Il bilancio

Nel 2026 il Vespucci sbarcherà a New York. Dal tour mondiale ricavi oltre i 3 miliardi

Crosetto: nella Grande Mela un Villaggio Italia con un padiglione più ambizioso. Il contributo all’export della fase mondiale del tour è stato di 479 milioni di euro

di Andrea Carli

Tour Mondiale Vespucci, ritorno economico totale da 3,04 miliardi

5' di lettura

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La navigazione di Nave Vespucci continua. Dopo aver toccato durante il tour mondiale 2023-2025 cinque continenti, 33 paesi, 53 porti, e coperto 49.500 miglia nautiche, il veliero fiore all’occhiello della Marina militare italiana, la “Nave più bella del mondo” come la definì nel 1962 la portaerei americana USS Independence, riprenderà presto il mare. Il 2026 sarà l’anno del Nord America con il “Tour Mondiale Amerigo Vespucci Nord America 2026” che continuerà così a unire la tradizionale attività di addestramento e di Naval Diplomacy della Nave Scuola della Marina Militare con la promozione delle eccellenze del Made in Italy, attraverso il Villaggio Italia. Vespucci, attualmente nell’Arsenale della Marina Militare di La Spezia, la prossima estate raggiungerà le principali città del Nord America e a New York sarà realizzata un’edizione speciale del Villaggio Italia, in versione “expo”.

Villaggio Italia a New York

Chiuso il primo tempo, dunque, ce ne sarà un secondo. «Il brand è l’Italia e il Vespucci e uno strumento, che sarà presente negli Usa nel prossimo anno», ha annunciato il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto alla presentazione dei dati del tour mondiale, a Roma, presso il Tempio di Venere nella splendida cornice del Parco Archeologico del Colosseo, in un incontro moderato dal direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini. «Abbiamo deciso di mettere su a New York un Villaggio Italia con un padiglione ancora più ambizioso, che si fermerà per tre settimane o un mese: diventerà un racconto dell’Italia che da New York racconta l’Italia», ha aggiunto. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il ministro per la Disabilità Alessandra Locatelli, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alfredo Mantovano, il Viceministro per le Imprese e il Made in Italy Valentino Valentini, il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Enrico Credentino, Luca Andreoli, amministratore delegato di Difesa Servizi e Simone Mazzarelli, amministratore delegato di Ninetynine, l’agenzia specializzata nella governance di progetti strategici che in partenariato pubblico-privato con Difesa Servizi S.p.A. ha prodotto il progetto.

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Un bilancio del tour mondiale

È stata l’occasione per fare il punto sul Tour Mondiale Vespucci e Villaggio Italia 2023- 2025. A cominciare dai numeri. Secondo le analisi realizzate da Interbrand e dal Centro Studi di Confindustria con l’università Sapienza di Roma, il Tour Mondiale di Nave Amerigo Vespucci con il Villaggio Italia e il Villaggio In Italia ha generato complessivamente un ritorno economico totale pari a 3,04 miliardi di euro, con un Roi (Ritorno sugli investimenti) che ha moltiplicato l’investimento iniziale per 62,78 (il valore è stato calcolato considerando l’investimento totale del Tour pari a 48,5 milioni di euro e gli investimenti e/o benefici diretti e potenziali pari a 3,045 miliardi). Il contributo della fase Mondiale del Tour Vespucci all’export, secondo la stima realizzata attraverso la piattaforma “Confindustria ExPand (Export Potential Analysis and Development)”, è pari a 479 milioni di euro. Il progetto ha generato e genererà complessivamente 11.155 nuovi posti di lavoro e ha generato un valore mediatico pari a 254 milioni di euro.

Mantovano: lavoro di squadra

L’iniziativa del Tour Mondiale Vespucci e del Villaggio Italia è nata da un’idea di Crosetto, ed è stata sostenuta dalla Difesa e da 12 ministeri, oltre alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Mantovano ha posto l’accento su quella che, a suo avviso, costituisce una lezione per l’intero Paese, ovvero l’importanza del gioco di squadra, perché a bordo del veliero simbolo della Marina «mai un’attività viene compiuta singolarmente: quanto più riusciamo a fare squadra, tanto più ci sono risultati». Ha poi rimarcato «il richiamo al carattere vivo della tradizione: il Vespucci, per come è fatto e per quello che ha fatto, è un interprete adeguato e autorevole del mix di affrontare le sfide del presente collegandosi alla nostra tradizione nazionale». Insomma, «l’impresa del Vespucci ha rafforzato l’immagine e il profilo dell’Italia nel mondo. Oggi l’Italia è tra le nazioni più stimate, e verso cui c’è più simpatia in tanti Paesi africani, ma nel percorso del Vespucci questa simpatia, che ha toccato tutto il mondo, si è tradotta in gesti significativi nel continente asiatico e in America Latina».

La parola d’ordine è stata fin dall’inizio del progetto “fare squadra”, anche tra le diverse componenti della Difesa. «C’erano tutte le Forze armate, i Bersaglieri a Gedda, la pattuglia acrobatica ci ha salutati alla partenza e ci ha accolti all’arrivo, i Carabinieri a Los Angeles. È stato un momento molto bello di unione delle Forze armate», ha ricordato l’Ammiraglio Credentino. Anche il coinvolgimento di 12 ministeri in questa avventura è un passo importante. «Noi siamo un Paese marittimo, ma sul mare c’è sempre questa frammentazione. Non c’è mai una vera unione sul mare. In questo caso c’è stata».

Un nuovo modello di marketing istituzionale

Andreoli si è invece soffermato sui vantaggi connessi al progetto di comunicazione strettamente connesso a questa iniziativa. «Il tour Vespucci - ha ricordato - è stato uno straordinario strumento di promozione e un format unico di comunicazione; un nuovo modello di marketing istituzionale, un’invenzione tutta italiana, risultato di un reale gioco di squadra e ha prodotto, certificati, risultati mediatici, social ed economici oltre ogni più lungimirante aspettativa. Questa esperienza ci insegna, ancora una volta, che fare squadra è pagante. Ora - ha concluso l’a.d. - è importante farne tesoro e lavorare per affinare lo strumento in vista della campagna americana 2026 dove andremo con un’evoluzione ancora più performante del Villaggio Italia a New York. Il margine di crescita è ancora significativo e intendiamo esplorarne tutte le potenzialità. Il brand Italia lo merita».

«Un patrimonio per costruire il domani»

«Nave Vespucci deve diventare stabilmente strumento di comunicazione del Paese, sinonimo dell’Italia», ha aggiunto Valentini. Anche perché, come ha a sua volta spiegato Crosetto, «il Vespucci rappresenta lo 0,2% delle possibilità che l’Italia ha». In questo caso «abbiamo voluto utilizzare un giro addestrativo e militare intorno al mondo per portarci dietro l’Italia. Il Tour Vespucci ha dimostrato come il nostro patrimonio, antico e contemporaneo, può diventare leva per costruire il domani. Dobbiamo saper attingere alla preziosa eredità che ci è stata lasciata per trasformarla in energia, lavoro, crescita, visione». «Il vascello più bello del mondo ha solcato i mari portando con se l’Italia e mettendola in nostra», ha ricordato in un videomessaggio il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. La strategia è definita. Ora barra dritta verso il nuovo porto.

Sinergia tra pubblico e privato

Mazzarelli, amministratore delegato di Ninetynine, ha spiegato che «ciò che ha reso possibili questi risultati straordinari si può riassumere in tre elementi: l’innovativa presentazione delle eccellenze italiane come un ecosistema dinamico e interconnesso che ha permesso al pubblico internazionale di percepire l’Italia nella sua ineguagliabile complessità, profondità e bellezza; la piattaforma di comunicazione integrata che abbiamo realizzato, che ha elevato il progetto da un semplice evento a un fenomeno culturale di risonanza globale, calibrando ogni messaggio in base al contesto culturale di ogni tappa, generando una iper-viralizzazione che ha ridotto il tempo per raggiungere il tutto esaurito da settimane a poche ore. Infine, il terzo e più importante pilastro di questo successo: il fattore umano e la straordinaria sinergia tra pubblico e privato».

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