Cibo artificiale

Carne sintetica, in vigore da febbraio le linee guida per la possibile produzione in Ue

Nuove regole sui novel food: all’Efsa si dovranno fornire indicazioni molto dettagliate riguardo il processo di produzione, la composizione dell’alimento, gli impieghi del prodotto, i valori nutrizionali e i potenziali allergeni

di Silvia Marzialetti

(AdobeStock)

2' di lettura

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A partire dal prossimo febbraio, anche gli aspiranti produttori di alimenti da coltura cellulare disporranno di indicazioni chiare e puntuali cui attenersi, per presentare all’Efsa (Autorità per la sicurezza alimentare, ndr) le richieste di autorizzazione al commercio. Ai tecnici di Parma dovranno fornire indicazioni molto dettagliate riguardo il processo di produzione e la composizione dell’alimento. Dovranno inoltre chiarire quali saranno gli impieghi del prodotto, i valori nutrizionali e i potenziali allergeni.

Lo stabiliscono le nuove linee guida sui Novel Food, appena pubblicate dall’Efsa che, come richiesto un anno fa dall’allora commissario Ue per la Sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, entrano nel merito di una fattispecie molto contestata. La richiesta fu perorata anche da un asse di dodici Paesi guidato dall’Italia (unico Paese Ue a disporre di una legge sulla carne sintetica), Francia e Austria, nel momento in cui il dibattito infiammava le sedute Agrifish.

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La risposta dell’Efsa arriva con un paper di 50 pagine che spazia tra tutti i nuovi prodotti alimentari in linea con «i cambiamenti nel quadro giuridico della Ue e dai recenti progressi nella ricerca e nell’innovazione alimentare».

«L’industria dei nuovi alimenti sta evolvendo rapidamente - spiega Ermolaos Ververis, responsabile scientifico presso la sezione Nutrizione e innovazione alimentare dell’Efsa - ed è importante che i nostri processi di valutazione della sicurezza tengano il passo». E prosegue: «Abbiamo imparato molto dalla valutazione delle richieste di approvazione di nuovi alimenti da quando è entrato in vigore il nuovo regolamento nel 2018: esperienza che ci ha aiutato a chiarire le definizioni e i requisiti relativi ai dati, in modo che i richiedenti possano presentare domande di qualità superiore e che il processo di valutazione del rischio sia più efficiente».

La nuova guida fornisce maggiori dettagli soprattutto sui requisiti scientifici (ipertecnici) che l’Autorità ha trovato lacunosi negli ultimi sei anni e tale aggiornamento potrebbe accelerare i tempi dei processi di valutazione (da ricordare che approvazione finale e regole di commercializzazione spettano sempre alla Commissione Ue e agli Stati membri).

«Per completare ogni valutazione del rischio abbiamo una scadenza di nove mesi - prosegue Ververis - ma se abbiamo bisogno di ulteriori informazioni da parte del richiedente, interrompiamo il processo: la guida aggiornata dovrebbe semplificare. Detto questo, la completezza viene sempre al primo posto: la sicurezza dei consumatori è la nostra massima priorità e il tempo necessario per la valutazione dipende dalla complessità e dalla qualità dei dati inviati».

Nel paper i 12 Paesi chiedevano anche una consultazione pubblica. C’è stata anche quella. «Abbiamo lanciato ricevuto feedback da un’ampia gamma di parti interessate, tra cui il mondo accademico, gruppi di consumatori, industria, Ong e pubblico, per un totale di oltre 700 commenti. Abbiamo anche ospitato un colloquio scientifico nel maggio 2023 per discutere le tendenze attuali nella ricerca alimentare e garantire che i nostri metodi di valutazione del rischio rimangano efficaci», conclude Ververis.

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