La proposta Delrio

Antisemitismo, il Ddl dei riformisti dem è un caso: ecco cosa sta succedendo

Arriva la bocciatura di diversi scrittori e studiosi degli ebrei e dell’antisemitismo, secondo cui sono «inaccettabili e pericolosi» i disegni di legge sul tema in discussione in Parlamento

di Redazione Roma

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Rimane aperto lo scontro nel Pd sul ddl presentato dal senatore dem Graziano Delrio in materia di contrasto all’antisemitismo. I riformisti non mollano, nonostante lo stop del partito. Mentre arriva la bocciatura di diversi scrittori e studiosi degli ebrei e dell’antisemitismo, secondo cui sono «inaccettabili e pericolosi» i disegni di legge sul tema in discussione in Parlamento. La commissione Affari costituzionali del Senato ne conta quattro, depositati da Forza Italia, Lega, Pd e Italia Viva. E le scintille tra i dem riaccendono le aspettative dei partiti di maggioranza. Con azzurri e leghisti pronti a spingere per una discussione rapida dei testi che presentano diversi punti in comune. Tra questi, l’applicazione della definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance.

L’appello

Ed è proprio su questa definizione che la polemica diventa rovente anche al di fuori delle aule parlamentari. All’appello degli intellettuali, si aggiunge l’Unione delle comunità ebraiche italiane. Che attacca: «Boicottare il percorso parlamentare equivale a porsi al servizio di chi continua a favorire odio antisemita». L’auspicio della presidente dell’Ucei Noemi Di Segni è «che si giunga a definire un unico testo di legge ben ragionato e in tempi rapidissimi in vista del 27 gennaio». Opinione opposta a quella espressa da diversi intellettuali, secondo cui è «controproducente introdurre leggi speciali che di fatto separano l’antisemitismo dalla lotta contro ogni forma di razzismo». Tra i firmatari dell’appello, Anna Foa, Roberto Della Seta, Helena Janeczeck, Carlo Ginzburg, Lisa Ginzburg, Gad Lerner e Roberto Saviano. Che insistono. «Queste iniziative legislative usano la lotta all’antisemitismo come strumento politico per limitare la libertà del dibattito pubblico, della ricerca e della critica legittima a Israele».

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Il Pd serra i ranghi

Mentre si infiamma la polemica fuori dal Parlamento, la I commissione del Senato è impegnata a registrare un via vai di firme sul ddl Delrio. Dopo l’alt del capogruppo Pd Francesco Boccia, ritirano le sottoscrizioni i senatori dem Valeria Valente, Antonio Nicita, Andrea Martella e Beatrice Lorenzin. Ma si aggiungono quelle dei senatori di Azione Carlo Calenda e Marco Lombardo. Intanto, restano saldi nelle intenzioni i riformisti dem. Simona Malpezzi assicura che non c’è nessuna volontà di ritirare il ddl e insiste sul «bisogno di discutere in Parlamento di questo tema». Mentre dal capogruppo Boccia arriva un’altra stroncatura. Torna a definire il ddl Delrio «un’iniziativa a titolo personale, non rappresentativa della posizione del Pd che rimane limpida e non negoziabile».

Fronti opposti

La battaglia tra i riformisti e i dem più vicini alla segretaria Elly Schlein proseguirà dunque in commissione. Dove Lega e Forza Italia sono pronti ad accelerare. «I quattro ddl - spiega il leghista Gian Marco Centinaio - presentano diversi elementi condivisi. La commissione può discuterli, modificarli e votarli. L’unica cosa che non può fare è farsi fermare dai veti di chi cerca i voti dei vandali che devastano le nostre città». L’auspicio è di arrivare in Aula già ai primi mesi del prossimo anno. Prospettiva condivisa anche dal capogruppo di Fi Maurizio Gasparri, che difende il ddl FI a sua firma. «Non è una legge a tutela del governo israeliano, ma è a tutela degli ebrei e dello Stato di Israele», spiega. Per poi prendersela con «molti settori della sinistra italiana colpiti dalla sindrome dell’antisemitismo». Mentre dal “campo largo” Angelo Bonelli di Avs incalza: “Le forze progressiste difendano la libertà di critica”.

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