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Cibi e bevande contraffatti, danni all’Italia per oltre 300 milioni l’anno

Comunicati i dati 2024 dell’ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo): sequestri food&beverage per 91 milioni ai confini della Ue

di Silvia Marzialetti

2' di lettura

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Biscotti, pasta, patatine e dolciumi rappresentano la seconda categoria di prodotti più sequestrata alle frontiere della Ue, con l’accusa di contraffazione. Lo denuncia l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo). 

Solo nel 2024 (con l’operazione congiunta Europol-Interpol “Opson”, “Cibo”, appunto), sono state trattenute circa 22mila tonnellate di alimenti e circa 850mila litri di bevande (per lo più alcoliche), per un valore di 91 milioni di euro, provenienti in prevalenza da Cina e Turchia.

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Vini e bevande alcoliche registrano uno dei tassi di falsificazione più elevati rispetto ad altri prodotti, con perdite annuali di vendite pari a 2.289 milioni di euro e quasi 5.700 posti di lavoro nella Ue. Anche la perdita di gettito fiscale derivante da questi prodotti è significativa: circa 2 miliardi di euro.

Il fenomeno della contraffazione alimentare produce in Italia ogni anno perdite per 302 milioni di euro e oltre 648 posti di lavoro.

Ormai le tecniche hanno raggiunto livelli di grande raffinatezza: i criminali manipolano le etichette e imballaggi e modificano i processi di produzione; la crescita del commercio elettronico, poi, ha offerto ai contraffattori nuove possibilità di distribuire prodotti alimentari fraudolenti, rendendo sempre più difficile per i consumatori identificare i prodotti autentici.

Ovviamente l’aspetto che più preoccupa è quello legato ai rischi per la salute, per la possibile presenza di sostanze pericolose: metanolo, mercurio, fipronil e vari insetticidi o pesticidi.

In occasione della Giornata mondiale contro la contraffazione, l’Euipo ribadisce il valore delle Indicazioni Geografiche a tutela degli alimenti, poiché consentono ai consumatori di riconoscere i prodotti di qualità e ai produttori di commercializzare al meglio. Attualmente l’Unione europea conta oltre 3.600 prodotti registrati come IG.

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