Sicurezza

Nato, Crosetto: «Disponibili su Samp-T e aerei radar». Portolano: no a inversione dei ruoli tra Forze armate e industria difesa

Il ministro della Difesa sulla nuova missione Nato Sentinella dell’Est e l’eventuale fornitura di altri Eurofighter italiani: «Ogni giorno acceleriamo sulla ricerca e sulla capacità di difesa ma dobbiamo recupera un gap di 20 anni e sicuramente non lo facciamo in 2-3 anni»

di Andrea Carli

Il ministro della Difesa Guido Crosetto partecipa al Defence Procurement Forum “La prospettiva nazionale per una difesa europea”

6' di lettura

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Dopo aver ribadito che l’Italia non è pronta «né ad un attacco russo né ad un attacco di un’altra nazione», il ministro della Difesa Guido Crosetto è tornato su questo aspetto in occasione del primo forum sulle forniture alla difesa organizzato dallo Stato Maggiore della Difesa, che si è svolto a Roma martedì 16 settembre. «Stiamo crescendo, ogni mese colmiamo un pezzo del gap - ha affermato -. Siamo partiti in questa fase tenendo conto di quello che succede in Ucraina e quindi dedicando una parte di questa accelerazione alle difese aeree, alla necessità di accorgersi quando si subisce un attacco aereo. Ogni giorno acceleriamo sulla ricerca e sulla capacità di difesa ma dobbiamo recupera un gap di 20 anni e sicuramente non lo facciamo in 2-3 anni. Poi voglio rassicurare le persone dicendo che la guerra non ci sarà mai ma dobbiamo prepararci a difendere questo Paese sapendo che ci vorranno anni per costruire una capacità difensiva adeguata alle minacce possibili».

Crosetto: «Cominciamo a recuperare gap partendo da difese aeree»

«Ho detto mille volte - ha continuato Crosetto - che attacchi come quelli ricevuti da Israele su di noi non avrebbero la stessa percentuale di successo. Ma noi cresciamo e ogni mese colmiamo un pezzo del gap, purtroppo ci vorranno anni. Siamo partiti tenendo conto di ciò che succede in Ucraina, quindi dedicando una parte fondamentale dell’accelerazione alle difese aeree, alla capacità di accorgersi quando viene un attacco aereo che sia missilistico o che sia di droni. Noi abbiamo accelerato sulla ricerca e non recuperiamo sicuramente il gap in due o tre anni. Per quanto ci riguarda non ci sarà mai una guerra ma ci prepariamo a difendere questo Paese sapendo che ci vorranno anni a costruire una capacità difensiva adeguata alle minacce possibili».

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«Nato? Disponibili su Samp-T e aerei radar»

«Non c’è richiesta di cose specifiche», ha chiarito il ministro, a commento dell’ipotesi che l’Alleanza atlantica chieda agli Stati membri, e quindi anche all’Italia, un maggior sostegno sul fronte Est della Nato, e in particolare per la nuova missione Sentinella dell’Est e l’eventuale fornitura di altri Eurofighter italiani. «C’è richiesta di assetti sul fronte Est. Siamo già tra i maggiori contributori della Nato. Daremo la disponibilità per lasciare più tempo i Samp-T che abbiamo dislocato sul fronte Est o di lasciare più tempo gli aerei Caew che fanno controllo radar nella zona. Mi pare sia una disponibilità già elevata rispetto a quello che già abbiamo dato, che stiamo dando sul fronte Est».

Il sistema SAMP/T, già operativo nell’Esercito italiano, nell’Aeronautica militare italiana e francese, è sistema missilistico di difesa che garantisce una difesa superficie-aria a media gittata contro velivoli e missili balistici di teatro (theatre ballistic missiles, TBM). Il sistema di difesa è il protagonista di un programma di ammodernamento (SAMP/T NG), avviato nel 2021, è stato concepito per rispondere a uno scenario caratterizzato da minacce sempre più rapide, elusive e complesse. La nuova configurazione prevede un sistema di ingaggio profondamente rinnovato e l’integrazione di un radar di ultima generazione, pensato per sfruttare appieno le potenzialità del futuro missile ASTER 30 B1 NT Extended Capability. L’entrata in servizio del SAMP/T NG è prevista per il 2026.

«Nessun problema con Giorgetti, conosce richieste»

Quanto poi all’ipotesi che ci possa essere un dissidio con il ministro dell’Economia e più in generale con la Lega sulle risorse da destinare alla difesa, Crosetto ha chiarito: «Sono mesi che leggo che ci sarebbero discussioni tra me e Giancarlo Giorgetti. Vi assicuro che è una persona con cui vado d’accordo e che conosco dal 2001: sono 25 anni che ci conosciamo, abbiamo passato anni insieme in commissione bilancio. Io conosco i problemi di bilancio non come lui ma quasi. E quindi lui stesso non ha bisogno di dirmi quando ce ne sono, cosi come io non ho bisogno di fare richieste. Con lui mi sono limitato a dire due mesi fa quali sono le nostre proiezioni per i prossimi anni. Lui valuterà la compatibilità in base alla possibilità che ci sarà. Mi fido totalmente della responsabilità di Giorgetti».

Il progetto di studio

L’incontro a Roma ha rappresentato un’occasione per promuovere la sinergia tra Difesa, capacità industriali e ricerca scientifica, in particolare nei comparti cyber, intelligenza artificiale e spazio, e nelle loro applicazioni duali (militari e civili). Lo strumento è, o meglio sarà, uno studio divulgativo, a connotazione scientifica, sul tema del cosiddetto “Defence Procurement” (procurement per la difesa), ovvero le procedure di approvvigionamento e di gestione dei programmi militari di armamento condotte dagli Stati attraverso propri organi competenti o agenzie appositamente con questo obiettivo. L’attività di studio, che coinvolgerà aziende, università e istituzioni pubbliche, durerà circa otto mesi, dopodiché sarà pubblicato.

Da sinistra a destra, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano (fonte Ansa)

Portolano: no a inversione dei ruoli tra Forze armate e industria della difesa

Oggi è stato sottoscritto un “Manifesto di intenti” tra tutti i soggetti interessati. Il progetto si svilupperà attraverso tre tavoli tecnici di lavoro composti dai rappresentanti delle aziende, delle università e delle istituzioni, ai quali parteciperanno soprattutto ricercatori universitari. Questo lavoro porterà a un testo divulgativo, a connotazione scientifica, i cui risultati verranno raccolti in una pubblicazione. «La presenza del mondo della ricerca - ha spiegato il Capo di Stato Maggiore Luciano Portolano, intervenuto al convegno - ci consentirà, da un lato, di ricevere analisi e spunti di riflessione e dall’altro, di creare uno spazio di confronto neutro e informale, consentendo alla difesa di aprirsi ulteriormente all’osmosi con il comparto civile, anche attraverso tecnologie duali (Ict, Cyber e Spazio). Come ho sempre sostenuto da Direttore Nazionale degli Armamenti - ha poi aggiunto -, nonostante le Forze Armate e l’industria si muovano secondo binari diversi, questi non devono mai essere divergenti e, inoltre, è importante che non si verifichi mai una inversione dei ruoli, con l’industria che esprime le esigenze operative e la difesa che decide le strategie industriali. E da Capo di Stato Maggiore della Difesa, confermo questa posizione». Infatti. ha continuato, «presupposto di un sistema efficiente è quello di essere equilibrato. Come “sistema”, deve tenere collegate le sue diverse componenti, ma senza confonderne i ruoli. Il punto di equilibrio, inoltre, deve essere assicurato dalla comune ricerca dell’interesse nazionale, soprattutto al livello strategico, ricercando un approccio più pragmatico che ideologico».

«Presentata a Crosetto lista programmi necessità Forze Armate»

«Abbiamo proposto al ministro Crosetto una lista preliminare di programmi nazionali basati non solo sulle nostre esigenze capacitive ma anche sulle capacita di produzione dell’industria», ha aggiunto Portolano, facendo in questo modo riferimento alle possibilità di spesa legate ai fondi europei Safe (Security Action for Europe). «L’inclusione di questi programmi nel Safe consentirà di favorire il posizionamento dell’industria nazionale sul mercato europeo nell’ottica di sistema difesa contribuendo all’aumento del ritorno sia di know-how nazionale sia di prodotto interno lordo» ha detto Portolano aggiungendo che «l’accesso al fondo Safe - oltre che consentirci di acquisire le capacità di difesa critiche, urgenti e indispensabili - potrà contribuire ad assolvere alle richieste della Nato senza gravare nell’immediato sul bilancio dello Stato». Interrogato sulle priorità negli armamenti per la difesa italiana a margine dei lavori del Forum, Crosetto ha commentato: «Non è che ci sono acquisti più necessari di altri: piuttosto ci sono più difese, quella terrestre, cyber, navale, aerea, missilistica. C’è una lista su cui parallelamente andremo avanti in tutti i settori».

Mazzotta: servono progetti complementari a Nato e programmi pluriennali

All’incontro hanno partecipato anche le aziende della difesa. «Bisogna spendere di più ma anche meglio cercando di evitare gli sprechi e i ritardi nell’utilizzo delle risorse. È importante che i progetti siano complementari a quelli Nato e poi è importante una programmazione finanziaria pluriennale perché questo aiuta il Mef a fare le previsioni di impatto su conti pubblici e debito», ha detto il presidente di Fincantieri, Biagio Mazzotta, che ha poi insistito sull’importanza di rispettare i tempi di consegna e sulla necessità di «garantire certezza e stabilità delle risorse». «Il tema degli investimenti nel settore della Difesa e del loro finanziamento è oggi centrale e viene affrontato anche dal punto di vista della sua dimensione UE. Chiaramente, a livello europeo, occorre deframmentare, ovvero ridurre il numero delle piattaforme e spendere meglio, oltre che spendere di più», ha concluso.

Pontecorvo: «Spero entro settembre» firmeremo jv con Airbus e Thales

«Nel settore della difesa l’Unione europea ha abbandonato i passi della “Bella addormentata” e ha messo a disposizione degli stati ingenti risorse», ha ricordato nel suo intervento il presidente di Leonardo Stefano Pontecorvo. Ma, ha anche aggiunto: «Il consolidamento industriale nel campo della difesa è cosa difficilissima. Credo che la strada battuta da Leonardo sia quella più corretta ed è quella delle sinergie legate a progetti specifici». Pontecorvo ha ricordato la jv di Leonardo con Rheinmetall per il carro armato europeo e quella con Baykar per i droni. «Poi - ha aggiunto - ci sono altre forme di collaborazione: per esempio, come l’acquisizione di Iveco Defense e quelle avviate nella cybersicurezza con l’acquisto di Axiomatics in Finlandia». Quanto alla jv in arrivo con Thales e Airbus sui satelliti, Pontecorvo ha affermato: «Spero che entro settembre riusciremo a firmare con le aziende francesi» un’alleanza nello spazio.

Mariani: «Fondamentale capire dove investire prima di tavoli collaborazione»

Lorenzo Mariani, amministratore delegato e direttore generale di Mbda Italia, parlando dalla prospettiva industriale del principale consorzio europeo costruttore di missili e tecnologie per la difesa ha lanciato un messaggio chiaro: «Se vogliamo andare in maniera credibile e forte come Italia verso una difesa europea - ha sottolineato - va bene spendere di più e armonizzare i requisiti, ma è fondamentale capire prima dove dobbiamo investire e investirci veramente, prima di andare ai tavoli di collaborazione, perché quello che raccoglieremo sui tavoli di collaborazione dipende da quanto abbiamo lavorato prima».

 

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