Cambiano le abitudini al bar: caccia al caffè con aromi speciali
Da Lavazza a illycaffè i produttori registrano sempre più richieste anche nella grande distribuzione per gli specialty coffee: miscele selezionate, realizzate per gusti particolari
di Maria Teresa Manuelli
3' di lettura
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Per gli italiani, si sa, il caffè è una cosa seria, un piacere che va gustato ad altissimi livelli. «I clienti non più soddisfatti di gustare un caffè mediocre, decidono di evolversi e, così come per il cibo, virano sul gourmet, che rappresenta la massima espressione del prodotto, che si tratti di birra, olio o caffè», spiega Fabio Sipione, judge coordinator di Sca Italy, l’associazione di categoria che si impegna a supportare tutta la filiera del caffè.
Da questa esigenza si sta diffondendo in tutto il mondo, e anche da noi, il consumo di specialty coffee, ovvero caffè di altissimo profilo, accuratamente selezionato, frutto di una produzione realizzata in particolari condizioni di cura climatiche e ambientali, che gli conferiscono un gusto e un aroma unici. Una tendenza che ha contagiato consumatori e aziende.
Secondo i dati rilasciati dal World Coffee Portal nel report Project Café Europe 2022, il mercato europeo è cresciuto del 3,2% negli ultimi 12 mesi, per raggiungere 40.675 punti vendita e prevede di superare i 40.890 punti nei prossimi 12 mesi. Dal punto di vista della produzione in Italia la Lombardia sembra essere al primo posto, contando circa 20 aziende, tra torrefazioni e realtà che tostano il caffè, presenti sul territorio. Segue la Toscana, con circa 15 protagonisti dello specialty, mentre il Lazio occupa il terzo gradino del podio, con poco più di 10. Tra gli ultimi posti, invece, la Campania con solo tre torrefazioni di specialty coffee (dati Sca). Mentre i numeri del business sono ancora troppo piccoli: gli operatori del mercato stimano che questa tipologia rappresenti solo un 5% sul valore del caffè a livello globale e appena l’1% nel nostro Paese.
«Lo specialty è apprezzato moltissimo da alcuni nostri clienti – afferma Andrea Postolache, global marketing product director & head of marketing Italy di Julius Meinl – e notiamo un trend crescente, ma i volumi non sono ancora particolarmente rilevanti. All’estero, invece, viene venduto molto di più rispetto all’Italia, soprattutto in Cina o negli Emirati Arabi, mentre in Europa a trainarne il consumo sono la Germania, la Romania e la Repubblica Ceca». L’azienda nel 2023 ha lanciato la limited edition Colombia della linea The Originals. Mentre nel 2024, vista la crescente richiesta, proporrà due limited edition a gennaio, in collaborazione con il pastry chef di fama mondiale Antonio Bachour. «Già oggi, vediamo un interesse per il consumo domestico, ma per noi l’ingresso in Gdo con lo specialty potrebbe essere un percorso che inizia in altri Paesi Europei per poi arrivare in un secondo momento in Italia» aggiunge Postolache.
Non si pensi, infatti, a un trend confinato solo alle caffetterie d’élite. Il fenomeno sta montando anche nella distribuzione moderna. «Vendiamo in ugual modo nel canale horeca, nel canale casa e nel canale e-commerce un unico blend 100% pura Arabica altamente selezionato in tre diversi gradi di tostatura. Selezioniamo il caffè con criteri estremamente rigidi per una qualità finale elevatissima in tutti i 140 Paesi in cui vendiamo il blend», specifica Christine Pascolo, corporate communication manager illycaffè. Ultimamente l’azienda triestina ha lanciato l’Arabica Selection Brasile Cerrado Mineiro, il primo caffè proveniente da agricoltura rigenerativa e certificato “regenagri” realizzato con la Federazione dei produttori del Cerrado Mineiro.








