Testo unico

Edilizia, arriva la sanatoria degli abusi storici. Ecco che cosa cambia

Approda in Consiglio dei ministri il Ddl delega sul Codice dell’edilizia e delle costruzioni. Il 1° settembre 1967 è la data chiave per le irregolarità. Più spazio al silenzio assenso e ai cambi d’uso

di Giuseppe Latour

 ANSA/ANGELO CARCONI

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Favorire la regolarizzazione degli abusi storici, ovvero quelli più vecchi del primo settembre del 1967. Il disegno di legge delega di revisione del Testo unico dell’edilizia, annunciato dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e preceduto da una fase di consultazione pubblica, approda al Consiglio dei ministri di domani.

Il Ddl conferma le anticipazioni delle scorse settimane: il testo, che metterà al centro la revisione del Dpr 380/2001 (l’attuale Testo unico edilizia), fisserà una sorta di anno zero per l’edilizia privata, a partire dal quale, guardando indietro, sarà più semplice effettuare la regolarizzazione delle difformità. Una manovra di pulizia delle piccole irregolarità del patrimonio edilizio italiano che va con decisione nella linea già tracciata in questi anni con il decreto Salva casa.

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Per esercitare la delega, che punta alla redazione di un Codice dell’edilizia e delle costruzioni, ci saranno dodici mesi. Anche se prima il testo dovrà affrontare il passaggio parlamentare, considerando che in commissione Ambiente alla Camera è già in corso (oggi proseguiranno le audizioni) il lavoro sulla proposta di maggioranza presentata da Erica Mazzetti (Forza Italia) e coordinata con quella di Agostino Santillo (M5s).

La classifica delle irregolarità

Tornando alle irregolarità, qui arriva un’altra novità importante. Si punta, infatti, a definire a livello nazionale una «comune classificazione delle tipologie di difformità dal titolo abilitativo edilizio, includendo in questa rivisitazione anche la disciplina delle tolleranze edilizie». Dietro questa definizione c’è la giungla delle leggi regionali che, in questi anni, hanno reso diversa la disciplina delle difformità edilizie da territorio a territorio, facendola cambiare in modo anche rilevante a seconda della disciplina locale. Ora bisognerà fissare degli standard comuni. Anche sulla base del fatto che la delega si richiama esplicitamente ai livelli essenziali delle prestazioni: l’idea è garantire standard minimi uniformi su tutto il territorio nazionale.

Doppia conformità e stato legittimo

Nella stessa logica di semplificazione, sarà confermato il superamento della doppia conformità, cioè il vincolo (difficilissimo da superare) che imponeva, per chiedere una sanatoria, di dimostrare l’allineamento alla disciplina urbanistica ed edilizia sia del momento di realizzazione dell’abuso sia di presentazione della domanda. È stato già accantonato, in alcune situazioni, con il Salva casa. La legge delega prevede un’applicazione più ampia di questo strumento.

Sempre nella linea del Salva casa, per favorire la commerciabilità degli immobili e le ristrutturazioni, si punta a semplificare ulteriormente la dimostrazione dello stato legittimo, cioè la ricostruzione della conformità urbanistico edilizia degli edifici.

Riordino dei titoli edilizi

Una parte decisiva del Ddl sarà dedicata al riordino dei titoli edilizi. «L’efficienza e la trasparenza delle procedure di rilascio dei permessi di costruire, delle segnalazioni certificate di inizio attività (Scia) e di altri titoli sono essenziali per il buon funzionamento del settore», dice la relazione illustrativa. Oggi è difficile orientarsi nella classificazione delle diverse tipologie di lavori. In questo quadro, viene affermato anche l’obiettivo di ridurre i termini previsti per il rilascio o la formazione dei titoli edilizi. Ci sarà, così, più spazio al meccanismo del silenzio-assenso o del silenzio-devolutivo in caso di inerzia dell’amministrazione competente. In questa ipotesi di silenzio, la competenza in caso di inerzia viene trasferita a un’amministrazione differente.

Rigenerazione urbana e digitalizzazione

Sul fronte della rigenerazione urbana, viene affermato il principio dell’indifferenza funzionale tra destinazioni d’uso omogenee. Tradotto: alcune destinazioni d’uso (ad esempio, residenziale, commerciale di vicinato, terziario di prossimità) possono alternarsi o convivere «senza generare un impatto urbanistico significativo tale da richiedere procedure complesse o impedimenti ingiustificati». L’obiettivo è favorire l’adattabilità degli edifici alle nuove esigenze del mercato e della società, riducendo gli ostacoli burocratici per le riconversioni.

Non solo. Ci cono diversi passaggi che puntano a definire in modo chiaro, in chiave di rigenerazione, la classificazione edilizia e urbanistica degli interventi di trasformazione del territorio. Allo stesso tempo, si punta a una revisione completa della disciplina degli oneri edilizi e del contributo di costruzione. L’obiettivo è incentivare la rigenerazione.

Capitolo digitalizzazione. La legge delega punta a promuovere l’interoperabilità delle banche dati in possesso delle pubbliche amministrazioni. Questa integrazione - dice la relazione illustrativa - «potrà essere altresì funzionale all’istituzione e alla progressiva attuazione di un’anagrafe e di un fascicolo digitale delle costruzioni, strumenti indispensabili per una gestione trasparente, efficiente e tracciabile del patrimonio edilizio, per un accesso semplificato alle informazioni e una maggiore certezza sulle vicende amministrative degli immobili».

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