Materie prime

Cacao, le forti piogge in Costa d’Avorio e Ghana mandano i prezzi alle stelle

Crescita inarrestabile nell’ultimo anno a causa dei raccolti catastrofici dei due maggiori produttori mondiali: il Coffee-Cocoa Council della Costa d’Avorio ha sospeso la vendita dei contratti di esportazione per la campagna in corso

di Silvia Marzialetti

Coltivazioni di cacao

2' di lettura

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Procede inarrestabile l’impennata delle quotazioni del cacao, che quasi quotidianamente segnano nuovi record sui mercati di New York e Londra, spinte dai raccolti catastrofici in Costa d’Avorio e Ghana, i due maggiori produttori, a causa delle forti piogge e delle fitopatie che l’eccesso di umidità ha determinato.

Il deficit di offerta ha più che raddoppiato i prezzi sulle principali piazze di Usa e Regno Unito dall’inizio del 2023, che ora superano di gran lunga i picchi raggiunti nel 2011, quando la grave crisi post-elettorale del 2010-2011 in Costa d’Avorio provocò più di 3mila morti. Ieri, il contratto per la consegna di maggio, negoziato a Londra, ha raggiunto un nuovo record storico a 4.248 sterline per tonnellata. La controparte scambiata a New York, con consegna a marzo, ha toccato il livello più alto in oltre 46 anni, a 5.288 dollari per tonnellata.“

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«Sembra che sia solo questione di tempo prima che il prezzo del cacao a New York raggiunga il massimo storico del 1977 a 5.379 dollari la tonnellata», ha affermato Carsten Fritsch, analista di Commerzbank. La Costa d’Avorio è il primo paese produttore di cacao al mondo, seguita dal Ghana. Secondo le stime dell’Organizzazione internazionale del cacao i due Paesi, insieme, hanno fornito quasi il 60% della produzione totale per il raccolto 2022/23.

Ma negli ultimi mesi le fitopatie sviluppate a causa delle forti piogge – prima fra tutte la malattia del baccello nero – hanno falcidiato le produzioni, tanto da ave rindotto il Coffee-Cocoa Council, l’organismo di regolamentazione del settore in Costa d’Avorio, a sospendere la vendita dei contratti di esportazione per la campagna in corso.

Preoccupa anche il fenomeno climatico El Nino, che minaccia i raccolti dell’Africa occidentale con un clima caldo e secco, spiega Jack Scoville, analista di Price Futures Group.

«Il prossimo raccolto potrebbe risentirne, portando a un prolungato deficit di offerta globale», aggiunge Ole Hansen, analista di Saxobank. Si prevede che El Nino, tipicamente associato all’aumento delle temperature, alla siccità in alcune parti del mondo e alle forti piogge in altre, durerà fino ad aprile. Il cambiamento climatico rappresenta una sfida per la coltivazione del cacao.


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