La relazione annuale dell’Arera

Bollette, maggior tutela più conveniente del mercato libero. Ecco i costi

Il messaggio del presidente dell’Autorità, Stefano Besseghini: «Valutare una significativa copertura degli oneri per il tramite della fiscalità generale»

di Celestina Dominelli

Il presidente dell’Arera, Stefano Besseghini.

4' di lettura

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Nel 2023 sono stati riconosciuti oltre 7,5 milioni di bonus sociali alle famiglie in condizioni di disagio economico e fisico (4,6 milioni di bonus elettrici e 3 milioni per quello gas), per un ammontare complessivo poco sopra i 2,1 miliardi,. E questo per effetto dell’innalzamento a 15mila euro della soglia Isee di accesso all’agevolazione, allargamento conclusosi fine 2023. Sono alcuni dei numeri illustrati oggi, martedì 9 luglio, dal presidente dell’Arera, nel corso della presentazione della Relazione annuale dell’Authority al governo e al Parlamento.

La sicurezza delle forniture

La riflessione di Besseghini ha preso le mosse da due tasselli cruciali per il sistema, quello della sicurezza dell’approvvigionamento e della ridondanza delle infrastrutture, alla luce dei quali, ha osservato il numero uno dell’Arera, con un occhio ai due rigassificatori previsti dall’esecutivo e acquistati da Snam, «va scongiurato il rischio di un lungo periodo di mancato funzionamento per l’impianto di Piombino per il suo trasferimento», mentre su quello di Ravenna, che «sembra rispettare i tempi di entrata in esercizio ma con un rimarchevole incremento dei costi«, occorrerà «un ulteriore sforzo di pubblico per consentire la collocazione a prezzi competitivi».

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I bonus energetici

Nelle trenta pagina di bilancio dell’attività dell’Arera, Besseghini si è poi soffermato sull’efficacia del meccanismo dei bonus energetici, i cui numeri hanno toccato nel 2023, come detto, risultati crescenti per via dell’estensione della platea. Il presidente dell’Autorità ha però osservato la difficoltà di intercettare con gli attuali strumenti a disposizione quei consumatori che non sono da considerarsi poveri in senso stretto ma che si misurano con una compressione della propria capacità di spesa in presenza di costi straordinari dell’energia. Ed è poi tornato a sottolineare la necessità di valutare «una significativa copertura degli oneri di sistema per il tramite della fiscalità generale».

Il costo degli incentivi negli ultimi 13 anni

Proprio su quest’ultimo capitolo il presidente dell’Arera ha fornito alcuni dati ricordando che gli oneri hanno rappresentato una voce rilevante negli ultimi 13 anni nelle bollette degli italiani: 162 miliardi di esborso, dei quali circa 142 a copertura degli incentivi attualmente operativi per le rinnovabili, i quali, pur andando incontro nei prossimi 5 anni a una significativa riduzione, «determineranno ancora un costo rilevante».

Gli effetti del passaggio al servizio a tutele graduali

Besseghini ha poi esaminato gli effetti del passaggio della maggior tutela nel mercato elettrico con i 3,6 milioni di clienti non vulnerabili transitati nel servizio a tutele graduali mentre 14,7 milioni sono quelli nel mercato libero. A oggi, ha evidenziato il presidente dell’Arera, «le offerte disponibili sul mercato libero appaiono poco attraenti rispetto ai diversi servizi regolati, essendo caratterizzate da prezzi normalmente più alti». Quanto al meccanismo delle aste, con cui si è decisa l’assegnazione del nuovo servizio agli operatori, tale mossa «ha permesso di ridurre il tasso di concentrazione nel mercato, perché il principale operatore, Enel, ha visto ridotta la propria quota», ma la configurazione dello stesso non è cambiata in maniera sostanziale «in quanto il secondo operatore è ancora largamente minoritario rispetto al gruppo principale». Nel valutare la fine delle tutele di prezzo, il numero uno dell’Arera è tornato anche sul tema della comunicazione verso i consumatori per ricordare gli interventi messi in campo dall’Autorità - che ha predisposto strumenti informativi mirati - e per rimarcare il processo di revisione della bolletta elettrica anche al fine di renderla più intelligibile agli utenti.

Il nodo dei vulnerabili

Un capitolo delicato sul fronte delle bollette è poi rappresentato dalla vulnerabilità e qui Besseghini ha sottolineato come, in assenza dell’incentivo che ha caratterizzato le aste a tutele graduali - vale a dire la possibilità di trattenere il cliente nel mercato libero al termine del servizio - «è facile prevedere che le valutazioni degli operatori in termini di valore del servizio saranno certamente meno premianti per i consumatori, per lo meno nel breve termine». Non solo, per cercare di minimizzare gli stranded cost che si potrebbero formare in capo agli esercenti la tutela, «è previsto che i partecipanti alle aste possano formulare l’intenzione di rilevare dall’uscente parte della struttura aziendale atta all’erogazione del servizio o di subentrare nei contratti di servizio».

I prezzi dell’energia

Quanto ai prezzi dell’energia, Besseghini ha voluto prima ricordare che «da sempre il prezzo medio per i clienti in maggior tutela è stato stabilmente inferiore a quello del mercato libero con la sola eccezione della fase più acuta dell’emergenza prezzi». Più nel dettaglio, a marzo i clienti che hanno scelto una fornitura in maggior tutela hanno sostenuto un costo unitario lordo di 0,22 euro per kilowattora, a fronte degli 0,33 euro per kilowattora di chi ha scelto un’offerta fissa dal mercato libero e di 0,32 euro per kilowattora di chi ha optato per un’offerta variabile.

Il capitolo dell’idrico

Passando agli altri comparti di attività, a cominciare dall’idrico, Besseghini ha rimesso in fila il lavoro svolto dalla regolazione che ha consentito al settore di crescere sotto il profilo della qualità del servizio e degli investimenti ma ora deve proseguire il percorso di riduzione del divario di spesa infrastrutturale del nostro Paese rispetto ai valori soglia di quelli più avanzati (attualmente l’asticella si posiziona, in termini pro-capite, sui 275 euro per abitante nel quadriennio 2020-2023) e occorre un rafforzamento delle competenze tecniche a livello territoriale che resta, ha ribadito Besseghini, «un fattore fondamentale per una effettiva e stabile crescita del settore».

L’intervento nel settore dei rifiuti

Sul fronte dei rifiuti, invece, il presidente dell’Arera ha posto l’accento sia sulla qualità del servizio con l’Autorità che è intervenuta via via stabilendo i criteri minimi alla base del contratto degli operatori e ha poi disciplinato anche la classificazione delle infrastrutture in modo da rendere sempre più efficace e puntuale la capacità di trattamento.

L’attività di supporto e controllo

Infine un passaggio sull’attività di supporto ai consumatori che l’Arera ha messo in campo sia rafforzando i vari strumenti di sostegno, a partire dallo Sportello che ha visto un aumento delle chiamate (oltre 1,5 milioni, +23% rispetto sl 2022), sia intensificando le collaborazioni con Guardia di finanza e carabinieri per individuare possibili irregolarità nei mercati dell’energia.

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