L’audizione alla Camera

Bollette, l’Arera rafforza la vigilanza sul rientro in maggior tutela: «Lavoriamo per ridurre al massimo i tempi»

Il presidente Besseghini: «Teniamo monitorati i siti dei principali operatori e facciamo un puntuale intervento di sollecitazione qualora i meccanismi siano ancora macchinosi»

di Celestina Dominelli

Energia, Besseghini "Mercato competitivo vantaggio per i consumatori"

4' di lettura

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Vigilanza massima sui tempi per il rientro in maggior tutela nel mercato dell’elettricità. A garantirlo è stato il presidente dell’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente, Stefano Besseghini, nel corso dell’audizione in Commissione Attività produttive della Camera, la terza sollecitata dal presidente Alberto Gusmeroli (Lega) a valle di una serie di istanze presentate da cittadini e consumatori. «Cercheremo di minimizzarli nella dimensione in cui è possibile farli», ha spiegato Besseghini rispetto alla tempistica del ritorno che, lo ricordiamo, può essere attivato fino al prossimo 30 giugno e deve essere richiesto all’esecente la maggior tutela del Comune in cui si trova la fornitura. Quest’ultimo può essere rintracciato in tre diversi modi, ha ricordato il presidente dell’Autorità, attraverso il motore di ricerca ad hoc, disponibile sul sito dell’Arera, ma anche telefonicamente utilizzando il numero verde gratuito dello Sportello per il Consumatore Energia e Ambiente (800 166 654).

L’iter fissato dalla regolazione

Sui tempi dell’attivazione, Besseghini ha innanzitutto spiegato che l’iter per il passaggio è quello fissato dalla regolazione secondo cui «se la richiesta perviente entro il 10 del mese “n”, allora l’attivazione scatta dal primo del mese “n+1”. Noi abbiamo il monitoraggio del Sistema informativo integrato dove vengono trasmesse le comunicazioni dello switching (il cambio di fornitore, ndr) e abbiamo detto agli operatori che devono essere solleciti nel processare le richieste». Quanto alla tempistica di quest’ultimo tassello, davanti alle sollecitazioni dei parlamentari che chiedevano iter molto ridotti, il presidente dell’Arera ha rimarcato «che i tempi con cui gli operatori processano questo tipo di informazioni dipende dal volume di dati che ricevono».

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La comunicazione dell’Arera

Rispetto poi alle comunicazione sul rientro in maggior tutela, Besseghini ha spiegato che «l’informazione da noi veicolata è finalizzata a indicare tutti i canali che i gestori mettono a disposizione, dallo spazio fisico al contact center, fino al sito web. Noi abbiamo dato indicazione, nel chiarimento di qualche settimana fa, che i meccanismi di trasferimento dell’informazione non devono prevedere barriere all’accesso. Teniamo monitorati i siti dei principali operatori e facciamo un puntuale intervento di sollecitazione qualora i meccanismi siano ancora macchinosi».

La tempistica dell’invio

Il presidente dell’Arera ha poi chiarito che, sul fronte dell’invio della domanda, «farà fede la prima documentazione che il consumatore è in grado di produrre e, trattandosi di una mail, invio e ricezione da parte dell’operatore dovrebbero essere contestuali. Ma, se sarà necessario, stresseremo l’elemento della notifica della ricezione da parte del gestore».

La documentazione per il cambio di fornitore

Quanto alla documentazione da presentare - Gusmeroli ha fatto riferimento a un presunto caso Roma elencando tutta una serie di documenti da produrre per effettuare il rientro, incluso il certificato catastale - Besseghini ha spiegato che la richiesta di queste informazioni, peraltro formulata anche da altri operatori, è prevista dalla legge per certificare il titolo di utilizzo dell’immobile sia nel regime di maggior tutela che nel mercato libero.

La proposta di Gusmeroli

Gusmeroli ha anche proposto di affidare allo Sportello per il consumatore di Arera la gestione del rientro in maggior tutela «con una semplice telefonata», fornendo i dati personali e il Pod del contatore. Besseghini ha spiegato che l’unificazione di tutte le procedure presso lo sportello potrebbe richiedere tempo e creerebbe dei ritardi data la complessità del processo e la grande mole di dati da gestire.

Gli step informativi nelle bollette

Besseghini ha anche ricordato i due step informativi sulle bollette messi in pista dall’Arera negli ultimi mesi: «Il primo è servito, con l’inserimento nelle bollette di un testo di Arera, a dire che ci sarà il passaggio alle tutele graduali. In questo periodo, poi, da aprile a giugno, tornerà un’ulteriore indicazione per definire chi è il vincitore del servizio a tutele graduali nell’area in cui il cliente è servito». E questo, ha fatto capire Besseghini, per evitare che eventuali comunicazioni del nuovo fornitore vengano interpretate dagli utenti come tentativi di offerte pubblicitarie. «Siamo in attesa di una campagna informativa più generale - ha poi ricordato il presidente dell’Arera - che è quella affidata dall’ultimo decreto Energia al ministero e all’Acquirente Unico. E questa sarebbe molto utile che partisse perché questo è il momento in cui gli effetti del passaggio cominciano a dispiegarsi e sarebbe utile spiegare cosa succederà».

Energia, Besseghini "Mercato competitivo vantaggio per i consumatori"

L’andamento dei prezzi

Infine, un passaggio sulle tariffe dell’elettricità sul mercato libero che in questo momento non sono convenienti rispetto a quelle del mercato tutelato. «È probabile che l’attività commerciale in questo momento abbia scontato per tempo il fatto che la tutela era prevista in uscita per il mese di gennaio, e quindi l’attività commerciale degli operatori si sia concentrata su quella dimensione. Ma è un’ipotesi, non abbiamo un elemento certo per dire perché il libero ha deciso di non competere più rispetto al servizio di tutela», ha spiegato Besseghini. Va detto che anche il prezzo di tutela, in condizioni non patologiche si è sempre mosso intorno a quello del mercato libero - ha aggiunto -. Il mercato di tutela doveva esprimere un prezzo efficiente confrontabile con quello del mercato libero. Questa cosa non sta avvenendo in questa fase. Ma se si guardano le curve con l’andamento dei prezzi dal 2019 al 2023, si vede come il libero sconti un ritardo inerziale nel suo recupero nella fase finale del 2023. Possiamo immaginare che ci sia una situazionein cui stiamo ancora scontando una fase di rientro dei prezzi del libero, che deve ancora interiorizzare gli sconti che ha garantito ai consumatori nella fase precedente».

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