Negoziati in Svezia

Dazi, Cina e Stati Uniti verso proroga di 90 giorni della tregua

Per stemperare le tensioni gli Usa hanno congelato le restrizioni sull’export di chip. Gruppo di ambasciatori del business Usa in settimana in Cina

di Rita Fatiguso

epa12268565 Swedish Prime Minister Ulf Kristersson (2-L) greets Chinese vice premier He Lifeng (C) at Rosenbad before trade talks between the USA and China in Stockholm, Sweden, Sweden, 28 July 2025.  EPA/FREDRIK SANDBERG SWEDEN OUT

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La bestia nera di Donald Trump resta la Cina. Così per chiudere la partita dei dazi le delegazioni dei due blocchi si sono acquartierate, dopo Ginevra e Londra, a Rosenbad, Stoccolma, palazzo iconico sede del governo svedese.

Obiettivo principale la sospensione dei dazi per altri 90 giorni, visto che il 12 agosto, data finale imposta dagli americani è già dietro l’angolo.

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Ma le trattative febbrili faticano a trovare soluzioni alla sovraccapacità industriale della Cina e, quindi, allo squilibrio endemico della bilancia commerciale che segna ancora un vantaggio enorme per Pechino a scapito di Washington. Gli americani, come già previsto nella fase 1 dell’accordo bilaterale siglato nel primo mandato di Trump vorrebbero che la Cina comprasse più beni americani, ma la prospettiva sembra molto lontana e difficilmente praticabile.

Sul tavolo svedese anche le possibili soluzioni alla crisi del fentanyl negli Stati Uniti, gli accordi petroliferi della Cina con la Russia e l’Iran.

Entrambe le parti stanno lavorando anche per garantire una visita in Cina del presidente degli Stati Uniti entro la fine dell’anno, l’ipotesi di un viaggio a settembre sembra infatti poco praticabile. Ricordiamo che Donald Trump ha visitato Pechino nel 2017, sua prima visita di Stato cinese mentre muoveva i primi passi alla Casa Bianca.

Per stemperare le tensioni gli Stati Uniti non a caso hanno congelato le restrizioni sulle esportazioni di tecnologia verso la Cina, per evitare di danneggiare i colloqui commerciali con Pechino e per aiutare il presidente Donald Trump a garantire un incontro con il presidente Xi Jinping. I chip Nvidia di Jason Huang sono i primi destinatari di questa misura.

Un drappello di ambasciatori del business a stelle e strisce, inoltre, in settimana sarà in Cina.

Una delegazione di alto livello si metterà in viaggio, il tour sarà organizzato dall’US-China Business Council e guidata dall’amministratore delegato di FedEx, Rajesh Subramaniam, presidente del consiglio di amministrazione.

L’elenco completo dei leader aziendali in visita e il loro programma non ènoto, ma entrambe le fonti hanno detto che i dirigenti di Boeing e il presidente del consiglio Sean Stein saranno parte della delegazione.

Il Council organizza regolarmente visite in Cina che coincidono con appuntamenti significativi e prevedono incontri con rappresentanti cinesi. La visita dello scorso anno ha visto la partecipazione di alti dirigenti di Apple, Boeing, Goldman Sachs e Micron Technology.

In ogni caso si tratterà, questa, di una delegazione d’affari americana di più alto livello da quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha intensificato la sua ultima guerra tariffaria.

Ricordiamo che a marzo scorso, Xi Jinping, chiusa la Plenaria del Parlamento, invitò a Corte i big americani ed europei nell’ottica di riattivare gli investimenti diretti stranieri in Cina. Rientrava anche neIla strategia più ampia di Pechino in favore dell’industria privata.

Il che, come è noto, non impedì certo a Trump di scatenare appena un mese dopo l’inferno dei dazi.

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