Champagne, vendite per le feste di fine anno in calo di almeno il 6%
Gli acquisiti non supereranno i 305 milioni di bottiglie, ma pesa il confronto con il record del 2022
di Giorgio dell'Orefice
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Inflazione e giacenze lasciano presagire un Natale poco effervescente per le vendite di Champagne. Il Comité Champagne (l’associazione che riunisce viticoltori, cooperative e maison, ovvero le case produttrici) prevede infatti a fine anno che le vendite non andranno oltre i 300-305 milioni di bottiglie contro i 325 milioni dello scorso anno. Pertanto, si stima una flessione che potrebbe oscillare tra un meno 6 e un 7,5%.
Certo a pesare è anche il confronto con un’annata, quella 2022, che è stata storica per le vendite di Champagne, la seconda migliore di sempre dopo il 2007 quando furono vendute 338,8 milioni di bottiglie.
Male soprattutto il mercato interno che assorbe circa il 40% della produzione e dove si attende una flessione ancora più forte con una stima di 123-125 milioni di bottiglie circa il 9,4% in meno rispetto ai 138 milioni dello scorso anno.
Una tenuta maggiore invece dovrebbe registrarsi sui mercati internazionali dove si prevede siano diretti circa 175 milioni di bottiglie (anche qui in calo del 6,4% rispetto ai 187 milioni del 2022).
Al Comité Champagne sottolineano che quest’anno ancora peggio è andata per le vendite nel canale di ipermercati e supermercati con una riduzione delle vendite del 20%. Tuttavia, i produttori non sono sorpresi da queste cifre.
«Lo scorso anno – ha commentato il copresidente del Comité Champagne, David Chatillon – il timore di rimanere senza prodotto dopo i raccolti altalenanti degli anni 2019, 2020 e 2021 ha incoraggiato i nostri clienti e distributori a fare scorte forse eccessive. Quando un cliente aveva bisogno di 6 bottiglie, ne ordinava 9. Quest’anno invece sta accadendo il contrario. I clienti sono stati tanto più cauti nei loro ordini anche perché i tassi di interesse sono aumentati, il che aumenta il costo delle scorte».
Di fatto occorrerebbe tornare al 2009 per trovare un calo analogo nei volumi commercializzati di bollicine francesi. Nel 2009 infatti, all’indomani della grande crisi finanziaria del 2008, le vendite di Champagne calarono a quota 293 milioni di bottiglie a conferma della forte correlazione storicamente riscontrata tra consumo di Champagne e stato di salute dell’economia globale.


