Formaggi freschi

Bufala, non c’è solo la mozzarella, crescono burrata e ricotta. E ora tocca alla stracciatella

Secondo i dati Nielsenq risultati migliori del comparto vaccino. Fattorie Garofalo investe su una referenza di stracciatella 100% latte di bufala ancora assente nei supermercati

di Emiliano Sgambato

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5' di lettura

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Se si parla di bufala si pensa subito alla mozzarella. Almeno, ovviamente, in campo alimentare. La Dop campana ha conquistato l’Italia e l’estero, con esportazioni che sfiorano il 40% e un giro d’affari complessivo di circa 800 milioni. Ma dal latte di bufala si ricava da sempre anche la ricotta, la cui Dop sta vivendo un momento di grande crescita. Così come è stato per la burrata, che negli ultimi anni è cresciuta parallelamente al successo di quella di latte vaccino. E ora tocca alla stracciatella, di cui esistono pochissime referenze, ma che potrebbe accelerare dopo il debutto di quella lanciata da Fattorie Garofalo, leader nelle produzioni bufaline.

Bufala meglio di vacca?

Il momento per introdurre nuove prodotti sul mercato sembra infatti propizio, con i derivati dal latte di bufala che nell’ultimo anno se la sono cavata meglio dei cugini di latte vaccino. Secondo un’analisi NielsenIq, infatti, il comparto che comprende mozzarella, ricotta, burrata e stracciatella – prodotti con ogni tipo di latte – tra novembre 2023 e novembre 2024 ha visto un incremento complessivo del 3% in volume, a fronte di una contrazione dell’1% in valore e del 4% sul prezzo medio.

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«Oltre a una decrescita importante di prezzo, domanda e promozioni hanno influito negativamente sulle performance dei prodotti vaccini, da cui ne deriva un calo delle vendite a valore nell’ultimo anno. Le versioni 100% latte di bufala hanno messo invece a segno – nota Alessandra Cuomo di NielsenIq – una crescita del 7% in volume, del 5% in valore e un calo medio dei prezzi del 1 per cento. L’analisi per referenza evidenzia una differenza ancora più marcata: la mozzarella di bufala cresce del 6%, superando il 3% medio del segmento misto; la burrata di bufala si conferma come uno dei driver principali di crescita, con un +20%, a fronte di una contrazione dell’1% nella categoria complessiva (bufala e vaccina); la ricotta di bufala (dop e non, ndr) segna un +21% rispetto al +3% del dato aggregato che comprende anche quella di pecora e di vacca (dati in quantità, ndr). Il giro d’affari si concentra nella mozzarella che ormai ha raggiunto una penetrazione delle famiglie italiane del 90%. Tuttavia, la crescita a doppia cifra della bufala per tutte e quattro le categorie evidenzia un’attenzione dei consumatori per tutto il perimetro. Probabilmente questo è il riflesso della richiesta sempre crescente delle famiglie italiane per prodotti premium e ad alto contenuto di servizio».

Va comunque precisato che il “comparto bufala”, considerate solo le vendite della Gdo monitorate da NielsenIq, rappresenta il 17% del totale, cioè una spesa di circa 270 milioni su 1,6 miliardi. Limitandosi ai soli prodotti di bufala, invece, la mozzarella pesa per oltre il 94%, la burrata il 5% e la ricotta lo 0,5%. La stracciatella vaccina ha intanto avuto un boom: ormai vale oltre 43 milioni di vendite e nel 2024 è cresciuta del ’8% a valore e del 12% a volume.

La stracciatella di Fattorie Garofalo

«Il successo della stracciatella è evidente, quindi abbiamo ritenuto fosse il momento adatto per investire in un nuovo impianto e puntare con forza su una nuova referenza al 100% bufalina – dice Alfio Schiatti, chief commercial officer di Fattorie Garofalo – il consumatore chiede sempre più referenze di qualità che si differenzino in modo tangibile dal resto dell’offerta e anche i distributori avranno così a disposizione un altro tipo di stracciatella oltre che averne solamente di più marchi. Abbiamo lavorato molto sul packaging dall’impatto lineare e verticale che ci permetterà di distinguerci a scaffale. Il nostro obiettivo è essere il marchio di riferimento per la bufala e riteniamo ripetibile il successo ottenuto dalla burrata, con l’obiettivo di raggiungere una quota del 20% del mercato totale della stracciatella».

Attualmente la mozzarella copre l’80-85% degli 85 milioni di fatturato del caseificio che esporta per il 55% circa (e a cui vanno aggiunti circa 55 milioni derivanti da latte, foraggio, produzione di energia e dagli incassi dei punti vendita diretti), segue la burrata con il 10-15% a, e poi c’è la ricotta.

«Il valore aggiunto di questo latte, per qualità nutrizionale e caratteristiche organolettiche, è riconosciuto e apprezzato sia dai consumatori italiani sia dai mercati internazionali. Nella nostra realtà, questo valore si amplifica ulteriormente grazie a una filiera completamente integrata, circolare e sostenibile, che ci consente di avere il pieno controllo su ogni fase produttiva, dall’allevamento alla trasformazione, fino alla distribuzione. È questo modello che ci permette di garantire in modo continuativo la massima qualità possibile per ogni singolo prodotto», aggiunge Schiatti.

La Ricotta di Bufala Dop cresce del 60%

Anche i risultati della ricotta di Bufala Dop stanno a dimostrare il momento d’oro del latte bufalino: nel 2024 ne sono state prodotte oltre 230mila tonnellate, quasi il 60% in più dell’anno precedente e i primi mesi dell’anno proseguono a doppia cifra, per un giro d’affari di circa due milioni di euro.

«Un risultato che va consolidato e che è dovuto soprattutto al lavoro dei soci che credono sempre più nella Dop. Il loro numero - spiega la neo presidente del Consorzio Ricotta di bufala campana Dop, Sara Consalvo - è passato da sette di nove anni fa quando è nato il consorzio a 26. Di conseguenza è aumentato il prodotto marchiato, che stiamo cercando di valorizzare soprattutto al Nord, grazie a investimenti fatti su una produzione di qualità che permette di mantenere una shelf life fino a 15 giorni. Nel corso del mio mandato proseguirò nell’azione di promozione già iniziata in passato, anche all’estero, dove un mercato già esiste perché sappiamo che alcuni soci esportano, ma c’è un grande lavoro da fare per aumentare la conoscenza della qualità del prodotto da parte di distributori e clienti finali».

Mozzarella e Pasta di Gragnano ready to eat

Intanto a TuttoFood, in corso a Milano, i consorzi di tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, della Ricotta di Bufala Campana Dop e della Pasta di Gragnano Igp rilanciano l’alleanza istituzionale e si presentano uniti con uno stand in comune per mettere in campo le loro proposte nella nuova frontiera dei piatti pronti. Il “ready to eat” secondo Circana rappresenta il 3,5% del mercato foodservice in Italia, con un valore di 2,5 miliardi di euro e una crescita del comparto del 15,3% rispetto al 2017. Così i Consorzi proporranno una box giornaliera con piatti pronti, ma di grande qualità e ideati in funzione anti-spreco. A ora di pranzo si svelerà il menu del giorno, che sarà raccontato sui social da un gruppo di influencer. Si va dall’arancino alla Nerano, realizzato con orzo di Gragnano Igp e un cuore di mozzarella di bufala campana Dop, fino al tiramisù fatto con una cialda di lasagna di Gragnano Igp e una crema di ricotta di bufala campana Dop. Spazio poi alle ricette di “riciclo”. Avanza la pasta al forno? Ebbene, si può trasformare in un timballo fritto di anellini di Gragnano Igp con piselli e Bufala Affumicata Dop.

«Vogliamo essere un prodotto moderno, al passo con i tempi – commenta Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop – ecco perché a Tuttofood intendiamo intercettare le nuove tendenze di consumo e i nuovi consumatori, dimostrando che anche con ritmi di vita frenetici è possibile non rinunciare alla qualità. Si tratta di un messaggio anche di responsabilità sociale in un’epoca complessa, che ci costringe a fare i conti da un lato con il caro carrello e dall’altro con scenari internazionali di grande incertezza».

«La Pasta di Gragnano Igp è simbolo di tradizione, ma resta un prodotto sempre attuale e contemporaneo – sottolinea Massimo Menna, presidente del Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP –. L’alleanza con la Mozzarella e la Ricotta di Bufala Campana DOP permette di raccontare sinergicamente l’eccellenza dei nostri prodotti, accessibili, sostenibili e in linea con i bisogni di una società che cambia. A Tuttofood enfatizzeremo la versatilità della pasta che può essere protagonista anche in ricette ready to eat, creative e anti-spreco, senza mai rinunciare alla sua identità e al legame con il territorio».

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