Clima

Allarme caldo in tutta Europa, record in Spagna: 46 gradi in Andalusia

L’ondata di caldo non risparmia il Regno Unito, e in particolare Londra, dove ha appena preso il via il torneo di tennis di Wimbledon. Il premier francese, François Bayrou, ha deciso di rinviare precedenti impegni per seguire da vicino l’evolversi dell’allerta caldo in Francia

Una donna usa un ventaglio a mano per rinfrescarsi durante la prima ondata di caldo estivo a Siviglia, in Spagna, il 30 giugno 2025. REUTERS/Marcelo del Pozo

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È allarme caldo in tutta Europa, assediata da temperature canicolari a pochi giorni dall’inizio ufficiale dell’estate che quest’anno rischia di battere ogni record per il disagio percepito dai cittadini.

La Spagna è uno dei paesi più colpiti dall’ondata di caldo davvero senza senza precedenti, registrando temperature ai massimi storici per il mese di giugno. Sabato scorso i termometri di El Granado a Huelva, nella regione meridionale dell’Andalusia, hanno raggiunto i 46 gradi, un livello mai registrato prima in questo periodo dell’anno. superando il precedente primato di 45,2 registrato a Siviglia nel 1965, segnala l’Agenzia statale di meteorologia Amet.

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L’eccezionale ondata di calore, che si prevede durerà almeno fino a domani e proseguirà su valori leggermente più moderati fino a giovedì, ha fatto scattare l’allerta sanitaria in tutto il Paese. Il ministero della Sanità e l’Amet hanno classificato circa 1.100 comuni iberici (il 13% del totale) a rischio elevato per la salute a causa delle alte temperature, con 14 ’zone di meteo-salute’, a livello 3 di allerta su 4.

L’impatto dell’ondata eccezionale di caldo ha avuto già effetti tragici a Barcellona, dove è stata avviata un’indagine sulla morte di una dipendente dei servizi di pulizia comunali, di 51 anni, avvenuta sabato dopo aver ultimato il suo turno di lavoro. Secondo alcuni colleghi e i familiari, la donna aveva accusato un malore durante il servizio, ma i superiori le avrebbero consigliato di rinfrescarsi e di non lasciare in anticipo il turno di lavoro. Organizzazioni sindacali mettono in guardia sui pericoli del caldo estremo, che evidenzia l’urgenza di misure preventive di protezione per i lavoratori esposti.

Caldo fuori controllo anche a Wimbledon

L’ondata di caldo non risparmia il Regno Unito, e in particolare Londra, dove ha appena preso il via il torneo di tennis di Wimbledon, terza prova stagionale del Grande Slam, con una prima giornata che rischia di registrare temperature infernali. Poco prima dell’inizio delle prime partite, alle 11:00 ora locale di lunedì, la temperatura era già di 28 gradi Celsius, a un passo dai 29,3 gradi Celsius, misurati durante il primo giorno delle due settimane del 2001. La temperatura media diurna a Londra a giugno è stata negli ultimi giorni di 21,5 gradi.

“Passerò l’intera giornata spostandomi da un posto all’ombra all’altro”, ha detto Sally Bolton, amministratore delegato dell’All England Club. “Ovviamente, è una giornata molto calda. La prima cosa ovvia da dire è che gli atleti gareggiano con temperature come queste tutto l’anno nel tour”, ha detto Bolton. “Per noi britannici qui ai Championships, fa molto caldo”, ha aggiunto.

Premier francese annulla gli impegni per seguire l’allerta in Francia

Il premier francese, François Bayrou, ha deciso di rinviare precedenti impegni per seguire da vicino l’evolersi dell’allerta caldo in Francia, che da oggi tocca un numero record di dipartimenti (province) del Paese, secondo le previsioni fornite da Météo France, la grande agenzia meteo d’Oltralpe. Già da ieri, riferiscono i servizi di Bayrou, il premier segue ’’in tempo reale la situazione meteo’’, perché ’’la durata, l’estensione geografica e l’intensità di questo episodio di caldo torrido necessitano una vigilanza particolare’’, si precisa nella nota diffusa da Palazzo Matignon. Quindi la garanzia che il governo è ’’pienamente mobilitato’’ e l’nvito alla popolazione a dar prova della ’’più grande prudenza e vigilanza di ognuno, in particolare, nei confronti dei più fragili”. In Francia è ancora vivo il ricordo del picco di caldo dell’estate 2003 - la cosiddetta ’canicule’, parola di derivazione latina con cui i cugini d’Oltralpe definiscono i fenomeni di forte calura - con una stima di oltre 10 mila decessi. Il dato era stato calcolato sull’aumento dei morti nel periodo rispetto alla media degli anni precedenti. Colpiti soprattutto donne e anziani.

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