Dalla moda alla stretta sulle recensioni online: arriva la legge annuale per le Pmi
L’Aula del Senato ha approvato in prima lettura il provvedimento che per la prima volta attua l’obbligo di un Ddl annuale previsto dal 2011
di C.Fo.
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Arriva al primo traguardo la legge per le Pmi. L’Aula del Senato ha approvato il provvedimento che per la prima volta attua l’obbligo di un Ddl annuale previsto dal 2011. Il testo - che passa ora alla Camera - contiene norme su una decina di materie, dalle reti di imprese alla certificazione delle filiere della moda, dalle recensioni online alla staffetta pensionati-giovani lavoratori.
Viene reintrodotta, seppure con una dote limitata a 45 milioni di euro in tre anni, l’agevolazione fiscale che era nata nel 2010 a favore delle reti di imprese formalizzate in apposito contratto. Si tratta di un regime di sospensione d’imposta - fino al periodo d’imposta 2028 - relativamente alla quota degli utili destinati alla realizzazione di investimenti previsti dal programma comune di rete. L’importo che non concorre alla formazione del reddito d’impresa non può comunque superare il limite di un milione di euro annui. Per definire i dettagli dell’intervento occorrerà un decreto attuativo del ministro delle Imprese e del made in Italy (Mimit), di intesa con il ministro dell’Economia e sentita l’agenzia delle Entrate, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge.
Il Ddl, coordinato dal ministero delle Imprese, all’articolo 2 prevede invece la costituzione di una riserva del Fondo crescita sostenibile, da 100 milioni di euro, a sostegno di programmi di sviluppo di importo compreso tra 1 e 20 milioni proposti dalle Pmi appartenenti alla filiera della moda. Per questo settore, con un emendamento di Fratelli d’Italia, è stata anche introdotta una certificazione di conformità, con uno scudo che protegge le imprese capofila della filiera nel caso di alcuni reati ascrivibili alla catena di subfornitura.
Il testo che arriva in Aula al Senato (relatori Salvo Pogliese di FdI e Gianluca Cantalamessa della Lega) contiene poi le norme che puntano a proteggere le imprese del turismo e della ristorazione dai danni derivanti dalle false recensioni online, con una stretta che è stata comunque ridimensionata per i rilievi fatti dalla Commissione Ue alle prime bozze. Proprio per questi dubbi, in Senato è stato espunto l’obbligo di identificazione per chi pubblica una recensione sui siti internet, mentre viene stabilito che i commenti saranno ritenuti leciti solo se rilasciati non oltre 30 giorni dalla data di utilizzo del prodotto o del servizio da parte di chi ne ha effettivamente fruito. Varrà la presunzione di recensione autentica se questa è corredata da una fattura o ricevuta fiscale.
A ogni modo, le recensioni non saranno ritenute più lecite, per perdita di attualità, dopo due anni dalla pubblicazione. L’Antitrust, sentiti Authority per le comunicazioni, Garante per la privacy, ministero delle Imprese e ministero del turismo, dovrà adottare delle linee guida.









