Criteri Esg

Vino e sostenibilità, cantine italiane leader nella certificazione B Corp

Ecco come 7 società vitivincole implementano con successo azioni di responsabilità sociale rispettando l’ambiente

di Emiliano Sgambato

La cantina dei Feudi di San Gregorio costruita all’insegna della sostenibilità

4' di lettura

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Perlage Winery, Feudi di San Gregorio, Avignonesi, Tasca d’Almerita, Cielo e Terra, Perrini e Marcel Zanolari: solo solo sette, ma bastano per fare dell’Italia il Paese leader in europa nella sostenibilità certificata B Corp in ambito vitivinicolo. Secondo i dati B Lab (la Fondazione che rappresenta e coordina il movimento delle B Corp) l’Italia infatti raccoglie il 30% delle B Corp presenti in Europa (23 in totale) e il 10% delle realtà mondiali, superando la Francia e la Danimarca (rispettivamente 6 e 3).

Certificazioni green, trend in crescita

Le 7 cantine certificate nel 2023 si dinguono per l’impegno verso la sostenibilità e la responsabilità sociale, «trovando nell’ambiente l’innovazione tecnologica da cui partire per promuovere un reale cambiamento positivo nella filiera». Sempre secondo B Lab, hanno generato un fatturato aggregato di oltre 125 milioni di euro e fanno parte di un movimento che in Italia conta 309 “associate” che occupano oltre 29mila persone, generando un giro d’affari che supera i 15,5 miliardi di euro.
Il “club del vino” è però in crescita: altre 16 aziende hanno deciso di approcciare il modello di sostenibilità e misurare le proprie performance attraverso il metro del B Impact Assessment, mentre due sono già nel percorso di certificazione per il 2025.

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«Il settore vinicolo è un fiore all’occhiello dell’economia italiana e della nostra identità culturale. Le aziende B Corp che operano in questa filiera sono l’incarnazione del savoir faire, e rappresentano modelli virtuosi, creando valore e generando impatti positivi per l’ecosistema naturale, l’ambiente, le comunità e le persone che ci lavorano. Queste realtà - commenta Anna Puccio, managing director di B Lab Italia - hanno scelto di fondere innovazione e sostenibilità, abbracciando la filosofia B Corp, impegnandosi in varie azioni per una viticoltura sostenibile, come ad esempio riducendo l’uso di pesticidi, proteggendo e valorizzando il proprio territorio».

Innovazione green in cantina

Tra le azioni intraprese dalle cantine centificate, Perlage Winery ha risparmiato oltre una tonnellata di materiale da imballaggio convenzionale, grazie alla creazione di materiale a fibre estensibili, ed evitato l’emissione di 214 tonnellate di CO2 attraverso la produzione di bottiglie più leggere.

Feudi di San Gregorio utilizza il 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili, mentre il 40% è autoprodotta da impianti fotovoltaici. Inoltre, l’azienda ha sviluppato l’implementazione di metodi di coltivazione a sempre minore impatto, l’adozione di componenti di packaging più sostenibili, oltre che a progetti attenti al sociale e al territorio.

Avignonesi ha piantato alberi e piante autoctone per proteggere le viti e la biodiversità locale e sta implementando soluzioni di economia circolare per i packaging volte ad aumentare la percentuale di materiali riciclati e riciclabili.

Tasca D’Almerita ha evitato l’emissione di 8,54 tonnellate di C02 grazie alla riduzione del peso delle proprie bottiglie e aumentato del 13% la superficie destinata a zone naturali incolte, laghi, torrenti e boschi. Ha anche dato impulso alla nascita di SOStain, il primo programma di sostenibilità per la viticoltura siciliana.

Perrini alleva animali liberi al pascolo per fertilizzare in modo naturale, sostiene i fornitori e le comunità locali e aderisce al progetto Wine-AUT di solidarietà per ragazzi autistici.

Marcel Zanolari sta abbandonando la monocoltura per introdurre specie vegetali sinergiche al terreno per rendere i vigneti più sani e i vini di maggiore qualità, oltre ad impiegare preparati biodinamici e naturali in alternativa a pesticidi e fertilizzanti.

Infine, Cielo e Terra dal 2017 si alimenta esclusivamente con energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili certificate e negli ultimi cinque anni ha recuperato oltre 45 mila metri cubi di acqua, l’equivalente del consumo annuale di circa 250 famiglie, ha ridotto del 10% la produzione di rifiuti rispetto al 2022, con un calo di circa 40 tonnellate di scarti. La totalità dei rifiuti aziendali è destinata ad operazioni di recupero e riciclaggio, sottolineando l’impegno per una gestione circolare dei materiali. «Grazie a questi risultati - sottolineano da B Lab - Cielo e Terra si conferma la cantina con il più alto fatturato ad essere Zerowaste e con la migliore Water Footprint (Wfp) tra le cantine certificate Viva. Dal 2025, l’azienda utilizzerà solo materiali certificati Fsc, rafforzando ulteriormente il suo approccio sostenibile e responsabile».

Effetti positivi sul fatturato

«Oltre all’impatto positivo sull’ambiente e sulla comunità - spiegano da B Lab - la certificazione B Corp porta con sé ricadute anche in termini economici. Come dimostra una ricerca realizzata dal Research department di Intesa Sanpaolo, nel 2022 l’andamento del fatturato di queste imprese ha presentato una crescita pari al 32,4% in termini mediani rispetto al 2019, superiore rispetto al 19% registrato dalle imprese non B Corp».

La certificazione B Corp e lo status giuridico di società benefit (benefit corporation) sono due cose diverse anche se complementari. Le B Corp sono aziende che a seguito dell’ottenimento di un elevato score nella misurazione del loro impatto socioambientale, hanno ottenuto la certificazione che garantisce che l’azienda operi secondo i più alti standard. La società benefit è invece una forma giuridica che l’azienda può adottare, producendo poi il bilancio di sostenibilità.

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