione Irpef del 7% (per 10 anni) ai pensionati che trasferiscono la propria residenza in determinati Comuni al di sotto dei 20.000 abitanti. La soglia passa da 20.000 a 30.000 abitanti, rendendo piu’ attrattiva la misura in favore dei centri urbani di medie dimensioni. Prevista una delega al governo finalizzata a realizzare un intervento complessivo di riforma del settore dei confidi, a oltre 20 anni dall’emanazione della legge. Si punta ad adeguare la normativa ai profondi mutamenti dei mercati di riferimento, che hanno fatto registrare l’espansione delle garanzie pubbliche e ridotto gli spazi di intervento dei confidi. Il provvedimento reintroduce un regime di detassazione degli utili investiti nelle reti d’impresa, con una dotazione triennale di 45 milioni di euro. Un’agevolazione, valida fino al periodo d’imposta 2028, destinata alle imprese che partecipano a reti formalizzate, che permette di sospendere l’imposta sugli utili se reinvestiti in programmi di sviluppo comuni per la competitivita’ e l’innovazione. L’esenzione puo’ essere applicata fino a un limite di un milione di euro annui.

Sul fronte del credito è stato migliorato l’accesso al finanziamento bancario introducendo la possibilità di cartolarizzare lo stock di magazzino, includendo anche i crediti derivanti dalla futura vendita dei beni prodotti, potenziando così la liquidità delle imprese e facilitandone la crescita. Tra le novità organizzative c’è la nascita delle centrali consortili, enti mutualistici sotto vigilanza ministeriale, che coordineranno le aggregazioni di micro e piccole imprese già riunite in consorzi di filiera, stabilendo condizioni minime di adesione e aree territoriali di riferimento, per favorire sinergie e scala economica. Una delega al governo consentirà di disciplinarne il funzionamento e la loro vigilanza. Come misura di semplificazione e’ stato esteso l’esonero dall’assicurazione obbligatoria ai carrelli elevatori e ad altri veicoli utilizzati dalle imprese nelle aree ferroviarie, portuali e aeroportuali non accessibili al pubblico, purché coperti da polizze assicurative specifiche, riducendo i costi e gli oneri assicurativi per le aziende. Il provvedimento contiene inoltre modelli semplificati per le Pmi in materia di salute, formazione dei lavoratori e per le prestazioni in purché agile. Il provvedimento definisce gli operatori della distribuzione di prodotti alimentari attivi nel settore Horeca e determina la percentuale minima dei ricavi per ottenere la qualificazione.

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