Dazi, Tajani vede le imprese: «15% alto ma sostenibile, trattativa ancora in corso sui dettagli»
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L’opposizione va all’attacco del governo sull’intesa raggiunta tra Stati Uniti e Unione europea sui dazi. Ma per il ministro degli Esteri Antonio Tajani si tratta di un «accordo che chiude una stagione di incertezza e impedisce una guerra commerciale. Poi - aggiunge - bisognerà vedere nei dettagli i vantaggi e gli svantaggi e la conclusione dell’accordo settore per settore. I dazi non sono mai un elemento positivo, ma i dazi al 15% sono una percentuale assolutamente sostenibile da parte del sistema dell’italia e dell’Ue. Noi abbiamo sempre sostenuto il lavoro della Commissione Ue e siamo ben lieti che abbia fatto il suo dovere». Annunciata l’istituzione di una task force permanente sui dazi alla Farnesina per dare sostegno alle imprese durante l’incontro svolto nel pomeriggio con i rappresentanti delle imprese, ai quali ha spiegato come i negoziati con le controparti statunitensi andranno avanti nei prossimi giorni per meglio definire i dettagli in alcuni settori, tra cui alcuni di specifico interesse per l’Italia, come quello viti-vinicolo.
15% alto ma sostenibile, trattativa ancora in corso sui dettagli
“Siamo convinti che il 15% pur essendo un dazio alto sia in qualche modo sostenibile, il rischio era di avere una situazione peggiore, io mi auguro che alla fine ci siano il farmaceutico e anche i vini dentro, questo potrebbe essere utile per tutti, la trattativa è ancora in corso sui dettagli” ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani alle imprese durante l’incontro alla Farnesina.
Tajani: i sostegni alle imprese vanno assolutamente dati
Per il leader di Forza Italia «i sostegni alle imprese vanno assolutamente dati» e ha annunciato una riunione che si terrà nel pomeriggio del 28 luglio alla Farnesina «con tutti i rappresentanti del mondo imprenditoriale per parlare di dazi, informare le imprese e sapere da loro cosa serve per sostenerle e applicare il piano di azione dell’export».
Tajani: manovra correttiva? Prima capire effetti reali
Una manovra correttiva a causa dei dazi? «Ancora non sappiamo l’effetto reale...» ha risposto il vicepremier azzurro. A suo avviso ora «bisogna parlare del rapporto euro-dollaro. Questo è il nodo da affrontare e continuo a chiedere un intervento della Bce» per «ridurre ancora il costo del denaro. Siamo al 2% si può arrivare anche a zero. E si può pensare al quantitative easing» per «avere più denaro in circolazione». Per Tajani insomma, serve «ridurre la forza dell’euro e rendere più competitivi i nostri prodotti» e poi «fare un tesoretto utile per politica industriale, sanità e sicurezza».
Schlein: non è buon accordo ma resa a Trump
“Quello raggiunto dall’UE con Trump non è un buon accordo come sostiene il governo Meloni. Ha i tratti di una resa alle imposizioni americane, dovuta al fatto che il governo italiano insieme ad altri governi nazionalisti totalmente subalterni a Trump, hanno spinto per una linea morbida e accondiscendente che ha minato l’unità europea e indebolito la posizione negoziale dell’UE” commenta la segretaria del Pd Elly Schlein. Che aggiunge: “Il 15% di dazi senza alcuna reciprocità sulla stragrande maggioranza dei prodotti italiani, unito alla svalutazione del dollaro, porterà a danni da stimare attentamente ma secondo le prime stime superiori ai 20 miliardi di export e a oltre centomila posti di lavoro a rischio. A questo aggiungiamo l’impegno per maggiori acquisti europei di energia e di armamenti in USA pari a 750 miliardi, più 600 miliardi di investimenti delle imprese europee in USA”.







