Maturità, neanche un attacco di panico giustifica la scena muta all’orale
Il Consiglio di Stato ha ricordato che il tentativo di usare il cellulare comporta l’espulsione immediata
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Gli esami di maturità sono alle porte insieme all’ansia e all’inevitabile tentazione di portare con sé il cellulare, aggirando i divieti. Le conseguenze però potrebbero essere drastiche.
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Il divieto di cellulare
A stabilirlo il Consiglio di Stato che ha recentemente confermato la legittimità dell’esclusione immediata di una candidata sorpresa a maneggiare un cellulare durante la prova di italiano. Inutili i tentativi della difesa della studentessa di distinguere tra «utilizzo» e mero «contatto visivo». I giudici hanno ravvisato un evidente intento ingannatorio nel fatto che la studentessa avesse consegnato un primo telefono alla commissione, trattenendone occultamente il secondo.
La difesa aveva tentato di giustificare la presenza dello smartphone adducendo un disturbo d’ansia generalizzato della ragazza e un rapporto simbiotico con la madre.
Tutte argomentazioni rigettate dai giudici che hanno confermato la bocciatura (sentenza 7341 del 16 settembre 2025).
Alt scena muta
Anche fare scena muta all’orale può giustificare il mancato superamento dell’esame. Non conta il fatto che il percorso curriculare e i crediti scolastici siano sufficienti. L’ordinanza del ministro Valditara lo prevede espressamente, ma il principio era stato affermato anche dai giudici. Ad esempio, dal Tribunale di Palermo con la sentenza 658 del 24 marzo scorso. A fare ricorso era stata una studentessa di un istituto professionale che aveva avuto sempre buoni voti e si era presentata alla prova orale col punteggio di 48/100. L’ansia però le aveva gioca un brutto scherzo tanto da non riuscire, nonostante la pausa di dieci minuti concessale dalla commissione, a rispondere alle domande nemmeno su argomenti a piacere. Il giorno dopo la candidata aveva inviato alla commissione un certificato medico in cui si attestava che la scena muta era stata causata da un attacco di panico e chiedeva perciò di poter ripetere la prova. Tale richiesta veniva però respinta e la studentessa veniva bocciata.
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