Vino

Vinitaly superstar social: in 7 giorni 14.700 contenuti e 98 milioni di interazioni

L’analisi di Spin Factor per Il Sole 24 Ore delinea gli argomenti trainanti, le denominazioni più citate e le aziende che hanno catalizzato l’attenzione del pubblico

di Giorgio dell'Orefice

La 58esima edizione di Vinitaly a Verona, 13 aprile 202 ANSA

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Vinitaly superstar sui social. Nell’arco di una settimana si sono registrati infatti 14.700 contenuti, capaci di generare quasi 98 milioni di interazioni. E’ quanto emerge dal rapporto elaborato in esclusiva per il Sole 24 Ore da Spin Factor, società leader a livello nazionale nella consulenza e comunicazione strategica istituzionale e nell’analisi dei dati, attraverso Human, la propria esclusiva piattaforma di social listening AI driven, realizzata interamente da sviluppatori italiani.

Evento apprezzato in rete: 68% di contenuti positivi

Dall’analisi delle conversazioni social e web legate al Vinitaly 2026 emerge un evento ampiamente apprezzato dal pubblico: il 68% dei contenuti è, infatti, positivo a fronte di appena il 7,9% negativo, con un Net Sentiment Score di +60,3.

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Ancora più interessante è la componente emotiva: dominano entusiasmo (39,2%), ammirazione (22,4%) e fiducia (16,8%), segno che il racconto del vino italiano continua a muoversi su un piano non solo economico, ma anche simbolico e identitario.

Picco di attenzione nella giornata di apertura

Le conversazioni si sono concentrate soprattutto nel giorno di apertura, il 12 aprile, che da solo vale il 47% del totale: un picco che fotografa bene la capacità di Vinitaly di catalizzare attenzione mediatica e digitale in poche ore, trasformando l’avvio della manifestazione in un evento nell’evento.

A questo proposito va ricordato che all’inaugurazione della manifestazione veronese, come di consueto, ha potuto contare su una significativa presenza di rappresentanti di Governo. Sono cinque i ministri che hanno preso parte alla giornata inaugurale: Esteri (Tajani) Lollobrigida (Agricoltura), Giuli (Beni culturali), Urso (Made in Italy), Mazzi (Turismo), ai quali vanno aggiunti il Presidente della Camera Fontana, sempre nella giornata inaugurale senza dimenticare la visita con ampio giro tra i padiglioni della Premier Giorgia Meloni nella penultima giornata della manifestazione. E a giudicare dalle reazioni sui social se la forte presenza politica non ha fatto da catalizzatore certo non ha allontanato l’interesse del pubblico.

Tema trainante l’eccellenza del vino made in Italy

Riflessioni confermate dalle analisi dei numeri social. Secondo l’analisi, un elemento rilevante riguarda i temi che strutturano la conversazione.

Al centro si conferma l’eccellenza del vino italiano legata alle denominazioni DOC/IGT, che da sola vale il 16,8% delle menzioni, seguita dalla presenza istituzionale e politica (15,8%) e dal tema export e mercati internazionali (12,8%).

Questo trio racconta bene l’equilibrio su cui si muove Vinitaly: identità, sistema Paese e proiezione globale. A seguire emergono sostenibilità (10,3%), degustazione ed esperienza del bere (9,7%) e turismo enogastronomico (8,9%), che indicano un interesse crescente verso il lato esperienziale e culturale del vino. Più distanziati, ma comunque significativi, i temi legati a innovazione tecnologica (7%), nuove generazioni (5,2%), impatto economico (4%) e contenuti formativi come masterclass e convegni (2,9%), che completano il quadro di un settore sempre più articolato tra tradizione, business e trasformazione.

Tra le denominazioni sui social trionfa l’Amarone della Valpolicella

Dentro questa massa di contenuti, emergono più di altre alcune denominazioni che continuano a funzionare come veri ambasciatori del vino italiano nel mondo. In testa tra le denominazioni più citate sui social ci sono l’Amarone della Valpolicella (15,8%), Barolo (14,2%) e Prosecco (13,1%), a seguire Chianti Classico e Brunello di Montalcino. Non è una sorpresa: sono le etichette più riconoscibili, quelle che meglio tengono insieme prestigio, export e narrazione territoriale.

Tra le aziende guidano Antinori, Masi, Allegrini e Frescobaldi

Accanto ai territori, ci sono le aziende. La conversazione premia nomi storici e strutturati come Marchesi Antinori (19,2%), Masi (15,6%) e Allegrini (13,4%), e ancora Frescobaldi, Zonin, Bertani e Lungarotti, che si confermano poli di attrazione mediatica oltre che produttiva. Sono loro, più di altri, a trasformare la presenza in fiera in contenuto, amplificando la visibilità ben oltre i padiglioni.

Una classifica anche per i politici più citati

Tra gli attori istituzionali più citati spiccano Giorgia Meloni (25,7%) e Luca Zaia (21,6%), seguiti da Alberto Stefani (9,1%) e Francesco Lollobrigida (8,2%). Numeri che raccontano quanto il vino sia ormai terreno di visibilità istituzionale e leva strategica per il racconto del Paese. A questi si affiancano gli attori di sistema come ICE, Coldiretti, Unione Italiana Vini, Confagricoltura, Ministero dell’Agricoltura e Ismea, che consolidano la dimensione economica e strategica dell’evento.

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