Clima

Caldo, morti due anziani ricoverati al San Martino di Genova

L’uomo aveva 86 anni e si trovava al Policlinico da due giorni, mentre la donna - 74 anni - era arrivata in ospedale questa mattina. La sindaca Salis: «È un momento di dolore per la nostra comunità»

di Pietro Menzani

Una persona si rinfresca ad una fontana detta Turet per combattere il caldo estivo in piazza San Carlo. Torino (ANSA/TINO ROMANO)

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L’ondata di calore ha causato le prime vittime. Un uomo di 86 anni e una donna di 74 anni sono morti per le temperature estreme che si sono abbattute sul paese. I due erano ricoverati al Policlinico San Martino di Genova. L’uomo era arrivato in ospedale in condizioni critiche due giorni fa, con febbre fino a 42 gradi e un forte stato di disidratazione, mentre la donna si trovava al Policlinico da questa mattina per un arresto cardiaco, con 43° di febbre e gravemente ipertermica. Nelle ultime 24 ore sono stati dieci gli accessi ai pronto soccorso del capoluogo ligure dovuti al caldo.

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La reazione della sindaca

«A nome di tutta l’amministrazione comunale e della città di Genova - ha scritto in una nota la sindaca di Genova Silvia Salis - desidero esprimere il mio più profondo cordoglio e la mia sincera vicinanza alle famiglie delle due persone che hanno perso la vita a causa delle conseguenze dei colpi di calore. È un momento di dolore per la nostra comunità, che ci ricorda quanto i fenomeni climatici estremi possano incidere in modo drammatico sulla nostra quotidianità e sulla nostra salute».

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La sindaca ha aggiunto che «stiamo affrontando diverse giornate consecutive da bollino rosso, con temperature che mettono a dura prova le persone più vulnerabili della nostra società. Abbiamo attivato il Piano caldo, ma la prevenzione individuale resta lo strumento più prezioso che abbiamo. Per questo, rivolgo un appello accorato a tutti i genovesi affinché adottino, con responsabilità, le principali regole di buon senso. Vi prego di non sottovalutare i rischi e di seguire queste raccomandazioni per proteggere voi stessi e i vostri cari», ricordando ai cittadini di evitare di uscire nelle ore più calde, di idratarsi costantemente e di limitare gli spostamenti non necessari e l’attività fisica intensa all’aperto tra le 11 e le 18.

«Chiedo a tutti di prestare massima attenzione agli anziani, ai bambini piccoli e alle persone con patologie croniche. Mantenete un contatto quotidiano con parenti o vicini di casa anziani che vivono soli, assicurandovi che stiano bene e che l’ambiente in cui si trovano sia rinfrescato» ha concluso Salis.

Emergenza caldo

La situazione rimane critica in gran parte del territorio nazionale: in Italia, secondo il bollettino giornaliero del ministero della Salute, le città da bollino rosso (il livello massimo di emergenza) il 30 giugno salgono a 25, con l’aggiunta di Cagliari, Catania e Trieste.

In più, il ministero rende noto che nella scorsa settimana sono state oltre 400 le chiamate al numero verde 1500, attivo dal 22 giugno all’11 settembre. Il servizio fornisce ai cittadini informazioni e consigli in merito alle ondate di calore. La maggioranza delle richieste riguarda problematiche cardiocircolatorie (57%) e psico-sociali (37%).

Anche gli accessi ai pronto soccorso sono aumentati con l’arrivo delle temperature estreme che hanno colpito il paese. Il presidente della Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu) Alessandro Riccardi stima infatti che vi sia stato un incremento del 10-15% degli accessi nei dipartimenti di emergenza-urgenza delle grandi città.

Il ministero della Salute

I due anziani morti a Genova sono le prime vittime del caldo anomalo che ha investito l’Italia. Fino a questo momento, come aveva spiegato prima dell’accaduto Maria Rosaria Campitiello, capo dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute, non è stato registrato «un picco o un aumento di mortalità per il caldo nella popolazione over 65». Le dichiarazioni di Campitiello erano arrivate in seguito alle allarmanti stime divulgate dall’Organizzazione mondiale della sanità, che ha parlato di 1.300 morti in eccesso in Europa legate alle alte temperature a partire dal 21 giugno.

Secondo Campitiello, quelli dell’Oms - che ha anche affermato che l’Europa si sta riscaldando a un ritmo doppio rispetto alla media globale - «sono dati di stima» ottenuti utilizzando «una metodologia statistica sulla mortalità prevista». Quelli del ministero della Salute, invece, sono «dati reali su quanti decessi effettivamente ci sono stati. Va fatta dunque una distinzione, perché altrimenti si mettono a paragone due valutazioni di tipo differente». Inoltre, il capo dipartimento della Prevenzione aveva spiegato che la popolazione italiana è «molto più abituata alle alte temperature rispetto al nord Europa».

In ogni caso, la raccomandazione del ministero rimane di mantenere alto il livello di attenzione e di non sovraffollare i pronto soccorso se non vi è una reale urgenza: «Stiamo monitorando la situazione, anche perché bisogna fare una giusta informazione ai cittadini, senza allarmismi, ma valutando il reale pericolo soprattutto per le fasce più deboli come anziani, bambini e donne in gravidanza».

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