Consigli per gli studenti

Come prepararsi alla versione di Latino

Confermata la centralità della conoscenza della lingua e della letteratura latina, e quindi della cultura di Roma antica, come uno dei cardini degli insegnamenti che caratterizzano il liceo classico.

di Giorgio Piras

Studenti Liceo Tenca svolgono la prima prova delll’esame di Maturità 2026 , Milano (Italy) June 18, 2026 (Photo Claudio Furlan/LaPresse) LAPRESSE

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Anche quest’anno lingua e cultura latina è stata scelta come seconda prova scritta d’esame per i licei classici. Si conferma così la centralità della conoscenza della lingua e della letteratura latina – e quindi della cultura di Roma antica – come uno dei cardini degli insegnamenti che caratterizzano il liceo classico.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Questo non stupisce nella tradizione scolastica italiana che in misura molto importante – secondo un uso già antico – fonda la sua didattica sulla comprensione e interpretazione dei testi letterari classici, innanzitutto quelli greci e latini, ma anche quelli delle età più vicine a noi e delle lingue europee viventi, a cominciare naturalmente dall’italiano. Il modello educativo incentrato sullo studio dei testi significativi del passato è rimasto in vigore per secoli ed è stato alla base della formazione dell’Europa occidentale sino ai giorni nostri. Il greco e il latino nel corso del tempo hanno cessato di essere parlati e sempre meno sono stati impiegati per scrivere nuovi testi, anche se soprattutto il latino è stato a lungo utilizzato come lingua franca della comunicazione tra intellettuali e uomini di cultura. Sempre più però per la comprensione delle lingue classiche c’è stato il bisogno di tradurle dall’originale negli idiomi dei nuovi lettori. La traduzione è divenuta quindi la modalità principale di approccio al patrimonio letterario classico e ne caratterizza da secoli lo studio, non solo a livello scolastico, tanto da essere considerata come la caratteristica peculiare dell’apprendimento del greco e del latino.

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Questa sorta di identificazione tra traduzione e lingue classiche non è stata senza conseguenze sul piano didattico per la straordinaria efficacia educativa dell’atto del tradurre, che comporta la conoscenza di entrambe le lingue, quella di origine e quella di destinazione, migliorando anche la competenza linguistica nella propria lingua. Chi traduce, anche i testi più semplici, mette in moto e sviluppa una notevole flessibilità intellettuale e specifiche capacità cognitive affinandole sempre di più. Il valore esemplare da un lato e l’efficacia della traduzione come strumento educativo e formativo dall’altro, continuano a rendere la versione dal greco e dal latino un esercizio particolarmente utile.

La prima parte

La traduzione richiede infatti la comprensione esatta del testo da tradurre: ciò permette la creazione di un nuovo testo che rappresenta un’immagine fedele dell’originale ma in un altro contesto linguistico-culturale. Chi si impegna in queste prove deve essere capace sia di comprendere il testo originale sia di renderlo in maniera precisa nella propria lingua: non basta infatti capire il testo da tradurre, ma è necessario produrre un nuovo testo che sia a sua volta corretto e comprensibile, si potrebbe dire “vero”. La traduzione non deve quindi essere puramente letterale e non si deve presentare nella propria lingua un testo scorretto o incomprensibile.

È essenziale però innanzitutto una piena comprensione del testo da tradurre. Già il titolo assegnato al brano può essere molto significativo per capire il senso complessivo, anche perché è solitamente accompagnato da qualche frase esplicativa.

Particolarmente importante è anche contestualizzarlo nell’ambito dell’opera da cui è tratto grazie ai brani che lo precedono e seguono immediatamente (forniti nella traccia in latino con traduzione italiana). Bisogna perciò leggere con attenzione il “pre-testo” e il “post-testo” perché permettono di comprendere meglio la struttura e la logica complessiva dell’autore e possono peraltro anche contenere qualche termine specifico che poi ricompare nel brano della traduzione vera e propria, fornendo elementi del lessico specifico dell’autore.

Il cuore della traduzione è l’analisi accurata del brano da tradurre, che va esaminato in maniera sistematica e senza salti anche se si incontra qualche difficoltà.

È meglio cercare di capire subito piuttosto che ritornare alla fine sui passi non compresi. Il vocabolario è uno strumento fondamentale in questa analisi, ma va usato per ciò per cui è pensato: esso serve a individuare i significati e le costruzioni presenti nel brano, ma essi vanno ricavati dal contesto, senza illudersi che si possa trovare una traduzione già bella e confezionata.

La seconda parte

Nella seconda parte della prova scritta si deve rispondere ad alcune domande inerenti il testo (sia di contenuto che di forma linguistico-grammaticale) oppure scrivere un breve commento che comprenda anche la risposta a tali domande. Le risposte, così come l’eventuale commento, devono essere puntuali. Se si vogliono introdurre, alla fine, riflessioni personali sul brano tradotto, è comunque importante non trascurare le domande di interpretazione più specifica.

All’orale

Il latino quest’anno è anche protagonista del colloquio, secondo la nuova formula introdotta che ristabilisce per l’orale anche la valutazione delle competenze in alcune materie, tra le quali il latino.

All’acquisizione di metodi e contenuti disciplinari è assegnato un quarto del punteggio complessivo della prova orale e viene valutata anche la capacità di «raccordare le conoscenze acquisite per argomentare in maniera critica e personale». Sarà in questo fondamentale mostrare una piena padronanza del programma pensato per la prova dai docenti.

I testi vanno conosciuti a fondo anzitutto sul piano della comprensione letterale, ma da essi si potrà anche prendere spunto per riflessioni più ampie, sia di natura storico-letteraria che più generalmente culturale. Conterà la profondità e la vastità della preparazione come anche la capacità di introdurre nozioni studiate in altre discipline e negli anni passati.

Sarebbe bene anche ricontrollare prima della prova orale la prova scritta, perché è possibile che ne venga richiesta la discussione, anche come possibile punto di partenza per approfondimenti multidisciplinari.

Professore ordinario di Filologia classica all’università La Sapienza di Roma

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