Smact

Competence center del Nordest, nel 2025 valore della produzione a +55%

La presidente Di Maria: i risultati del 2025 testimoniano il raggiungimento della piena maturità operativa del centro

di Pietro Menzani

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Ancora un risultato positivo per Smact, il Centro di competenza Industria 4.0 di riferimento per il Nord‑Est, che nel 2025 chiude l’esercizio in utile per la terza volta consecutiva. Lo scorso anno la società ha registrato un valore della produzione pari a 16,5 milioni di euro, segnando una crescita del 55,4% rispetto al 2024 e superando le stime programmatiche del piano industriale. È quanto emerge dal Bilancio 2025, presentato il 17 giugno a Verona dalla presidente Eleonora Di Maria alla presenza di soci e partner.

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«Il Competence center - spiega la società - chiude dunque un anno con risultati che ne rafforzano la capacità di mettere a sistema le eccellenze 4.0-5.0 e di creare meccanismi virtuosi di “contaminazione” tra provider di tecnologie, end user, atenei e centri di ricerca». Essenziali per la performance del Centro sono stati i progetti collaborativi di ricerca e innovazione Iriss, che sono sostenuti da fondi Pnrr, e la crescita dei servizi di innovazione e formazione rivolti alle imprese.

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L’«efficienza della governance»

Smact - costituito nel 2018 da università, centri di ricerca e imprese private del Triveneto per favorire la collaborazione tra ricerca e impresa nell’adozione di tecnologie innovative - nel 2025 si è rivelata una realtà finanziariamente solida e priva di indebitamento, fattori che, sommati alla capacità di esecuzione nella messa a terra dei progetti, hanno portato il ministero delle Imprese e del Made in Italy a riconoscere al Centro risorse aggiuntive nell’ambito dei fondi Pnrr.

Si tratta, secondo la società, «della conferma di una premialità selettiva, riservata a un numero ristretto di infrastrutture di trasferimento tecnologico su scala nazionale, che certifica l’efficienza della governance e della struttura operativa».

I clienti

Una netta crescita si nota anche nei dati relativi al numero di clienti. Se nel 2023 le aziende assistite erano 49, nel 2024 sono diventate 216 e hanno toccato quota 276 nel 2025. E il trend positivo non sembra essere destinato ad arrestarsi nel 2026: quest’anno sono già state servite 164 aziende, con un baricentro operativo fortemente radicato nel Nord-Est, ma che si espande anche a livello nazionale.

Dall’avvio dei flussi legati al Pnrr, Smact ha contrattualizzato oltre 1.300 accordi con 557 aziende clienti, tra cui 405 Pmi, pari al 73% del totale, ripartite tra 255 piccole imprese, 130 medie imprese e 20 tra startup e Pmi innovative. Il volume complessivo di progetti di innovazione sviluppato si è attestato su 29,3 milioni di euro circa.

Il commento dei vertici della società

Secondo Eleonora Di Maria, presidente del Centro, «i risultati del 2025 testimoniano il raggiungimento della piena maturità operativa di Smact, capace di superare gli stessi obiettivi del piano industriale e di proporsi come partner di riferimento per centinaia di Pmi del Nord‑Est. Le risorse pubbliche che ci vengono affidate rappresentano un investimento ad altissimo moltiplicatore per il territorio, sia attraverso i servizi erogati presso le imprese sia valorizzando gli spazi dei dimostratori di Padova dove le imprese trovano sviluppo applicativo, formazione esperienziale e nuove idee».

Matteo Faggin, direttore generale del Competence center, ribadisce che «il terzo esercizio consecutivo in utile dimostra come Smact abbia saputo trasformare la straordinaria opportunità del Pnrr in una crescita strutturale e duratura. Oggi non siamo più “solo” un ente di trasferimento tecnologico, ma un vero e proprio partner industriale. Il dato più incoraggiante è la forte espansione dei servizi a mercato, segno che le imprese - specialmente le Pmi - ci scelgono per il valore reale che portiamo e non solo per l’accesso ai cofinanziamenti».

Faggin conclude che «forti di un bilancio solido, e grazie alla nuova programmazione ministeriale, il nostro focus si sposta ora sull’esecuzione del Piano 2026-2030: la grande sfida dei prossimi anni non sarà più soltanto far adottare le tecnologie, ma aiutare le nostre aziende ad attrarre e formare i talenti necessari per governarle».

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