Al Senato

Femminicidio, primo sì unanime in Commissione al testo che introduce il nuovo reato: ecco cosa prevede

«Riconoscere che è frutto di discriminazione significa inquadrare correttamente il fenomeno», sottolinea Giulia Bongiorno

di Nicoletta Cottone

Campagna di sensibilizzazione contro i femminicidi scarpe rosse femminicidio violenza di genere

3' di lettura

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La commissione Giustizia del Senato approva all’unanimità il testo che introduce il reato di femminicidio. L’annuncio arriva dalla presidente della commissione Giustizia e senatrice della Lega Giulia Bongiorno. « È una svolta in diritto che segna anche un salto di qualità nella lotta alla violenza sulle donne. Riconoscere che il femminicidio è frutto di discriminazione significa inquadrare correttamente il fenomeno», sottolinea la presidente Bongiorno. «Esprimo la mia soddisfazione come presidente della Commissione per l’ok a un testo che rappresenta anche una battaglia della Lega, che portiamo avanti da tempo».

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Cosa prevede il nuovo articolo del codice penale

Il testo introduce all’interno del codice penale il nuovo articolo 577-bis relativo al reato di femminicidio. Viene introdotta una fattispecie specifica di omicidio, che sanziona con la pena dell’ergastolo chiunque cagioni la morte di una donna, commettendo il fatto con atti di discriminazione o di odio verso la vittima in quanto donna, o qualora il fatto di reato sia volto a reprimere l’esercizio dei diritti, delle libertà ovvero della personalità della donna.

Braccialetto elettronico potenziato

Si rafforzano gli obblighi formativi per i magistrati in materia di contrasto alla violenza e di prevenzione della vittimizzazione secondaria, arrivano maggiori tutele per gli orfani di femminicidio, anche se in condizioni di non stabile convivenza. Prevista una no stop dopo i 45 giorni per le intercettazioni in caso di femminicidio e di altri reati di violenza sulle donne. Arriva anche il braccialetto elettronico potenziato (si attiva ad 1 km invece che a 500 mt).

Sì all’emendamento contro droghe dello stupro

In commissione Giustizia al Senato ha avuto il via libera anche l’emendamento della Lega per il contrasto alle droghe dello stupro. «Sarà più semplice individuare l’assunzione da parte della vittima di sostanze psicotrope, ormai varie e altamente diffuse, e dimostrare la somministrazione per utilizzarla come prova in tribunale, accertando la violenza. Ciò sarà possibile attraverso l’istituzione di un Tavolo tecnico presso il Ministero della Salute per elaborare metodologie di prelievo, l’individuazione dei laboratori, la conservazione dei campioni, prevedendo protocolli uniformi su tutto il territorio nazionale. Sono poi promosse presso le Regioni campagne di sensibilizzazione in ordine alla pericolosità delle droghe che facilitano le violenze di natura sessuale. Obiettivo della Lega, che aveva già presentato una mozione sul tema, è mettere fine a queste nuove forme di violenza, spesso invisibili», commentano le senatrici della Lega Stefania Pucciarelli e Erika Stefani.

Pd, bene unanimità con importanti miglioramenti

L’approvazione in Commissione «è un passo in avanti importante nella lotta alla violenza maschile contro le donne», dicono i senatori del Pd Alfredo Bazoli, Anna Rossomando, Walter Verini, Franco Mirabelli, Valeria Valente, Filippo Sensi, Cecilia D’Elia. Un voto unanime, sottolineano, voto unanime «raggiunto grazie ai miglioramenti che siamo riusciti a ottenere nel corso dell’esame in Commissione, anche nella direzione auspicata da molti degli auditi, dalle reti antiviolenza, ai magistrati, dagli avvocati, alle associazioni femminili e femministe. Su questi temi per noi la condivisione è un valore, così come dimostra il lavoro svolto in questi anni». Ora la vera battaglia «è quella di mettere in campo un grande impegno sulla prevenzione e sull’educazione affettiva. Ora con la stessa condivisione lavoriamo per più interventi e investimenti».

Conte, salta la tagliola dei 45 giorni per indagini

«Abbiamo ottenuto un risultato importante: abbiamo fatto saltare l’assurdo limite di 45 giorni alle intercettazioni per indagare sui casi di violenza sulle donne. Grazie alla nostra Ada Lopreiato, in Commissione al Senato è stato approvato l’emendamento che cancella questa folle tagliola, che non dovrebbe esistere nemmeno per gli altri reati. Avevamo provato già a escludere da questo assurdo limite almeno i reati del Codice Rosso, ma ci avevano detto di no. Ci abbiamo riprovato più volte e adesso finalmente ci siamo riusciti. Manterremo alta la guardia», scrive sui social il leader del M5s Giuseppe Conte.

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