A ogni isola la sua identità gastronomica: ecco 4 hotel unici che hanno saputo valorizzarla al meglio
Ci sono esempi virtuosi che attraverso la cucina sublimano l’essenza delle isole italiane, raccontando una storia diversa da tutte le altre e diventando casi di business di successo
12' di lettura
I punti chiave
12' di lettura
Nel turismo di alta gamma la gastronomia ha assunto un ruolo che va ben oltre il servizio di ristorazione. Per una clientela internazionale ad alta capacità di spesa, sempre più orientata verso esperienze autentiche, riservate e personalizzate, la qualità della proposta culinaria rappresenta oggi uno degli elementi che contribuiscono alla scelta della destinazione, alla permanenza media e alla fidelizzazione.
Chiedilo al Sole
L’hotellerie di lusso, inoltre, da molti anni ha cambiato l’approccio al suo target altospendente: se, in passato, si cercava una proposta “inclusiva e internazionale” con piatti che potevano “piacere ai turisti”, oggi la rotta è completamente cambiata. Infatti, il senso del viaggio non è una cucina uniforme, che il cliente possa trovare in qualsiasi altra parte del mondo, ma una cucina unica, forte e identitaria, che racconti un territorio specifico.
Questo è il senso del viaggio: una scoperta culturale che comprenda prodotti di eccellenza locali, lavoranti e interpretati con rispetto e creatività. Le proprietà che hanno fatto questa scelta anni fa - puntando tutto su ingredienti local e identità precisa - ora ne raccolgono i risultati con fatturati in crescita. Ecco tre esempi virtuosi di luxury hotel che sublimano la cucina di un’isola, raccontando una storia diversa da tutte le altre.
7Pines di Baja Sardinia: con la stella il fatturato del fine dining vola a +80%
Negli ultimi anni la Costa Smeralda sta vivendo una trasformazione significativa. Accanto al lusso più iconico e internazionale, cresce la domanda di esperienze autentiche, capaci di raccontare l’identità della Sardegna attraverso il paesaggio, l’artigianato, la gastronomia e il rapporto con il territorio. È la direzione intrapresa fin dall’inizio dal 7Pines Resort Sardinia di Baja Sardinia, boutique resort di 75 camere immerso in 14 ettari di macchia mediterranea, dove il concetto di quiet luxury, un “lusso rilassato” che non imbriglia il cliente il regole rigide.
Dai pavimenti in marmo di Orosei ai manufatti realizzati da artigiani sardi, fino ai prodotti di benvenuto selezionati da piccoli produttori locali, ogni elemento contribuisce a costruire un’identità riconoscibile e coerente che parla di “Sardegna vera”.
Con un fatturato complessivo di circa 17 milioni di euro, il 7Pines Resort Sardinia genera attraverso il comparto Food & Beverage circa 5 milioni di euro, pari a quasi il 30% dei ricavi totali.
L’offerta gastronomica si articola in quattro concept complementari: Capogiro, ristorante stellato Michelin guidato dall’executive chef Pasquale D’Ambrosio; Spazio by Franco Pepe, nato dalla collaborazione con uno dei più celebri maestri pizzaioli al mondo; il Cone Club, beach club che unisce dining, mixology ed entertainment; e la Bollinger Terrace, terrazza dedicata all’aperitivo e agli champagne. A questi si aggiunge il comparto eventi e banqueting. Nel dettaglio, Spazio by Franco Pepe genera 1,7 milioni di euro, il Cone Club 1,3 milioni, Capogiro 1 milione, gli eventi e banqueting 800 mila euro e la Bollinger Terrace 200mila euro.











