Immobili

Bonus casa tutti al 50-36%, dal 2026 addio al superbonus

Archiviate la agevolazioni sopra la soglia del 50%, dal prossimo anno tutti i principali lavori passeranno da due aliquote

di Giuseppe Latour e Giovanni Parente

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Addio ai maxi sconti; l’agevolazione fiscale massima per i lavori in casa nel 2026 sarà il 50 per cento. Sono destinati a saltare gli sconti fiscali (tutti residui del passato) che superano questa soglia per le spese 2025: il superbonus, ormai al 65% per i lavori in corso al 15 ottobre 2024, e il bonus al 75% dedicato alla rimozione di barriere architettoniche. Anche se, per quest’ultimo, si accenderà sicuramente il dibattito in fase di definizione dei dettagli della manovra. Da considerare, poi, c’è anche il tetto alle spese detraibili sopra i 75mila euro di reddito.

I requisiti

Giorno dopo giorno, il capitolo dedicato ai bonus casa all’interno della legge di Bilancio assume connotati sempre più stabili. E può contare su diversi rinnovi pesanti: complessivamente il loro costo supera di poco i due miliardi, spalmati sui dieci anni di recupero delle detrazioni. Viene confermato anche per il 2026 il cardine delle agevolazioni per le ristrutturazioni, cioè il bonus casa ordinario e l’ecobonus. Entrambi andranno alle stesse aliquote, cioè il 50 e il 36 per cento. Per ottenere lo sconto più alto sono decisivi due requisiti: essere titolari di un diritto di proprietà o di un altro diritto reale sull’immobile ristrutturato e avere lì la propria abitazione principale. Le seconde case andranno, invece, al 36.

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Ecobonus

Da questi due sconti passa la gran parte dei lavori di ristrutturazione. Ad esempio, il bonus casa copre, tra le altre cose, lo spostamento di tramezzi, la creazione di nuove pareti, il rifacimento di impianti, come quello elettrico e idraulico. L’ecobonus, invece, è dedicato, tra gli altri, alla sostituzione di infissi, alle pompe di calore e agli apparecchi ibridi. Anche se bisogna ricordarsi che proprio l’ecobonus richiede soprattutto un adempimento in più: la comunicazione obbligatoria all’Enea (il cui mancato invio non è sanzionato, invece, per alcuni lavori agevolati con il bonus casa ordinario).

Bonus mobili

Sconto uguale in tutti i casi, invece, per il bonus mobili. L’agevolazione dedicata ad arredi ed elettrodomestici va verso un altro anno di conferma. Sarà ancora una volta al 50% con tetto di spesa a 5mila euro e non cambierà tra prime e seconde case. Il bonus andrà agganciato a un lavoro di ristrutturazione agevolato. La misura avrà un costo di 700 milioni di euro per le sue dieci rate annuali.

Bonus barriere architettoniche

Il 2026, in questo quadro, sancirà la fine dell’esperienza delle maxi agevolazioni. Non sarà rinnovato il superbonus, che ormai era stato ridotto fino ad arrivare al 65% e che, in questi mesi, è stato costantemente oggetto di critiche da parte della maggioranza e del Governo. Ma dovrebbe saltare, insieme al superbonus, anche lo sconto per la rimozione delle barriere architettoniche. Attualmente è al 75% e vale solo per alcune tipologie di lavori come l’installazione di ascensori. Dal prossimo anno sarà riportato agli sconti ordinari del 50 e 36%, salvo ripensamenti. Nel dibattito parlamentare, infatti, si aprirà sicuramente la discussione su un possibile salvataggio di una misura comunque poco costosa.

La detrazione

In questo quadro bisognerà tenere conto del fatto che le spese sostenute a partire dal 2025 rientrano nelle nuove soglie per le spese detraibili, previste per i redditi superiori a 75mila euro. Si imporrà, allora, una programmazione per prevedere quale sarà l’effettivo recupero del costo agevolato; i bonus casa, anche con le nuove aliquote, saranno comunque solitamente recuperati per primi. Anche se, allo studio, c’è la possibilità di rendere meno stringente la soglia massima a partire da chi ha solo un figlio a carico (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri). Sopra la soglia di 100mila euro - va ricordato - scatta poi una ulteriore riduzione della detraibilità.

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