Verso il 9 luglio

Dazi, Bessent: progressi con Ue, vicini a chiudere diversi accordi a breve. Altrimenti scatteranno dal 1° agosto

Intervista alla Cnn: “Ma in assenza di intesa si torna ai livelli del 2 aprile”

Il segretario al Tesoro Scott Bessent parla con i giornalisti al Campidoglio degli Stati Uniti, 27 giugno 2025. REUTERS/Elizabeth Frantz/File Photo

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“Siamo vicini a chiudere diversi accordi commerciali, ci aspettiamo grandi annunci nei prossimi giorni”. È quanto dichiarato dal segretario al Tesoro americano Scott Bessent, in un’intervista alla Cnn, dopo che ieri il presidente Donald Trump aveva anticipato l’invio (previsto per domani) di 12 lettere ai principali Paesi partner con accordi “prendere o lasciare” in vista della scadenza del 9 luglio: in assenza di accordi l’alternativa è tornare ai maxi dazi annunciati nel Liberation Day del 2 aprile.

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Per quanto riguarda la Ue, secondo Bessent le trattative procedono e dopo un avvio lento ci sono stati dei progressi.

Inoltre, ha precisato il segretario al Tesoro, l’amministrazione Trump invierà anche lettere a 100 Paesi più piccoli con cui gli Stati Uniti non intrattengono molti scambi commerciali, informandoli che si troveranno ad affrontare tariffe doganali più elevate, cioè quelle inizialmente stabilite il 2 aprile e poi sospese fino al 9 luglio. Quindi, ha concluso, “penso che vedremo molti accordi molto rapidamente”, facendo notare come in ogni caso gli Usa siano “concentrati su 18 paesi che rappresentano il 95% del deficit” commerciale e che la strategia utilizzata nei negoziati è quella della “massima pressione”.

Bessent ha anche precisato che, in caso di assenza di accordi con i Paesi partner, le vecchie tariffe (cioè quelle annunciate lo scorso 2 aprile e congelate fino al 9 luglio) torneranno in vigore dal primo agosto.

India-Usa, verso accordo transitorio per tariffe al 10% (Cnbc-Tv18)

 

In attesa di negoziati a tutto campo dopo la scadenza del 9 luglio, India e Stati Uniti potrebbero siglare una intesa transitoria sui dazi entro le prossime 24-48 ore. A riferirlo il canale indiano di CNBC-TV18. Attualmente, i colloqui sarebbero stati conclusi solo per un’intesa parziale che prevederebbe tariffe medie del 10%.

Brics: nel testo finale “serie preoccupazioni” per i dazi di Trump

“Serie preoccupazioni” in merito all’escalation del protezionismo e delle misure commerciali unilaterali. E’ quanto si legge nella dichiarazione finale dei leader dei Paesi emergenti riuniti a Rio de Janeiro per la prima delle due giornate del vertice dei paesi Brics, secondo quanto anticipato dalla Cnn brasiliana. Il riferimento è alla politica americana dei dazi del presidente Trump: “Esprimiamo serie preoccupazioni circa l’aumento di misure tariffarie e non tariffarie unilaterali che distorcono il commercio e sono incoerenti con le norme del Wto”, si legge. “In questo scenario, i Brics dimostrano resilienza e cooperano tra loro e con altre nazioni per salvaguardare e rafforzare un sistema commerciale multilaterale non discriminatorio, aperto, giusto, inclusivo, equo, trasparente e basato su regole, con il Wto al centro, evitando guerre commerciali che potrebbero far precipitare l’economia globale in recessione o prolungare una crescita debole”, afferma il documento.

Il testo, nonostante le assenze pesanti del cinse Xi e del russo Putin, che ha inviato il ministro degli esteri Lavrov e parteciperà solo da remoto, non dovrebbe subire modifiche nella due giorni di lavoro, dopo che nelle ultime ore sarebbe stato superato lo stallo dell’Iran, che chiedeva toni più duri sulla condanna degli attacchi militari, oltre che sulla riforma dell’Onu.

Gli Usa continuano le trattative con il Giappone sui dazi

Le trattative commerciali fra gli Stati Uniti e il Giappone continuano serrate in vista della scadenza del 9 luglio. Il capo negoziatore giapponese ha avuto almeno due telefonate con il ministro del commercio americano Howard Lutnick, di cui una di un’ora sabato. Tokyo è nel mirino di Donald Trump da alcuni giorni e il presidente ha minacciato dazi al “30%, 35% o quanto vogliamo” nei confronti dell’alleato. In caso di mancato accordo, le tariffe per il Giappone saliranno dall’attuale 10% al 24% annunciato da Trump il 2 aprile. Tokyo è inoltre soggetta, così come gli altri paesi, a dazi del 25% sulle auto e sulle componentistica, e del 50% sull’alluminio e l’acciaio.

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