L’anniversario della Costituente

Mattarella: «Da Costituente venne principio elementare, “la Repubblica è di tutti”»

Il Presidente della Repubblica è intervenuto nell’Aula della Camera per le celebrazioni degli 80 anni della prima seduta dell’Assemblea costituente

di Redazione Roma

Il Presidente del Senato Ignazio La Russa, Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente della Camera Lorenzo Fontana in occasione della Cerimonia per gli 80 anni dalla prima seduta dell'Assemblea Costituente. Camera dei Deputati, Roma Giovedì 25 Giugno  2026 LAPRESSE

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«Ringrazio i Presidenti delle Camere per aver assunto l’iniziativa di rendere onore - alla presenza dei Presidenti del Consiglio di ministri e della Corte costituzionale - alle donne e agli uomini che, nella Assemblea Costituente - in questa Aula, dove si svolsero i suoi lavori - seppero dare forma alla libertà e alla democrazia degli italiani, all’indomani del referendum che scelse la Repubblica come ordinamento dello Stato, e furono capaci di garantirne l’indipendenza». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando giovedì 25 giugno nell’Aula della Camera per le celebrazioni degli 80 anni della prima seduta dell’Assemblea costituente. «Una classe dirigente non compromessa col regime fascista - regime che aveva messo a rischio la stessa unità d’Italia - fu in grado di assumere le responsabilità della transizione, in attesa del voto. Nonostante l’inettitudine manifestata dalla monarchia - ha ricordato il Capo dello Stato -, l’Italia non era terra di nessuno. Questo il merito di quelle donne e di quegli uomini».

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Mattarella cita Matteotti e Rosselli, martiri assassinati dal fascismo

«Nel discorso di insediamento della Consulta, il 25 settembre 1945, Carlo Sforza fece appello alla memoria di martiri assassinati dal fascismo, Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gramsci, Carlo e Nello Rosselli, per concludere che l’Italia avrebbe avuto un futuro identificando i suoi interessi con quelli di un’Europa pacificata e solidale», ha ricordato Mattarella. Il passaggio è stato accompagnato da scroscianti applausi.

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«Da Costituente venne principio elementare, “la Repubblica è di tutti”»

«Una delle interpretazioni critiche del lavoro dell’Assemblea Costituente tendeva a presentare lo sforzo di dialogo e di sintesi, che lo contraddistinse, come un compromesso nel senso deteriore del termine, il cui esito si sarebbe tradotto in strutture fragili della Repubblica. Nulla più, secondo quei critici, di un baratto tra i principali protagonisti, la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Comunista, ciascuno dei quali avrebbe puntato a salvaguardare visioni se non interessi propri. Al contrario, si obbediva a un principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini: la Repubblica è di tutti».

«Con la Costituente rivoluzione pacifica da monarchia a Repubblica»

«Fu il governo espressione delle forze della Resistenza, guidato da Ivanoe Bonomi - presidente del Comitato di Liberazione nazionale - a varare, con il Decreto luogotenenziale 151 del 1944, la cosiddetta Costituzione provvisoria, che faceva giustizia delle ambizioni della dinastia di mera continuità, per aprire, invece, la strada a una svolta istituzionale. Un passaggio - ha sottolineato Mattarella nel suo intervento alla Camera - che rappresentò l’atto di nascita del nuovo ordinamento italiano. Il percorso della nuova Italia sarebbe stato affidato al popolo, attraverso una Assemblea Costituente eletta a suffragio universale diretto e segreto “per deliberare la nuova Costituzione dello Stato”. Una rivoluzione pacifica che condusse alla transizione da monarchia a repubblica».

«Da Costituzione stabilità a istituzioni e a collocazione internazionale»

«I cinquecentotrentacinque uomini e le ventuno donne chiamate a far parte dell’Assemblea si sarebbero disposti, lavorando intensamente per 18 mesi, a ridare l’invocato volto all’Italia e il risultato sarebbe stato la Costituzione che ha assicurato nei trascorsi decenni stabilità alle istituzioni democratiche, alla collocazione internazionale dell’Italia e promosso il progresso del Paese», ha aggiunto il Capo dello Stato. «Paese legale e Paese reale, con il suffragio elettorale davvero universale, coincidevano per la prima volta nella storia nazionale», ha osservato.

La cerimonia

Giovedì 25 giugno la Camera ha fatto dunque da cornice alla cerimonia per l’ottantesimo anniversario della prima seduta dell’Assemblea Costituente. Esclusi i giuramenti, è stata la seconda volta, in undici anni di presidenza della Repubblica, che Mattarella ha parlato nell’Aula di Montecitorio dinnanzi ai deputati, ai senatori e alle alte cariche dello Stato, tra cui la premier Giorgia Meloni. In tutto, hanno assistito dal vivo al discorso circa 700 persone.

Il format

Prima del capo dello Stato sono intervenuti i presidenti delle Camere, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. Il settore centrale dell’emiciclo è stato riservato ai più giovani (una quarantina di liceali che hanno partecipato all’iniziativa “1946 a fumetti”). Una scelta simbolica per sottolineare il ruolo delle nuove generazioni. È stato proiettato il tricolore sulla facciata del palazzo di Montecitorio con il logo dell’80esimo e il richiamo al 25 giugno 1946, data della prima seduta dell’Assemblea Costituente, a sottolineare che i luoghi della Camera furono protagonisti e “spettatori” di tutte le fasi fondamentali per la costruzione dell’Italia repubblicana: dalle riunioni della Consulta nazionale alla proclamazione dei risultati del Referendum istituzionale, dall’insediamento ai lavori dell’Assemblea costituente e dei suoi organi. Durante la cerimonia in Aula si esibirà il Teatro dell’Opera con un repertorio verdiano.

Perché Verdi?

Perché, tra le altre cose, fu anche deputato nel primo Parlamento del Regno d’Italia. Fari puntati anche sulla sala della Lupa, dove furono proclamati dalla Corte di Cassazione nel giugno del 1946 i risultati del Referendum e dove oggi è allestita la mostra dedicata proprio agli 80 anni dell’Assemblea Costituente. L’esposizione resterà aperta al pubblico almeno fino alla fine dell’anno, gratuitamente previa prenotazione su eventi.camera.it. Mattarella e tutte le alte cariche dello Stato la visiteranno prima della cerimonia in Aula ed, in particolare, il Capo dello Stato si troverà tra l’altro, davanti, in formato reale, l’immagine di suo padre Bernardo Mattarella, membro dell’Ufficio di presidenza dell’ Assemblea costituente.

Parlare ai giovani

Parallelo all’evento corre un progetto social per parlare ai giovani delle tappe cruciali della nascita della Repubblica: tre creator (Andrea Moccia, direttore di Geopop, Francesco Oggiano e Chiara Piotto) si sono alternati e si alterneranno, per raccontare storia, protagonisti, lavori e fasi della Costituente. Hanno incontrato Mattarella nei giorni scorsi e saranno premiati dal presidente Lorenzo Fontana come ambasciatori della Camera dei deputati. «I giovani hanno una facoltà decisiva, quella di rifiutare la ricerca dello scontro, di ignorare i seminatori di discordia, di odio e di dare vita a incontri digitali in cui lo spirito critico prevalga - ha detto Mattarella in una delle interviste rilasciate -. In questo modo svilupperebbero anche un’importante, sana azione di bonifica dell’ambiente».

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