Bonus casa: senza sconti salta un lavoro su quattro
Uno studio Nomisma racconta gli investimenti nelle piccole ristrutturazioni ora che la stagione dei bonus più generosi si è chiusa
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Un italiano su quattro non ristrutturerebbe casa in assenza di bonus. Mentre per la metà di chi ha effettuato lavori la presenza di agevolazioni è stata decisiva per decidersi a intervenire. Sono due dati contenuti in uno studio realizzato da Nomisma e commissionato da Angaisa, l’associazione nazionale di categoria dei distributori specializzati che operano nel settore idrotermosanitario.
Dati che raccontano in modo molto chiaro come gli incentivi siano ancora un cardine per questo settore che, dopo la fine della stagione degli sconti fiscali più generosi (a fine dicembre sarà per sempre cancellato il superbonus, non riconfermato in nessun caso con la nuova legge di Bilancio), ha subìto un rallentamento e adesso deve necessariamente passare da una fase di assestamento.
Siamo, così, in un momento di normalizzazione per le imprese, caratterizzato da maggiore selezione sul mercato, meno spinta alla domanda, margini sotto pressione e investimenti più cauti. «Il clima di sfiducia – commenta il presidente di Angaisa, Maurizio Lo Re – non è destinato a prevalere nel medio termine ed è auspicabile che le istituzioni mettano a punto una nuova strategia, compatibile con il quadro di finanza pubblica, che curi le ferite lasciate dalla rapida chiusura della stagione degli incentivi».
Idrotermosanitario e impiantistica
L’altro dato rilevante della ricerca testimonia come il settore dell’idrotermosanitario e dell’impiantistica (un comparto che muove nel complesso 42,8 miliardi di euro) riesca comunque a tenere il passo dei cambiamenti in atto: un italiano su due, infatti, ha in programma interventi di manutenzione nell’arco dei prossimi dodici mesi. Non solo. Due italiani su tre guardano alla ristrutturazione come a un progetto da mettere in campo nei prossimi due o tre anni. E, tra questi, un cittadino su quattro è addirittura già nella fase attiva di raccolta delle informazioni con progettisti e imprese di ristrutturazione e arredamento; si sta, in sostanza, muovendo attivamente per effettuare i lavori.
Gli interventi
Tra questi, la spesa prevista è pari a circa 37mila euro. Con incentivi più scarsi, cioè, l’obiettivo non è più quello di rivoluzionare la casa, ma di migliorare subito gli ambienti che fanno la differenza nella vita quotidiana, attraverso investimenti più contenuti. Il 45% degli intervistati, allora, si è dichiarato interessato a intervenire primariamente sui bagni, il 40% sugli spazi esterni e sulle facciate, il 35% su cucina e sala da pranzo, il 30% su zona giorno e living, il 21% sulla zona notte.








