Caldo record, lo zero termico sopra i 5.000 metri: ghiacciai alpini e Mediterraneo a rischio
La ciliegina sulla torta di questo giugno 2025 è la quota cui si pensa arriverà lo zero termico nei prossimi due o tre giorni: più di 5.300 metri, parecchio più del Monte Bianco, che è a soli 4.806 metri
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Negli ultimi giorni, quasi in tutta Italia, attraversare a piedi una piazza, magari senza alberi e fra le 12 e le 15, ci ha fatto provare l’esperienza di un safari, nel senso cha ha nella lingua Swahili: la traversata nel deserto.
Caldo, afa, a volte vento caldo, un anticiclone africano che sempre più spesso si instaura per molti giorni sulle nostre regioni, con conseguenza di grandi tempeste specie nelle zone di pianura. Un quasi tornado, il 25 giugno, nella zona di Treviso e Pordenone ha mostrato correnti alte fino a 12.000 metri e provocato grandine con chicchi di 10 centimetri e più, che daranno parecchio lavoro ai carrozzieri del nord est.
La ciliegina sulla torta di questo giugno 2025 è poi la quota cui si pensa arriverà lo zero termico nei prossimi due o tre giorni: più di 5.300 metri, parecchio più del Monte Bianco, che è a soli 4806 metri.
Lo zero termico, che si determina lanciando palloni sonda che segnalano la temperatura e l’altezza via radio, è il punto dell’atmosfera in cui la temperatura passa da positiva, fosse anche un solo grado, a negativa; con questi valori in linea di principio la neve che si trova sulla punta estrema di quella montagna può sciogliersi.
Di sicuro le rocce, specie delle belle Dolomiti, sono messe a dura prova da queste escursioni termiche e anche dall’acqua che scende da nevai e ghiacciai; qualche frana è dovuta sicuramente anche a questo.











