Clima

Vietato il lavoro nelle ore con temperature alte: i provvedimenti regione per regione

Diverse le regioni che attualmente prevedono uno stop per alcune attività lavorative nelle ore più calde della giornata

di Martina Amante

Aggiornato il 1° luglio 2025, ore 07:50

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Pioggia e caldo hanno fatto due morti ieri in italia. Nel torinese un 70enne è annegato nel rio frejus esondato, nel bolognese un 47enne è stato vittima di un malore in un cantiere. Oggi allerta gialla per maltempo in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. Campobasso si aggiunge oggi alle 17 città da bollino rosso. Dopo il Lazio, sono state numerose le regioni che hanno deciso di dare uno stop alle attività lavorative nelle ore più calde.

Lombardia

In Lombardia, dal 2 luglio e fino al 15 settembre, sarà vietata l’attività lavorativa all’aperto tra le 12:30 e le 16:00 nelle aree edili, cave, aziende agricole e florovivaistiche, limitatamente nei giorni in cui sarà segnalato (sulla mappa giornaliera sul sito ’www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/’) un livello di rischio “alto”. Lo prevede un’ordinanza del presidente della Regione, Attilio Fontana, dopo una riunione con le organizzazioni sindacali e i datori di lavoro convocata dall’assessore al Welfare, Guido Bertolaso.

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Sicilia

Stop alle attività in alcuni settori produttivi durante le ore più calde nelle giornate e nelle aree ad alto rischio per le elevate temperature. È quanto prevede un’ordinanza firmata oggi dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e che resterà in vigore fino al 31 agosto. Il divieto riguarda le aziende agricole, florovivaistiche, edili (e affini) e le cave. Lo stop scatterà dalle 12.30 alle 16 nelle aree e nei giorni in cui verrà segnalato, nella fascia oraria, un livello di rischio alto dalla mappa ’Lavoratore al sole e attività fisica intensa’ disponibile sul sito internet del progetto Worklimate 2.0 dell’Inail. «Abbiamo voluto riproporre anche quest’anno l’ordinanza – spiega il presidente Schifani – perché non possiamo restare indifferenti davanti ai rischi estremi causati dal caldo, soprattutto per chi lavora all’aperto e senza protezioni. Questo provvedimento è un atto di civiltà e rispetto nei confronti dei lavoratori per proteggerli e prevenire tragedie annunciate. È una misura concreta, basata su dati scientifici, che richiede la massima collaborazione da parte delle imprese e dei datori di lavoro. La sicurezza non può e non deve essere mai considerata un optional».

Toscana

Fino al 31 agosto 2025, su tutto il territorio regionale della Toscana, nei giorni classificati con un livello di rischio stress termico alto nella mappa Worklimate (www.worklimate.it) sarà in vigore il divieto di lavorare tra le ore 12:30 e le ore 16:00 per chi svolge attività fisica intensa con esposizione prolungata ai raggi solari. A stabilirlo il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che ha firmato un’ordinanza di igiene e sanità pubblica per ribadire la necessità di tutelare i lavoratori maggiorente esposti al rischio calore, cioè alle conseguenze di elevate temperature e prolungata esposizione al sole. L’ordinanza ha validità immediata e il suo mancato rispetto comporterà sanzioni.

Abruzzo

A tutela dei lavoratori esposti al sole in condizioni di attività fisica intensa, l’assessorato alle Attività produttive della Regione Abruzzo ha predisposto una nuova ordinanza firmata dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, per far fronte all’emergenza caldo. Il provvedimento stabilisce, su tutto il territorio regionale, il divieto di svolgimento di attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12.30 alle ore 16.00, fino al 31 agosto 2025, nei seguenti settori: agricolo e florovivaistico, cantieri edili e attività affini. “Si tratta di una misura importante – ha dichiarato l’assessore Tiziana Magnacca – per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori più esposti alle conseguenze delle alte temperature. Già lo scorso anno, a seguito del confronto con i sindacati regionali, il presidente Marsilio aveva adottato un’ordinanza analoga, che si applicava nei soli giorni in cui il sito www.worklimate.it segnalava un livello di rischio ‘alto’ per i lavoratori sottoposti a intensa attività fisica al sole”. Restano salvi eventuali provvedimenti sindacali a livello comunale, purché non in contrasto con l’ordinanza e gli obblighi previsti dalla normativa vigente a carico dei datori di lavoro in materia di salute e sicurezza. L’ordinanza non si applica alle Pubbliche amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio e ai loro appaltatori quando l’attività sia legata a interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumità. In ogni caso, è fatto obbligo di adottare misure organizzative e operative adeguate a contenere i rischi legati all’esposizione al caldo entro livelli accettabili.

Calabria

A pochi giorni di distanza dal Lazio, anche la Calabria ha adottato un’ordinanza analoga (firmata il 10 giugno) estesa all’intero territorio calabrese, e per la prima volta l’Umbria ha deciso di anticipare i tempi rispetto all’anno precedente, varando la sua ordinanza anti-caldo già a metà giugno 2025.

Puglia

L’ultima ordinanza in ordine di tempo è quella firmata dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Il provvedimento resterà valido fino al 31 agosto 2025. Oltre al divieto nelle ore centrali, l’ordinanza impone ai datori di lavoro: anticipo degli orari di inizio attività; aumento delle pause in zone ombreggiate; distribuzione di acqua fresca; fornitura di indumenti idonei al caldo; rotazione dei turni per ridurre l’esposizione. In alcuni territori del Salento, diversi Comuni si erano già mossi in anticipo, introducendo ordinanze locali contro il lavoro nelle ore più calde, soprattutto per proteggere i braccianti agricoli.

Umbria

Anche in Umbria così come in Puglia l’ordinanza è attiva. Per limitare l’attività lavorativa nei settori più esposti alle ondate di calore. Il divieto si applica nei giorni in cui il sistema nazionale Worklimate segnala un livello di rischio “alto” per i lavoratori esposti al sole e impegnati in mansioni faticose.

Sardegna

Quando scatta l’allerta meteo per il caldo in Sardegna si devono bloccare i lavori all’aperto nelle ore di punta. La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha firmato un’ordinanza per salvaguardare i lavoratori durante l’emergenza caldo. L’ordinanza urgente impone «il divieto di svolgimento di attività lavorative all’aperto, nei settori agricolo, florovivaistico e dell’edilizia, dalle 12:30 alle 16, fino al 31 agosto 2025». Dalla Regione specificano che il provvedimento si applica solo nei giorni in cui il sistema Worklimate, sviluppato da Inail e Cnr, segnala un livello di rischio “alto” per esposizione al caldo”.

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