Formazione e nuove tecnologie

Nuovi equilibri tra AI, competenze e sistemi educativi

Ricerca dell’Osservatorio Look4ward presentata all’Università Luiss da Intesa Sanpaolo e dal Centro di Ricerca in Strategic Change “Franco Fontana” dell’Ateneo intitolato a Guido Carli.

di Redazione Scuola

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Comprendere come l’intelligenza artificiale stia trasformando il modo in cui apprendiamo, lavoriamo e sviluppiamo competenze è l’obiettivo di “EDUNext – Nuovi scenari per l’Education e le competenze nell’era dell’AI”, la nuova ricerca dell’Osservatorio Look4ward presentata all’Università Luiss da Intesa Sanpaolo e dal Centro di Ricerca in Strategic Change “Franco Fontana” dell’Ateneo intitolato a Guido Carli.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il terzo rapporto

Il terzo rapporto di Look4ward, l’Osservatorio permanente sull’evoluzione delle competenze, promosso da Intesa Sanpaolo in collaborazione con l’Università Luiss Guido Carli, evidenzia come la crescente diffusione dell’intelligenza artificiale stia aprendo nuove opportunità di evoluzione per competenze e modelli formativi. In questo scenario, emerge la necessità di accompagnare in modo sempre più efficace l’integrazione tra tecnologia, capitale umano e sistemi educativi, valorizzando la capacità di utilizzare l’AI in modo critico, selettivo e consapevole nei processi di apprendimento e lavoro.

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Guidare il cambiamento culturale e manageriale

«Davanti all’accelerazione dell’IA, la responsabilità del mondo della formazione è guidare il cambiamento culturale e manageriale, fondamentale per incrementare la produttività del lavoro e preparare i professionisti a governare questa transizione - ha sottolineato Paolo Boccardelli, rettore della Luiss -. Attraverso Look4ward ci impegniamo a potenziare le competenze del capitale umano, aiutando a trasformare le tante eccellenze del nostro sistema formativo in valore aggiunto per l’industria». «La strada tracciata dal nostro Osservatorio insieme a Intesa Sanpaolo - ha proseguito Enzo Peruffo, direttore del Centro di Ricerca Luiss in Strategic Change “Franco Fontana” - è già una realtà operativa e solida all’interno della Luiss. Come Ateneo vogliamo essere all’avanguardia in questa rivoluzione digitale, e lo facciamo attraverso un ecosistema formativo integrato che considera l’intelligenza artificiale un fattore abilitante per lo sviluppo umano».

Leggere in anticipo l’evoluzione di competenze e mestieri

«Con Look4ward aiutiamo a leggere in anticipo l’evoluzione delle competenze e dei mestieri, coinvolgendo oltre 1.500 imprese - ha evidenziato Elisa Zambito Marsala, responsabile Social Development and University Relations Intesa Sanpaolo -. La sfida non è solo tecnologica: è educativa e riguarda la capacità di preparare i giovani a interagire in modo consapevole con l’AI. Per questo promuoviamo ecosistemi tra imprese, università e istituzioni, per sviluppare risposte concrete alle grandi trasformazioni in corso e sostenere la competitività del nostro Paese».

Lo studio

Dall’analisi emerge che il 31% delle imprese ha già adottato o sta sperimentando soluzioni di intelligenza artificiale, un dato in significativa crescita rispetto al 19% registrato nel 2025. Tuttavia, a questa dinamica di diffusione tecnologica non corrisponde un adeguato sviluppo delle competenze: l’85% delle imprese con AI ha avviato o sta progettando percorsi formativi dedicati, ma solo il 19% ha percorsi strutturati e continuativi. Il 48% si ferma a iniziative occasionali o pilota. Ma soprattutto il 46% dei dipendenti non ha ricevuto alcuna formazione specifica sull’AI e quasi la metà delle imprese (il 44%) non prevede di effettuare investimenti in ambito formativo nei prossimi 12/24 mesi, evidenziando la persistenza di un disallineamento tra adozione dell’innovazione e sviluppo del capitale umano.

«Oggi - ha detto Giacomo Castri, executive director, People Attraction Skills & Learning Strategy, Intesa Sanpaolo - il vantaggio competitivo di un’azienda non dipende solo dalla tecnologia, ma dalla sua capacità di garantire competenze al passo con la trasformazione del lavoro. Nel 2025, primo anno di attività della nostra Academy4Future, abbiamo formato 26.000 persone di Intesa Sanpaolo, entro il 2029 saranno coinvolte tutte le 90.000. Integrare la formazione nelle abitudini lavorative quotidiane significa attivare un driver di crescita che genera benefici per l’intero Gruppo».

Combinare formazione e autonomia critica

«Le evidenze dello studio - ha spiegato Lucia Marchegiani, responsabile del Team di Ricerca dell’Osservatorio Look4ward - mostrano un chiaro divario formativo: se da un lato crescono gli investimenti delle aziende in IA, dall’altro il 46% dei dipendenti non ha ancora ricevuto formazione specifica. Dalla ricerca emerge inoltre che l’utilità di questi strumenti varia con la complessità del lavoro: se nei compiti più semplici l’assenza di tecnologia favorisce apprendimento e motivazione, in quelli complessi l’IA riduce il carico cognitivo e migliora le decisioni. La risposta risiede quindi in una strategia lungimirante che limiti l’uso indiscriminato di AI e che combini formazione continua e autonomia critica».

Alcune testimonianze aziendali

«L’intelligenza artificiale - ha dichiarato Vincenzo Esposito, amministratore delegato di Microsoft Italia - sta già trasformando il modo in cui le organizzazioni operano, ma il vero cambio di passo non dipende solo dalla tecnologia, ma anche dalla capacità di integrarla con visione, fiducia e responsabilità. Sono tante le ragioni di un successo o di un fallimento, quello che è sempre importante è il coinvolgimento delle persone. Allo stesso tempo, è necessario che il management delle aziende abbracci l’AI per fare in modo che non sia un progetto fine a se stesso. In questo scenario, le competenze diventano un fattore decisivo: la competitività si giocherà sulla capacità di apprendere e integrare conoscenze diverse».

«L’intelligenza artificiale (AI) - ha aggiunto - Salvatore De Rienzo (Egon Zehnder) - può rappresentare una straordinaria opportunità o una grave minaccia. Molto dipende dal ruolo che l’essere umano sceglierà di assumere e dalla presenza - o assenza - di una cornice etica capace di definirne i limiti e l’ambito di azione. Per Stefano Sperimbrogo, AI & Data Lead Accenture: «Il valore della tecnologia si realizza pienamente nella qualità della relazione uomo macchina. Oggi, con l’evoluzione verso modelli di interazione sempre più naturali, fino al dialogo con l’intelligenza artificiale, entriamo in una fase in cui il potenziale comunicativo delle macchine è senza precedenti. Tuttavia, questa trasformazione richiede grande consapevolezza: dobbiamo evitare di replicare errori del passato, in cui gli investimenti non si sono tradotti in benefici concreti per il business».

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