Automotive

Vw, il Ceo Blume valuta di tagliare fino a 100.000 posti di lavoro nei prossimi anni

I vertici della società pianificano una ristrutturazione profonda, con riduzione degli investimenti e scorporo di marchi. Prevista anche la chiusura di stabilimenti in Germania. Lo riporta Manager Magazin

di Matteo Meneghello

Volkswagen ID.7 in linea di produzione  REUTERS

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Il ceo di Volkswagen, Oliver Blume, punta a tagliare fino a 100mila posti di lavoro dall’attuale organico globale nei prossimi anni: è quanto riferisce Manager Magazin.

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Iniziano quindi a emergere dettagli sul piano di revisione dei costi del gruppo ventilato nelle ultime settimane, dopo che anche il ceo della controllata Porsche Michael Leiters, parlando all’assemblea dei soci, si era detto pronto a ridurre e approfondire la cooperazione all’interno del Gruppo Volkswagen per tagliare i costi di sviluppo, segnalando anche l’avvio di un’interlocuzione sindacale.

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Ma la Casa madre sembra accelerare. La testata economica tedesca afferma che Blume intende ridurre gli investimenti del gruppo Volkswagen di circa il 15%, portandoli a poco più di 130 miliardi di euro (148 miliardi di dollari) nell’arco dei prossimi cinque anni.

Secondo il rapporto, il marchio principale Volkswagen (da anni soffre la bassa redditività) e gli stabilimenti di produzione di componentistica verrebbero scorporati dall’attuale struttura del gruppo per confluire in entità separate. Nel medio termine, Volkswagen prevede anche di chiudere i propri stabilimenti produttivi di Hannover, Zwickau ed Emden, nonché un impianto del marchio consociato Audi a Neckarsulm – tutti situati in Germania – cessando la produzione una volta terminato il ciclo di vita dei modelli attualmente realizzati in tali siti.

I piani, presentati dal ceo durante una riunione del consiglio di gestione all’inizio di questa settimana, includono il raddoppio delle riduzioni del personale fino a un massimo di 100mila unità (il gruppo impiega attualmente circa 657mila persone). La rinnovata spinta alla ristrutturazione di Blume sarà presentata al consiglio di sorveglianza il mese prossimo per essere discussa. La strategia prevede anche il taglio dei costi generali di struttura per 11 miliardi di euro (12,5 miliardi di dollari) entro la fine di questo decennio.Volkswagen «deve subire un profondo cambiamento» ha affermato un portavoce dell’azienda, rifiutando di commentare i dettagli specifici del rapporto.

Blume sta cercando di snellire Volkswagen mentre il produttore industriale si scontra con i dazi statunitensi, una persistente debolezza in Cina e la crescente concorrenza in Europa da parte degli stessi produttori cinesi. Ha fatto alcuni progressi, tra cui la vendita di una quota del 51% della sua unità di motori marini Everllence per raccogliere liquidità. Inoltre circa 28mila lavoratori hanno accettato di lasciare Volkswagen, nell’ambito di un’azione già comunicata per ridurre di 50mila unità i lavoratori in tutto il gruppo entro il 2030. Volkswagen ha anche ridotto la sua capacità produttiva da 12 milioni di veicoli all’anno verso un più realistico obiettivo di 9 milioni. I leader sindacali hanno prontamente respinto i nuovi interventi. «Se tali piani dovessero essere perseguiti - si legge in una dichiarazione congiunta del consiglio di fabbrica dell’azienda e del sindacato IG Metall - ci opporremo ad essi con tutte le nostre forze».

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