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Volkswagen pensa a nuovi tagli per ritrovare slancio

Previsto per il 2026 un margine operativo tra il 4% e il 5,5%, nella fascia più bassa prevista dagli analisti

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Volkswagen punta a ulteriori riduzioni dei costi per proteggere una redditività destinata a rimanere sotto pressione a causa della concorrenza, dei dazi e dei costi di sviluppo dei veicoli elettrici. Il principale produttore automobilistico europeo prevede per quest’anno un margine operativo compreso tra il 4% e il 5,5%, posizionandosi verso la fascia più bassa delle aspettative degli analisti. L’azienda, che ha già pianificato il taglio di circa 50mila posti di lavoro entro la fine del decennio, si concentrerà sull’ottenere maggiori risparmi dalle sue articolate attività.

«Abbiamo ridotto i costi del 20% nei tre principali stabilimenti in Germania, ma dobbiamo fare di più perché i costi in Europa sono ancora troppo elevati e dobbiamo anche affrontare la competizione cinese» ha detto il ceo Oliver Blume durante la call con gli analisti. «Confermiamo l’obiettivo di tagliare 50mila posti di lavoro al 2030, inclusi 35mila in capo a Volkswagen. La capacità di produzione invece sarà ridotta di 700mila auto» ha aggiunto.

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Trattative in corso con gruppi della Difesa

Quanto agli impianti, Blume ha confermato trattative in corso con gruppi della Difesa per il sito di Osnabruck nella Bassa Sassonia con l’obiettivo di «raggiungere un accordo entro l’anno» ha concluso.

Volkswagen sta contrastando la rapida concorrenza in Cina, tuttora il suo mercato principale, e la debolezza della domanda in Europa, dove la transizione verso l’elettrico rimane instabile. Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran sta inoltre aumentando i rischi di interruzioni della catena di fornitura e di ritardi nella spesa dei consumatori.

Le azioni sono salite fino al 2,6% nelle prime contrattazioni a Francoforte, nonostante le perdite del 2025 si attestino intorno al 13%. La società ha proposto di ridurre il dividendo del 17%, portandolo a 5,26 euro per azione.

L’utile operativo

Per quanto riguarda l’anno scorso, l’utile operativo si è più che dimezzato dopo che il marchio Porsche ha ridimensionato i costosi piani sui veicoli elettrici e i dazi statunitensi hanno pesato sui bilanci. L’utile operativo rettificato è sceso del 54% a 8,9 miliardi di euro nel corso del 2025.

Gli oneri e le svalutazioni presso Porsche hanno guidato il ribasso, con i margini del produttore della 911 rimasti quasi invariati.

A gennaio, Volkswagen aveva già riportato un flusso di cassa automobilistico superiore alle attese per l’anno passato, dopo aver posticipato diversi progetti e investimenti nell’ambito di una revisione della strategia Ev. Molte case automobilistiche hanno ridotto i propri piani aggressivi di lancio di auto a batteria, dopo che la domanda si è rivelata inferiore alle aspettative.

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