Volkswagen: ancora scioperi contro i tagli. Scholz: «Sbagliato chiudere le fabbriche»
Nuovo round di negoziati tra sindacati e azienda, mentre i lavoratori tornano a bloccare la produzione in Germania. Il cancelliere tedesco: «Chiudere gli impianti non sarebbe la strada giusta, le cattive decisioni del management hanno contribuito alla difficile situazione»
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Secondo lunedì di sciopero in due settimane per i lavoratori della Volkswagen: lunedì 9 dicembre, in migliaia si sono riuniti davanti ai cancelli del quartier generale di Wolfsburg, mentre andava in scena il quarto round di negoziati tra azienda e sindacati. Il blocco della produzione, per quattro ore, colpisce a rotazione gli impianti del Paese. E arriva l’appoggio del cancelliere uscente, Olaf Scholz: «Sbagliato chiudere le fabbriche».
«Fiducia distrutta»
L’azienda insiste sulla necessità di tagliare i costi di produzione per recuperare efficienza e redditività e ha minacciato la chiusura di stabilimenti in Germania (fino a tre). Per evitare migliaia di licenziamenti, Ig Metall ha avanzato un piano alternativo, che include la riduzione dell’orario di lavoro e la rinuncia ai bonus e che permetterebbe all’azienda di risparmiare 1,5 miliardi di euro, secondo i suoi calcoli. La controproposta del sindacato è stata però bocciata dai manager.
Già prima dell’inizio dei colloqui, i leader sindacali hanno minacciato altri scioperi, se l’azienda non farà passi nella loro direzione. «La fiducia è stata distrutta, i lavoratori sono molto arrabbiati. Il marchio VW rischia di essere danneggiato dal comportamento del consiglio di amministrazione», ha dichiarato Thorsten Groeger, capo negoziatore di Ig Metall.
Il gruppo, guidato dall’amministratore delegato Oliver Blume, sta cercando di colmare un buco di 4 miliardi di euro nel suo programma di taglio dei costi da17 miliardi per il marchio VW e le unità collegate. Il titolo è tra quelli che hanno registrato le peggiori performance tra le case automobilistiche europee, con un calo di quasi il 25% quest’anno.
Scholz boccia i manager: «Sbagliato chiudere fabbriche»
Contro le chiusure e contro la dirigenza si è schierato il cancelliere uscente e leader della Spd, Olaf Scholz: «La mia opinione è chiara: chiudere le fabbriche non sarebbe la strada giusta. Non sarebbe giusto perché le cattive decisioni del management hanno contribuito alla difficile situazione», ha detto domenica 7 dicembre. Anche lo Stato della Bassa Sassonia, che è il secondo azionista di Volkswagen ed è guidato dalla Spd, ha esortato a evitare le chiusure.








