Immobili

Bonus casa al 50% per acquisto e ristrutturazione: chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che chi acquista e ristruttura un immobile può ottenere un bonus casa fino al 50%. Le regole riguardano anche i condomini e i conviventi del proprietario, con differenze di agevolazioni in base alla situazione

di Giuseppe Latour e Giovanni Parente

(AdobeStock)

2' di lettura

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Chi compra casa e poi la ristruttura avrà diritto al bonus casa più elevato al 50 per cento. È uno dei chiarimenti più rilevanti inseriti dall’agenzia delle Entrate nella circolare n. 8/2025. Si tratta di un documento attesissimo, che risponde a tutti i dubbi in materia di agevolazioni per le ristrutturazioni emersi dopo la legge di Bilancio 2025. Risposte importanti arrivano anche per i condomini: sulle parti comuni le aliquote di sconto, in caso di lavori, saranno differenziate.

La manovra prevede un assetto nuovo, che ha generato diverse perplessità. In sostanza, nel 2025 c’è un bonus base al 36%, che diventa 50% se il contribuente risponde a due requisiti: è titolare di un diritto di proprietà (compresa la nuda proprietà) o di un diritto reale di godimento sull’unità immobiliare (usufrutto, uso, abitazione); interviene sulla sua abitazione principale.

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Ristrutturazioni

Questo, però, aveva portato a un primo problema. Cosa succede a chi ristruttura un immobile appena acquistato, nel quale quindi non ha l’abitazione principale? La risposta è che ha diritto all’agevolazione piena. Dice la circolare: «Si ritiene, inoltre, che, qualora l’unità immobiliare non sia adibita ad abitazione principale all’inizio dei lavori, la maggiorazione spetti per le spese sostenute per i predetti interventi a condizione che il medesimo immobile sia adibito ad abitazione principale al termine dei lavori». Quindi, chi ristruttura e poi si trasferisce può avere il 50 per cento.

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I condomini

Risposte importanti anche sui condomini. In questo caso il problema era legato al fatto che le parti comuni non possono essere qualificate direttamente come abitazione principale. L’Agenzia dà, però, un’interpretazione allargata. «Nel caso in cui gli interventi agevolati riguardino parti comuni degli edifici, si ritiene che la maggiorazione debba essere applicata alla quota di spese imputata al singolo condomino, ammessa alla detrazione nel rispetto degli altri requisiti previsti dalla norma, se il medesimo è proprietario o titolare di diritto reale di godimento dell’unità immobiliare destinata ad abitazione principale». Quindi, i proprietari prendono il 50%, gli altri il 36 per cento.

I conviventi

Terza novità importantissima (e negativa) riguarda i conviventi del proprietario, che se effettuano spese dovranno accontentarsi del bonus fiscale più basso. «Attesa la limitazione operata dalla norma, che si riferisce solo ai proprietari o ai possessori dell’immobile oggetto degli interventi in quanto titolari di altro diritto reale di godimento, il familiare convivente nonché il detentore dell’immobile (ad esempio, il locatario o il comodatario) possono applicare, nel rispetto di ogni altra condizione, la detrazione del 36% per le spese sostenute nel 2025».


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