Voli aerei, l’Italia traina l’estate con 5mila collegamenti al giorno
Ad agosto partenze e arrivi quotidiani aumentati del 6,5% (310 in più rispetto al 2025), contro la media europea del +2,3%. Sicilia e Sardegna a +9,4%
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Il rincaro del carburante e le tensioni internazionali non hanno fermato il traffico aereo durante l’estate 2026. Nonostante i timori iniziali, il mese di agosto si è chiuso con un aumento del 2,3% dei voli da e per l’Europa rispetto al 2025.
In attesa di capire l’impatto del “blocco” che la scorsa settimana ha coinvolto gli scali di Londra, secondo i dati di Eurocontrol l’Italia ha trainato la crescita del traffico europeo nei mesi estivi, con oltre 5mila voli medi al giorno (tra partenze e arrivi). Ad agosto negli aeroporti italiani sono decollati o atterrati 310 aerei in più ogni giorno rispetto all’anno scorso. Si tratta di un aumento del 6,5%, il secondo più elevato del continente dopo quello della Polonia (+7,6%). Di questi 310 movimenti giornalieri in più, 50 si concentrano tra Roma Fiumicino (+31) e Milano Malpensa (+19), con una crescita del 3% per entrambi gli scali. Il resto – circa l’84% dell’aumento nazionale – si è registrato al di fuori dei due aeroporti italiani principali. Una dinamica confermata anche dai dati locali di Aeroporti 2030 aggiornati a luglio 2026. Nel pieno dell’estate gli scali italiani più in crescita erano Bergamo, Venezia e Palermo con circa mille movimenti al mese in più ciascuno rispetto al luglio del 2025.
Crescono Mediterraneo e Polonia
A sostenere il traffico aereo italiano è anche la domanda turistica verso le isole: gli aeroporti di Sicilia e Sardegna hanno segnato complessivamente un +9,4% contribuendo a quasi il 30% dell’incremento nazionale.
Il turismo estivo sembra effettivamente spostarsi sempre di più sul Mediterraneo, con un conseguente aumento nel mese di agosto dei voli che interessano i Paesi dell’Europa meridionale: +4,9% per la Grecia e +5,8% per la Spagna.
È rallentato, invece, il traffico aereo estivo dei principali Stati continentali come la Francia (-0,5%), la Germania (-1,9%) e i Paesi Bassi (-1,9%).







