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Atene, tra mito e realtà: sotto l’Acropoli cresce la città delle disuguaglianze

La capitale greca mostra un forte divario sociale e urbano, con quartieri centrali in crescita e periferie segnate da carenze abitative, trasporti e servizi essenziali

di Silvia Martelli (Il Sole 24 Ore, Italia) e Lena Kyriakidi (EfSyn, Grecia)

La periferia di Atene

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Le grandi città europee raccontano storie di prosperità e crescita, ma anche di profonde disuguaglianze. Milano, Parigi, Atene e Madrid mostrano come centri economici e culturali possano convivere con periferie segnate da precarietà abitativa, difficoltà di accesso ai servizi e marginalizzazione sociale. Dalle banlieues parigine ai quartieri popolari milanesi, dai sobborghi ateniesi alle periferie madrilene, emerge un filo comune: lo sviluppo urbano spesso avanza più rapidamente del tessuto sociale, generando città “a due velocità” dove le opportunità non sono distribuite in modo equo. Analizzando redditi, accesso alla casa, trasporti e spazi pubblici, questi reportage offrono uno sguardo comparato su come le periferie delle metropoli europee vivano una doppia realtà, tra ricchezza e fragilità. Dopo le puntata su Milano e Parigi, di seguito il reportage su Atene.

Atene è una città di contrasti, dove l’antico convive con il moderno, e dove il mito si intreccia con la quotidianità. È la capitale culturale e politica della Grecia, cuore della storia millenaria del Paese, ma anche laboratorio di un’urbanistica anarchica, segnata da decenni di costruzioni arbitrarie e da una cronica mancanza di pianificazione pubblica. Sotto l’ombra dell’Acropoli, tra vicoli storici e quartieri rinnovati, si nascondono periferie dove traffico, disuguaglianze sociali e crisi abitativa rendono la vita quotidiana una sfida costante.

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Una città cresciuta in modo anarchico

La mancanza di terreni pubblici, combinata con interventi urbanistici intensi e spesso improvvisati sin dal XIX secolo, ha trasformato Atene in una città senza regole chiare. Questa anarchia edilizia si riflette tanto nei quartieri centrali quanto nelle periferie. Ancora oggi, eventi come le inondazioni dimostrano quanto le scelte urbanistiche del passato continuino a pesare sulla vita dei cittadini. Nove anni dopo le alluvioni che uccisero 23 persone in Attica, un’altra tragedia ha colpito Glyfada, quartiere della costa meridionale, dove una donna è stata travolta dalle acque il 21 gennaio 2026. Le inondazioni non derivano solo dalle costruzioni illegali in zone un tempo occupate dai fiumi Ilissos e Kifissos, ma anche dall’assenza di piani di prevenzione, opere pubbliche e fondi per protezione civile, problemi che si ripetono da decenni.

Traffico e accesso ai servizi

I contrasti tra centro e periferia si manifestano quotidianamente nelle difficoltà di spostamento e nell’accesso ai servizi sanitari. Nei sobborghi, i tempi di percorrenza possono moltiplicarsi: per raggiungere un ospedale pubblico, molti residenti devono affrontare strade congestionate o percorsi lunghi, con costi aggiuntivi per taxi o mezzi privati. Un anziano di Petroupolis, nella periferia occidentale, racconta di dover spendere fino a 60 euro per raggiungere l’ospedale Alexandra dove riceve cure oncologiche, perché non può guidare.

La mancanza di ospedali e ambulatori pubblici nelle periferie, combinata con collegamenti di trasporto meno frequenti rispetto al centro, rende l’accesso alla sanità un privilegio per chi vive nei quartieri centrali e una difficoltà insormontabile per molti nelle periferie occidentali e settentrionali.

La peggiore crisi abitativa degli ultimi 50 anni

Se i problemi di mobilità e salute rappresentano le disuguaglianze più evidenti, il nodo principale rimane la crisi abitativa. La città ha iniziato a occuparsi di politiche abitative negli anni ’20, a seguito dell’arrivo di 230 mila rifugiati dall’Asia Minore, ma negli ultimi decenni l’assenza di una strategia pubblica coerente ha peggiorato la situazione.

La liberalizzazione dell’uso del territorio ha favorito la gentrificazione incontrollata nei quartieri centrali: Monastiraki, Petralona, Koukaki, Pangrati ed Exarchia registrano aumenti vertiginosi nei prezzi degli affitti e degli acquisti. Donne e famiglie che avrebbero dovuto essere tutelate hanno visto le loro abitazioni messe all’asta, non per insolvenza, ma perché i fondi e le società immobiliari puntavano al valore strategico della zona.

Anche le periferie occidentali, simbolo dei quartieri più poveri, subiscono la pressione del mercato. Quartieri come Peristeri, storicamente popolari, oggi non sono più accessibili per molti abitanti a causa degli aumenti di prezzo, mentre aree un tempo marginali come Nea Smyrni e Nea Ionia stanno diventando sempre più richieste, aumentando la competizione per le abitazioni.

Tra periferie povere e aree di lusso

Atene mostra così un doppio volto. Nelle zone centrali e meridionali, vicino all’Acropoli e al mare, i prezzi degli immobili e dei canoni di affitto raggiungono cifre che rendono impossibile la vita per le famiglie medie. Nei quartieri periferici occidentali e settentrionali, invece, la vita è caratterizzata da mancanza di servizi, trasporti congestionati, scuole e ospedali insufficienti, mentre le costruzioni spesso non rispettano criteri di sicurezza o pianificazione urbana.

I sobborghi non sono solo luoghi di difficoltà economica. Qui esistono comunità coese, legami sociali e culture locali che resistono nonostante la pressione del mercato immobiliare e l’assenza di investimenti pubblici. Tuttavia, la combinazione di gentrificazione, aumento dei prezzi e interventi urbanistici non sempre partecipati rischia di trasformare interi quartieri in “città dormitorio”, dove nuovi residenti non hanno alcun legame con la comunità esistente.

L’urgenza di interventi pubblici

Il problema non è solo locale. La città ha bisogno di una politica abitativa coordinata, di infrastrutture pubbliche per la mobilità, di ospedali e scuole nelle periferie e di progetti di prevenzione ambientale per affrontare i rischi legati alle inondazioni. Secondo gli esperti, senza un intervento pubblico efficace, i divari tra chi vive al centro e chi nelle periferie continueranno a crescere.

Atene, come Milano e Parigi, è una capitale globale con un centro ricco di servizi e attrazioni, ma le periferie raccontano un’altra storia: famiglie che lottano per avere una casa sicura, cittadini costretti a spostarsi ore per curarsi e quartieri dove le comunità resistono a fatica.

*Questo articolo rientra nel progetto di giornalismo collaborativo europeo “Pulse”

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