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Dimissioni eccellenti negli Usa e Dubai per legami con Epstein: Ruemmler e bin Sulayem lasciano i propri ruoli

Le rivelazioni sulle comunicazioni con Epstein hanno portato alle dimissioni di due figure di spicco nel settore finanziario e logistico internazionale.

di Enrico Bronzo

aggiornato alle ore 17:55

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Kathy Ruemmler, avvocata di punta della banca d’investimento Goldman Sachs ed ex consigliera della Casa Bianca ai tempi del presidente Barack Obama, ha annunciato le sue dimissioni, dopo che alcune e-mail scambiate con Jeffrey Epstein hanno evidenziato uno stretto rapporto, in cui lei lo descriveva come un «fratello maggiore» e minimizzava i suoi crimini sessuali.

Ruemmler ha fatto sapere in una nota che si sarebbe «dimessa dall’incarico di responsabile legale e consulente legale di Goldman Sachs a partire dal 30 giugno 2026». In una dichiarazione rilasciata prima delle sue dimissioni, un portavoce di Goldman Sachs ha affermato che Ruemmler «si pente di aver mai conosciuto» Epstein.

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«Da quando sono entrata in Goldman Sachs sei anni fa, ho avuto il privilegio di contribuire a supervisionare le questioni legali, reputazionali e normative dell’azienda, di migliorare i nostri solidi processi di gestione del rischio e di garantire che viviamo secondo il nostro valore fondamentale di integrità in tutto ciò che facciamo. La mia responsabilità è quella di mettere gli interessi di Goldman Sachs al primo posto», ha aggiunto Ruemmler.

Il ceo di Goldman Sachs, David Solomon, ha dichiarato in un’altra nota: «Kathy, una delle professioniste più affermate nel suo campo, è stata anche una mentore e un’amica per molti dei nostri dipendenti, e ci mancherà. Ho accettato le sue dimissioni e rispetto la sua decisione».

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Ahmed bin Sulayem, presidente e ceo di DP World

Un’altra dimissione importante, sempre per i file di Epstein, si registra a Dubai.

Ahmed bin Sulayem, presidente e ceo di DP World, lascia i suoi incarichi dopo la pubblicazione di alcuni messaggi che lo riguardano. Bin Sulayem ha trasformato il gruppo con sede a Dubai in uno dei più grandi operatori logistici al mondo (la compagnia è sostenuta dallo Stato emiratino).

Jeffrey Epstein (4° da sinistra) seduto con alcuni soci, tra cui Sultan Ahmed bin Sulayem (5°), uomo d'affari degli Emirati Arabi Uniti e presidente e ad del gruppo DP World, a Cambridge, Massachusetts all'Università di Harvard nel 2004 come Reuters ha verificato

In particolare l’emiratino e Epstein si sono scambiati messaggi sugli abusi sessuali (si parla di video di torture, ndr).

FOTO D'ARCHIVIO: Jeffrey Epstein e Sultan Ahmed bin Sulayem, uomo d'affari degli Emirati Arabi Uniti. Foto diffusa dai Democratici della Commissione di Vigilanza della Camera dei Rappresentanti a Washington, D.C., Stati Uniti, il 18 dicembre 2025.

In una dichiarazione di venerdì 13 febbraio in cui non si menziona Sulayem, il governo di Dubai ha annunciato che Essa Kazim è stato nominato presidente del consiglio di amministrazione e Yuvraj Narayan come amministratore delegato.

Chi è Essa Kazim

Essa Kazim, si legge sul sito del World economic forum, è numero uno del Dubai International Financial Centre; presidente di Borse Dubai, vicepresidente del Comitato supremo per la Legislazione di Dubai, membro del comitato superiore per i Titoli e gli Scambi e del comitato Supremo per le Finanze di Dubai.

Laurea triennale in Matematica, Economia e Informatica presso il Coe College (Stati Uniti); master in Economia presso lUniversità dell’Iowa; master in Gestione della qualità totale presso l’Università di Wollongong (Australia); dottorato honoris causa presso il Coe College.

Yuvraj Natayan

Barak frequentò Epstein

L’ex primo ministro israeliano Ehud Barak si è scusato per la sua amicizia durata anni con il condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein.

La loro relazione comprendeva corrispondenza regolare, numerose visite all’appartamento di Manhattan del finanziere caduto in disgrazia e una alla sua isola privata. L’ex leader israeliano non è stato implicato negli abusi sessuali di Epstein su ragazze minorenni e non deve affrontare accuse di illeciti. In un’intervista esclusiva rilasciata giovedì al canale israeliano Channel 12, ha dichiarato di essersi pentito di aver mai conosciuto Epstein e di essersi scusato con tutti coloro “che si sentono profondamente a disagio”.

L’ex ambasciatore Mandelson convocato a testimoniare in Congresso

L’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Peter Mandelson, è stato convocato per testimoniare davanti al Congresso sul caso Epstein. Lo riportano i media americani, sottolineando che due membri della commissione di vigilanza hanno richiesta la sua testimonianza. “Nell’interesse della giustizia per le vittime di Jeffrey Epstein, le chiediamo di collaborare alle indagini della commissione presentandosi per una testimonianza”, si legge nell’email.

La residenza di Jeffrey Epstein

A New York la dimora di Jeffrey Epstein era situata in 9 East 71st Street nell’Upper East Side di Manhattan, a due passi dal Central Park. Edificio di 7 piani su 1.900 metri quadrati

Mehmet Oz invitò il finanziere a una festa

Dopo che il segretario al Commercio Howard Lutnick è stato costretto ad ammettere di avere avuto contatti diretti con Jeffrey Epstein, il nome di un altro esponente dell’Amministrazione Trump compare nei fascicoli riguardanti l’ex finanziere.

Si tratta di Mehmet Oz, medico e personalità televisiva, che attualmente ricopre l’incarico di amministratore dei Centers for Medicare & Medicaid Services.

Nei file è comparsa una mail del 2016 indirizzata da Oz e dalla moglie Lisa a Epstein, nella quale invitavano il finanziere a una festa di San Valentino. L’oggetto della mail recita: “Festa di San Valentino di Mehmet e Liza Oz”. Il messaggio contiene un invito digitale.

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