Arriva il nuovo reato di femminicidio: cosa prevede il testo, dall’ergastolo alla confisca dei beni
Ora il testo passa all’esame della Camera dei deputati per il via libera definitivo
5' di lettura
I punti chiave
- Il nuovo reato di femminicidio
- Quando scatta lo sconto di pena
- La confisca dei beni
- La relazione del Guardasigilli alle Camere
- La competenza sui procedimenti per delitti contro familiari e conviventi
- Il diritto della persona offesa a essere informata sul patteggiamento
- Braccialetto elettronico potenziato: distanza minima dalla persona offesa a 1000 metri
- Nuove regole per l’esame testimoniale
- L’intervento restrittivo sui benefici penitenziari
- Campagne di sensibilizzazione e iniziative didattiche nelle scuola
- Accesso delle vittime minorenni ai centri anti violenza
- Estesa l’ammissione al gratuito patrocinio
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Primo semaforo verde al Senato per il disegno di legge che introduce in Italia il reato di femminicidio. Ora il testo, approvato all’unanimità a Palazzo Madama, passa all’esame della Camera dei deputati per il via libera definitivo.
Il nuovo reato di femminicidio
«Chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali è punito con la pena dell’ergastolo». Così recita il nuovo articolo 577-bis, introdotto nel Codice penale dal disegno di legge presentato dai ministri della Giustizia, dell’Interno, per la Famiglia e per le Riforme istituzionali e modificato nel corso dell’esame in commissione Giustizia al Senato. Braccialetto potenziato, con distanza minima di 1000 metri dalla vittima, confisca dei beni utilizzati per maltrattamenti contro familiari e conviventi, intervento restrittivo sui benefici penitenziari ai colpevoli. Estesa anche l’ammissione al gratuito patrocinio. Campagne di sensibilizzazione
Quando scatta lo sconto di pena
Quando ricorre una sola attenuante o quando una circostanza attenuante concorre con alcune aggravanti (e l’attenuante è prevalente) la pena non può essere inferiore a 24 anni. Quando ricorrono più attenuanti o quando più attenuanti concorrono con aggravanti, ma le attenuanti sono prevalenti, la pena non può essere inferiore a 15 anni. Il testo prevede, inoltre, che la pena sia aumentata di un terzo quando «il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali».
La confisca dei beni
Nel corso dell’esame parlamentare nel testo è stato introdotto il nuovo articolo 572-bis del Codice penale, che prevede la confisca obbligatoria dei beni, compresi gli strumenti informatici o telematici o i telefoni cellulari, che risultino essere stati utilizzati per la commissione del reato di “maltrattamenti contro familiari e conviventi” laddove sia intervenuta la condanna o l’applicazione della pena su richiesta delle parti.
La relazione del Guardasigilli alle Camere
Sempre nel corso dell’esame parlamentare è stata prevista l’annuale presentazione alle Camere di una relazione del ministro della Giustizia sullo stato di applicazione delle norme in materia di femminicidio e di contrasto alla violenza nei confronti delle donne. Una relazione da presentare entro il 30 giugno di ogni anno. Prevista la precisa indicazione delle condanne e delle assoluzioni per il reato di femminicidio e di omicidio, disaggregati per sesso e circostanze aggravanti.








