Indagine Nomisma

Al top delle preferenze l’assistenza sanitaria

Nove italiani su dieci vorrebbero dai datori servizi per la salute

di Serena Uccello

(Adobe Stock)

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Nove italiani su dieci ambirebbero a lavorare per aziende che, insieme all’aspetto retributivo, dimostrano di voler curare anche il benessere dei dipendenti, erogando beni e servizi finalizzati alla tutela della salute. È quanto emerge dall’ultima indagine realizzata da Nomisma per l’Osservatorio Sanità di UniSalute. Due gli scopi della rilevazione: tracciare una mappa dei bisogni e al tempo stesso registrare la situazione di fatto.

I dati

L’87% dei dipendenti italiani, che finora non ha avuto modo di usufruire di benefit di tipo sanitario, vorrebbe che fossero introdotti dalla propria azienda. L’indagine è stata realizzata a ottobre 2025 su un campione di 1.200 italiani con età compresa fra 18 e 70 anni, stratificato per età, sesso e area geografica, con sovracampionamento nelle province di Milano, Torino, Padova, Bologna, Napoli.

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A sollecitare e a spiegare questo genere di richiesta è soprattutto un dato: solo il 42% delle aziende italiane offre questi servizi a tutti i dipendenti, mentre un ulteriore 22% li prevede solo per alcuni inquadramenti. Addirittura, il 36% delle aziende fino a questo momento non prevede piani di welfare aziendale.

Assistenza medica e fringe benefit

Un bisogno reso ancora più urgente dall’attuale contesto sociale. La rilevazione spiega, infatti, che avere dei servizi sanitari inclusi nel proprio contratto di lavoro si conferma un’opportunità sempre più interessante, in un contesto in cui la maggior parte degli italiani soffre i tempi d’attesa troppo lunghi del Servizio sanitario nazionale (76%), ma anche l’aumento dei costi delle cure mediche negli ultimi anni nel settore privato (67%). Stretti pertanto tra la fragilità del settore pubblico e l’esosità di quello privato i lavoratori guardano all’ombrello del welfare aziendale con sempre maggiore interesse. Anche alla luce delle esperienze già sul campo.

Tra coloro che non dispongono di benefit, a generare l’interesse maggiore sono soprattutto quelli riguardanti l’assistenza sanitaria, come avere costi ridotti per servizi sanitari convenzionati e il rimborso di spese mediche: a desiderare di poterne usufruire è il 64% degli intervistati. Al secondo posto si trovano i fringe benefit (29%), che vanno dai buoni spesa all’auto aziendale, seguiti dalla previdenza integrativa (27%).

Tra coloro che invece dispongono di servizi di welfare nel proprio contratto di lavoro, il 54% afferma di aver usufruito proprio delle agevolazioni sulle cure mediche negli ultimi dodici mesi. Gli esami specialistici più effettuati sono le visite oculistiche (57%), i test dell’udito (40%) e le visite dermatologiche (40%), che rappresentano - dichiarano gli intervistati - un notevole risparmio sul portafoglio familiare. Nonostante ciò, dalla ricerca è emerso che solo il 38% del campione si dice soddisfatto del welfare aziendale offerto, mentre il 7% è addirittura molto soddisfatto.

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