Costruzioni

Buzzi bocciata da Ubs per mercati difficili e prezzi deboli

Pressione sugli Usa, in Europa aumento costi per CO2

BUZZI UNICEM

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Buzzi pesa sul listino milanese, dopo il downgrade di Ubs che consiglia di vendere il titolo e fissa un target price a 34 euro, con un taglio pesante dai 52 euro precedenti. Le azioni sono le peggiori del FTSE MIB dopo essere scese a 35,53 che è il nuovo minimo da inizio 2025. Secondo gli analisti di Ubs, a pesare sulla performance della società sono da un lato un mercato difficile e dall'altro prezzi deboli, con la crescente pressione delle importazioni di cemento negli Usa e l'aumento dei costi legati alla CO2 in Europa. Il broker ha tagliato il giudizio sul titolo a Sell e ridotto il target price, dopo aver rivisto al ribasso del 10-25% le stime di utile per azione per il 2027-2030.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il principale elemento di pressione arriva dagli Stati Uniti, con il cemento negli Usa che rappresenta circa il 45% dell'Ebitda di Buzzi. In particolare, Buzzi paga l'esposizione alle regioni meridionali, pari a circa il 50% secondo le stime Ubs, che presentano prospettive più deboli: qui la domanda è più debole e «riteniamo probabile un ulteriore indebolimento nel 2027, guidato da un rallentamento dell'edilizia residenziale che supera di gran lunga i benefici derivanti dalla crescita di data center e infrastrutture», dice Ubs.

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A questo si aggiunge la maggiore concorrenza del cemento importato. La quota sulle vendite domestiche negli Stati del Sud è salita dal 10-12% pre-2020 a oltre il 20% attuale, con il Texas oltre il 30%. Il differenziale di prezzo con il cemento prodotto localmente è arrivato a circa il 50%, contro il 20-30% di 10-15 anni fa. In assenza di una forte ripresa della domanda, il broker ritiene quindi improbabile una crescita dei prezzi. Le stime di Ebitda del segmento Usa sono state ridotte del 6-12% per il 2026-2027.

Sul fronte europeo, pesa invece il costo delle quote di emissione di CO2, che secondo gli analisti limita la leva operativa di Buzzi in caso di recupero delle costruzioni, soprattutto in Germania. Nel complesso, le stime passano da un Ebitda leggermente superiore al consenso a un livello inferiore del 3-12% rispetto alle attese fino al 2030, con un profilo di crescita degli utili tra i più deboli nel comparto. Il nuovo target price, basato su un modello Dcf, incorpora soprattutto il taglio delle stime di Ebitda, ridotte di oltre il 20% sugli esercizi più lontani. A 34 euro, Buzzi tratterebbe a circa 7,5 volte il rapporto prezzo/utili 2027, contro 7-16 volte per i peer, e a un free cash flow yield di circa il 7%.

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