Numeri in aumento

La crescita della vasectomia in Europa: un cambiamento nella contraccezione maschile

La vasectomia sta diventando sempre più popolare in Europa come scelta di contraccezione definitiva per gli uomini, con un aumento degli interventi in diversi Paesi. Questo cambiamento riflette un diverso approccio culturale alla contraccezione maschile. Boom in Francia, soprattutto tra gli under 40. Numeri in aumento anche in Spagna e Austria

di Silvia Martelli (Il Sole 24 Ore), Francesca Barca (Voxeurop, Francia), Kim Son Hoang (Der Standard, Austria), Guillermo Cid (El Confidencial, Spagna)

4' di lettura

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Per decenni la contraccezione definitiva è stata appannaggio quasi esclusivo delle donne. Oggi, però, qualcosa sta cambiando. In diversi Paesi europei, sempre più uomini scelgono di sottoporsi alla vasectomia, un piccolo intervento chirurgico che permette di evitare il concepimento in modo permanente.

Se fino a pochi anni fa il tema restava marginale nel dibattito pubblico, oggi la vasectomia sta diventando una possibilità concreta per molti uomini. Il cambiamento è alimentato da una maggiore consapevolezza, da un diverso approccio culturale alla condivisione della responsabilità contraccettiva e da un sistema sanitario che, in alcuni Stati, accompagna i pazienti in percorsi informativi strutturati.

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Il confronto europeo mostra un quadro a più velocità: mentre Francia e Austria registrano un aumento costante degli interventi, in Italia la diffusione resta contenuta, complice anche un’offerta disomogenea nei servizi pubblici. Il tema si intreccia con questioni culturali e organizzative, ma anche con i numeri: nel nostro Paese, secondo l’ultimo rapporto del Ministero della Salute, ogni anno si eseguono circa 20 mila legature delle tube su donne, a fronte di meno di 5 mila vasectomie.

Italia: la vasectomia resta una scelta minoritaria

In Italia la vasectomia continua a rappresentare una soluzione poco diffusa. Le stime indicano che circa l’1% degli uomini in età fertile abbia scelto questa strada, uno dei tassi più bassi in Europa.

Alla base di questa scarsa diffusione ci sono diverse ragioni: una conoscenza ancora limitata dell’intervento, timori infondati sugli effetti a lungo termine e un sistema sanitario pubblico che garantisce l’operazione solo in alcune regioni. Spesso, per chi decide di farlo, è necessario ricorrere a strutture private, con un costo che varia da 300 a oltre 600 euro.

La contrapposizione con i numeri delle donne è evidente: nel nostro Paese si effettuano ogni anno circa 20 mila legature delle tube, un intervento più invasivo e complesso rispetto alla vasectomia, che invece si esegue in day hospital e con tempi di recupero molto rapidi.

Sul tema si esprimono da tempo anche le associazioni di pianificazione familiare, che chiedono più informazione, un’offerta uniforme su tutto il territorio e un maggior riconoscimento del ruolo maschile nella contraccezione.

Francia: interventi triplicati, boom tra gli under 40 e under 30

Negli ultimi quindici anni, in Francia il numero di vasectomie annuali è passato da meno di 2 mila a oltre 30 mila. Oggi la procedura rappresenta circa il 25% di tutte le sterilizzazioni definitive.

Il cambiamento riguarda anche l’età dei pazienti. In 12 anni, la quota di uomini under 40 tra coloro che scelgono la vasectomia in Francia è passata dal rappresentare il 24% al 42%. Il dato più rilevante, però, riguarda i più giovani: il 13% degli interventi oggi riguarda uomini sotto i 30 anni, segno di un cambio di mentalità profondo nelle nuove generazioni.

In Francia l’accesso è regolato da un percorso informativo obbligatorio: è previsto un colloquio preliminare e un periodo di riflessione di quattro mesi prima di procedere. L’obiettivo è garantire scelte consapevoli, soprattutto tra chi decide di intervenire prima di aver avuto figli. Il tasso di “pentimento” rimane comunque contenuto, tra il 6% e il 7%.

Spagna: cresce l’interesse, spinto anche dai più giovani

Anche in Spagna la vasectomia sta lentamente uscendo dall’ombra. Sebbene il dibattito pubblico sul tema sia ancora relativamente recente, i numeri indicano un interesse crescente, soprattutto tra uomini giovani con figli. Un esempio sono Javier e Andrés, rispettivamente di 32 e 34 anni, che dopo aver avuto due figli ciascuno hanno deciso di sottoporsi all’intervento. «All’inizio ci sembrava un passo impegnativo — raccontano — ma abbiamo fatto il percorso insieme, e alla fine è stato rapido e indolore».

Nel contesto spagnolo, l’evoluzione si intreccia con un cambiamento più ampio nel ruolo maschile nella pianificazione familiare. «In passato la sterilizzazione maschile non veniva nemmeno presa in considerazione: si dava per scontato che tutto ciò che riguardava la contraccezione fosse responsabilità delle donne», spiega Josep Torremadé, coordinatore del gruppo di Andrologia dell’Associazione Spagnola di Urologia. «Quando gli uomini hanno iniziato a partecipare a queste decisioni, il numero di interventi ha cominciato a crescere».

La consapevolezza, però, è ancora parziale. «C’è ancora molta disinformazione, ma parliamo di un’operazione semplice e sicura, che non altera la funzione sessuale e può essere eseguita persino con tecniche mini-invasive, come la vasectomia senza bisturi», aggiunge Torremadé.

A fare da sfondo, anche in Spagna, ci sono le dinamiche demografiche: l’età media del primo figlio per gli uomini è di 34,5 anni (33,1 per le donne) e il numero medio di figli per coppia è fermo a 1,06. In questo contesto, per chi ha già realizzato il proprio progetto familiare, la vasectomia inizia a essere percepita come una scelta pragmatica e definitiva.

Austria: numeri in crescita, nonostante i costi

In Austria la vasectomia è consentita solo a partire dai 25 anni e richiede un consulto medico obbligatorio. Il costo, tra 700 e 900 euro, è interamente a carico del paziente.

Nonostante queste barriere, negli ultimi anni il numero degli interventi è cresciuto sensibilmente, soprattutto tra uomini che hanno già figli e desiderano evitare ulteriori gravidanze.

Anche in Austria permane una certa reticenza nelle generazioni più anziane, mentre tra i più giovani si diffonde sempre più l’idea di una contraccezione condivisa nella coppia.

Lituania: una crescita frenata dai timori

In Lituania il ricorso alla vasectomia è ancora limitato, frenato da diffidenze radicate e da un’informazione spesso insufficiente. Molti uomini preferiscono non affrontare l’argomento nemmeno con il proprio medico di base.Negli ultimi anni, però, l’attenzione verso la pianificazione familiare è aumentata, spinta anche dall’esperienza della pandemia. La scelta della vasectomia interessa soprattutto uomini che hanno già avuto figli e che desiderano una soluzione definitiva.Le principali resistenze riguardano l’idea, errata, che l’intervento possa compromettere il benessere sessuale. Le indicazioni mediche sono invece chiare: la vasectomia non modifica la produzione di ormoni, non influisce sul desiderio sessuale e non altera l’eiaculazione.Anche qui le associazioni chiedono maggiore informazione pubblica per superare diffidenze ormai superate dalla letteratura scientifica.

Verso una responsabilità condivisa

Il quadro europeo mostra una tendenza chiara: la contraccezione definitiva non è più soltanto una questione femminile. L’aumento delle vasectomie racconta un cambiamento culturale importante, che si affianca alla crescente richiesta, da parte delle donne, di non farsi carico da sole del peso della pianificazione familiare.

*Questo articolo rientra nel progetto di giornalismo collaborativo europeo “Pulse”

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